Targhe militari italiane

Targhe militari italiane: caratteristiche e curiosità

Tante informazioni e curiosità sulle targhe militari italiane, con le caratteristiche sia di quelle attualmente in uso che di quelle ormai soppresse

30 aprile 2020 - 14:30

Ormai si colleziona di tutto e in giro ci sono anche parecchi collezionisti o semplici appassionati di targhe militari italiane. Un oggetto di culto visto che i primi esemplari risalgono addirittura a circa un secolo fa. Ovviamente i pezzi più ambiti sono quelli dei Corpi militari soppressi (in passato abbiamo avuto, tra gli altri, la Polizia dell’Africa Italiana e l’inquietante Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale…). Ma piacciono anche i modelli in disuso dei Corpi tuttora esistenti, visto che dal 1997 le targhe emesse dalla maggior parte dei Corpi militari sono state uniformate adottando quasi tutte un unico sistema di numerazione del tipo EI AA 000. Diventando di conseguenza meno interessanti per i collezionisti, anche in previsione futura.

TARGHE MILITARI ITALIANE DI CORPI SOPPRESSI

Come dicevamo sono le più ricercate dagli appassionati e dai cultori delle targhe militari italiani, essendo spesso testimonianza di tempi assai lontani e per certi versi irripetibili (in qualche caso meglio così). Sul web c’è un florido commercio di vecchie targhe e se ne trovano di diverse anche sulle bancarelle dei mercatini delle pulci. Secondo Wikipedia già nel 1905 una ‘Istruzione sul servizio automobilistico’ prescrisse per i veicoli appartenenti alle Forze Armate una speciale targa metallica bianca riportante la sigla in rosso S.zio M.re (Servizio Militare) seguita da un numero di tre cifre in nero. Ma una vera regolamentazione partì soltanto nel 1927. Quando il decreto attuativo del Pubblico Registro Automobilistico escluse dall’iscrizione al PRA i veicoli in uso ai corpi armati dello Stato. Da allora ogni Corpo adottò una sigla identificativa e un sistema proprio di numerazione delle targhe. Una distinzione che nel corso dei decenni si è poi gradualmente attenuata fino a raggiungere l’attuale uniformità. Ecco le sigle delle Forze armate e di Polizia non più in uso:

AdiC: Agenti di Custodia (1983-1992);
AF: Agricoltura e Foreste (anni Trenta-anni Cinquanta);
CC. RR.: Carabinieri Reali (1945-1949);
CFS: Corpo Forestale dello Stato (anni Cinquanta-2016);
MdS: Milizia Nazionale della Strada (1932-1943);
M.N.F.: Milizia Nazionale Forestale (1935-1946);
M.P.: Milizia Portuaria (1932-1943);
MVSN: Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (1932-1943);
PAI: Polizia dell’Africa Italiana (1939-1946);
POLIZIA COLONIALE: Polizia Coloniale (1938-1939);
R.A. oppure RA: Regia Aeronautica (1924-1946);
RCTC: Regio Corpo Truppe Coloniali (anni Trenta-1943);
RCT: Regio Corpo Truppe Libiche (1938-1943);
RO ETO oppure R.O E.TO oppure R.E.: Regio Esercito (1924-1946);
R.G.F. oppure RGF: Regia Guardia di Finanza (1927-1946);
R.M. oppure RM: Regia Marina (1924-1946);
S.ZIO M.RE oppure S.M. oppure SM: Servizio Militare (1914-1924);
S.R. oppure SR: Servizio Reale (1927-1946);
TSM: Servizio Militare in Tripolitania italiana (1913-anni Venti);
UNPA: Unione Nazionale Protezione Antiaerea (1934-1945).

Dal sito targheetarghe.it

 

TARGHE MILITARI ITALIANE: AERONAUTICA

Le targhe dell’Aeronautica Militare furono contrassegnate fino al 1982 dalle lettere AM in rosso seguite da un numero variabile di cifre, da una a cinque, che veniva assegnato in gruppi ai vari tipi di veicoli (per esempio da 100 a 2999 per gli autoveicoli e da 7001 a 8499 per i motocicli). Successivamente le targhe militari dell’Aeronautica cambiarono la grafica con l’introduzione della stellina verde a destra della sigla AM e la disposizione su un’unica riga. Questo modello è rimasto inalterato fino al 1997 con l’introduzione del nuovo formato tutt’oggi in vigore. Da notare che le macchine operatrici si differenziano leggermente per l’utilizzo dello sfondo giallo e la scritta MACC. OP. centrata e in rosso sulla riga superiore.

TARGHE MILITARI ITALIANE: CAPITANERIE DI PORTO E GUARDIA COSTIERA

Contraddistinte dalla sigla CP seguita da una serie numerica, tra cui è impressa una stellina verde come quella usata dall’Esercito italiano. A partire dal 2000 sulla parte inferiore della targa è presente un adesivo con la scritta ‘GUARDIA COSTIERA’, di colore nero e di dimensioni ridotte. Curiosità: le lettere non sono mai state utilizzate nella numerazione della targa delle capitanerie di porto (che infatti a differenza di molti altri segue il sistema EI 000 e non EI AA 000) per via del modesto numero di veicoli a disposizione del Corpo.

TARGHE MILITARI ITALIANE: CROCE ROSSA ITALIANA

Probabilmente lo sapevano in pochi, ma i veicoli della Croce Rossa Italiana, al contrario di quelli delle altre pubbliche assistenze, circolano con targa militare come disposto dalla già citata legge attuativa del Pubblico Registro Automobilistico, che esenta questi mezzi dall’iscrizione al PRA equiparandoli a quelli dei Corpi armati dello Stato. Tuttavia la prima targa della CRI risale addirittura al 1911. L’utilizzo di una targa propria per i veicoli della Croce Rossa Italiana è stato poi riconfermato nel 1992 dall’art.138 del Codice della Strada. Oggi la sigla CRI in rosso è seguita dal simbolo della Croce Rossa, anch’esso rosso, e dalle cifre in nero che seguono la serie CRI 000 AA.

TARGHE MILITARI ITALIANE: ESERCITO ITALIANO E CARABINIERI

Le prime targhe per i veicoli dell’Esercito Italiano, caratterizzate anche oggi dalla sigla EI in rosso e dal fondo bianco con una stella verde, furono introdotte nel 1947 e fino all’anno 2000 identificavano anche i veicoli appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Poi lo scorporo dei due Corpi ha fatto sì che i Carabinieri, divenuta forza armata autonoma, adottassero per i propri veicoli le targhe con sigla CC rossa (mentre il resto è uguale). Curiosità: come nelle altre targhe militari, dopo le cifre vengono utilizzate anche le lettere I e U che non sono usate nelle sequenze alfanumeriche delle targhe ordinarie. Dal 2017 la sigla CC viene assegnata anche ai mezzi, di colore verde, in dotazione al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (ex Corpo forestale dello Stato).

TARGHE MILITARI ITALIANE: GUARDIA DI FINANZA

Le targhe della Guardia di Finanza furono introdotte nel 1946 con la sigla G.di F. in rosso seguita dalla sequenza numerica. Oggi è più o meno la stessa ma sono stati tolti i punti dopo le lettere maiuscole, diventando quindi G di F, e la sequenza è diventata alfanumerica. Inoltre è stata aggiunta una stellina verde, uguale a quella già in uso per i veicoli dell’Esercito italiano, tra la sigla a sinistra e le cifre.

TARGHE MILITARI ITALIANE: MARINA MILITARE

Le targhe della Marina Militare sono forse quelle che hanno subito più cambiamenti, diventando di conseguenza molto interessanti per i collezionisti. Fino al 1986 furono contrassegnate dalla sigla MM di colore rosso che precedeva un blocco numerico di cinque cifre assegnato in base a una ripartizione territoriale dei comandi militari marittimi (p.es. Roma aveva come cifra iniziale 1, La Spezia 2, Taranto 3 e così via). Dal 1987 la serie alfanumerica venne modificata in tre cifre seguite da due lettere, precedute da una stellina verde (dopo la sigla MM) sotto la quale erano ripetute in piccolo le lettere MM. Le cifre erano progressive mentre le due lettere finali indicavano la provenienza (Roma: RM; Napoli: NA; La Spezia: SP, ecc.). Infine dal 1997 la Marina ha adottato la numerazione unica, con un formato costituito da due lettere seguite da tre cifre, simile a quella degli altri Corpi militari Tra le lettere e i numeri c’è però un cerchietto verde.

TARGHE MILITARI ITALIANE: SOVRANO ORDINE MILITARE DI MALTA

Questa è sorprendente ma l’Italia è l’unico Paese al mondo che riserva una targa speciale SMOM (acronimo di Servizio Militare dell’Ordine di Malta) ai veicoli dell’Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare ordine di Malta. Targa contrassegnata dalla sigla SMOM in rosso seguita da un piccolo stemma del Corpo e da una numerazione di tre cifre di colore nero. Queste targhe sono emesse dal Ministero della difesa. Le autovetture dei vertici dell’Ordine circolano invece con targa diplomatica italiana, essendo lo SMOM un soggetto di diritto internazionale.

TARGHE MILITARI ITALIANE: VIGILI DEL FUOCO

I mezzi dei Vigili del Fuoco sono tra i pochi che non seguono il sistema standard di numerazione del tipo EI AA 000 (con una sola eccezione che vedremo dopo), ma adottano ancora quello proprio che risale addirittura al 1938 (sigla VF in rosso seguita da numerazione in nero) e che da allora ha subito soltanto leggere modifiche. Ancora oggi, infatti, la targa dei Vigili del Fuoco, la cui ultima versione è datata 2002, è composta dalla sigla VF in rosso seguita dalla numerazione progressiva a cinque cifre con caratteri neri. Le due parti sono separate da uno spazio in cui compare un piccolo stemma della Repubblica Italiana. Soltanto gli automezzi dei Vigili del Fuoco delle province autonome di Trento e di Bolzano adottano una targa simile a quella nazionale (è l’eccezione a cui accennavamo prima): la sigla VF seguita da tre cifre alfanumeriche e dalla sigla della provincia (TN o BZ).

TARGHE MINISTERIALI

La nostra piccola panoramica sulle targhe militari italiane finisce qui. ‘Ma manca la Polizia di Stato e non solo”, obietterà qualcuno. È però una precisazione errata perché è vero che anche i veicoli appartenenti a Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale e Protezione Civile montano targhe speciali. Si tratta però non di targhe militari ma di targhe ministeriali, in quanto la Polizia e la Protezione Civile non sono Corpi militari ma dipendono dal Ministero dell’Interno. Ma non preoccupatevi perché anche su queste prepareremo presto una guida ad hoc.

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