Tajani vuole abolire il bollo auto. Ma chi ci crede?

Tajani vuole abolire il bollo auto. Ma chi ci crede?

Il vicepremier propone di cancellare la tassa di proprietà sui veicoli, ma il nodo resta sempre lo stesso: trovare le risorse necessarie per compensare le Regioni

 

Il vicepremier propone di cancellare la tassa di proprietà sui veicoli, ma il nodo resta sempre lo stesso: trovare le risorse necessarie per compensare le Regioni

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28 Luglio 2026 - 12:23

L’abolizione del bollo auto torna al centro del dibattito politico. A rilanciare l’idea è stato Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri, che in un recente intervento sui social ha indicato la cancellazione della tassa di proprietà sui veicoli tra gli obiettivi della sua linea di abbassamento della pressione fiscale. “Vogliamo ridurre le tasse in Italia. Lo slogan sarà meno tasse, meno tasse, meno tasse”, ha dichiarato, citando tra le possibili misure un intervento sulle tredicesime, una riduzione dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% con un ampliamento della fascia interessata fino a 60 mila euro e, appunto, l’abolizione del bollo per auto o moto.

QUEI 7,5 MILIARDI DI EURO L’ANNO DA TOGLIERE ALLE REGIONI

Il bollo auto è una tassa regionale che ogni proprietario di un veicolo deve pagare in base alla potenza e alle caratteristiche del mezzo.

La proposta di Tajani è destinata a far discutere, perché riguarda una delle tasse più detestate dagli automobilisti, ma anche una delle entrate più importanti per le Regioni. Che incassano così circa 7,5 miliardi di euro l’anno. Una montagna di denaro che è ossigeno puro in un periodo in cui molte amministrazioni locali non riescono a far quadrare i bilanci.

Si tratta di risorse che finiscono nei bilanci delle Regioni e contribuiscono al finanziamento di numerosi servizi pubblici, dalla mobilità alla manutenzione delle infrastrutture stradali.

RISORSE CERCASI PER LA TASSA AUTOMOBILISTICA

Per questo motivo, un’eventuale abolizione del bollo non potrebbe essere realizzata semplicemente cancellando la tassa dalla normativa. Lo Stato dovrebbe prevedere un meccanismo di compensazione per evitare che le Regioni si trovino con un buco nei conti: il mancato incasso degli automobilisti sarebbe sostituito da trasferimenti statali o da nuove forme di finanziamento.

Tajani vuole abolire il bollo auto. Ma chi ci crede?

PROMESSE POLITICHE SUL BOLLO: A VOLTE TORNANO

L’abolizione del bollo auto non è una novità nel panorama politico italiano. Nel corso degli anni diversi leader hanno annunciato l’intenzione di intervenire su questa tassa, spesso ottenendo consenso tra gli automobilisti ma senza arrivare a una cancellazione effettiva.

Nel 2008 Silvio Berlusconi aveva ipotizzato una progressiva eliminazione del bollo. L’idea era quella di arrivare gradualmente alla cancellazione della tassa, con particolare attenzione alla prima macchina posseduta dalle famiglie. Negli anni successivi l’argomento tornò più volte nell’agenda politica, senza però trasformarsi in un provvedimento concreto.

Anche Matteo Renzi, nel 2016, aveva parlato della possibilità di eliminare il bollo auto attraverso la legge Bilancio o comunque entro la fine della legislatura. Anche in quel caso, però, la proposta rimase un’intenzione politica e non diventò realtà. Anzi: arrivò addirittura la legnata per le auto storiche.

IL GUAIO DELLE COPERTURE

Il motivo è sempre stato lo stesso: il costo dell’operazione. Ridurre o eliminare una tassa può essere relativamente semplice dal punto di vista normativo, ma diventa molto più complesso quando bisogna sostituire le entrate che quella tassa garantisce.

Ogni Governo che ha valutato l’abolizione del bollo si è trovato davanti a un dilemma: come recuperare le risorse mancanti senza introdurre nuove tasse o tagliare servizi?

Una possibilità sarebbe quella di trasferire il costo direttamente sul bilancio statale, ma questo significherebbe aumentare la spesa pubblica.

Un’altra strada potrebbe essere quella di sostituire il bollo con un’imposta diversa, magari legata all’utilizzo del veicolo, alle emissioni o al consumo di carburante. Tuttavia, anche questa soluzione avrebbe conseguenze politiche, perché rischierebbe semplicemente di spostare il peso fiscale da una voce a un’altra.

UNA CONQUISTA CHE FA GOLA ALLA POLITICA

Il tema del bollo auto ha sempre avuto una forte valenza politica. La tassa è infatti percepita da molti cittadini come un pagamento poco legato all’effettivo utilizzo della vettura: si paga semplicemente perché si possiede un veicolo.

Questa caratteristica l’ha resa negli anni un bersaglio frequente delle proposte di riduzione fiscale. Abolirla avrebbe un forte valore simbolico e rappresenterebbe un messaggio immediato agli elettori. Da trasformare in consenso.

Discorso analogo per il superbollo, che pare sempre a un millimetro dalla scomparsa grazie agli annunci dei Governi (il più recente è dell’altro vicepremier, Matteo Salvini), per poi restare vivo e vegeto negli anni.

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