Bollo auto storiche: vergogna! La confusione regna sovrana

Che tristezza: il Governo fa le leggi, le Regioni sono lente a reagire. Così, paga l'automobilista

23 gennaio 2015 - 10:00

La legge stabilità 2015 ha tolto le agevolazioni sul bollo per i mezzi di 20 anni (e sotto i 30), reintroducendo la tassa di proprietà regionale. Che va da pagata anche se il veicolo non è circolante, spesso con tariffe molto alte nelle Regioni che differenziano il pagamento a seconda della classe inquinante dell'auto o della moto: lo ricorda la FMI (Federemoto). Il guaio, nonostante si sia sotto scadenza (entro fine gennaio si dovrebbe pagare), è che la situazione è ancora in divenire e che ulteriori modifiche potrebbero arrivare anche nei prossimi giorni.

LA SITUAZIONE ATTUALE – In linea con la legge nazionale, tutte le regioni hanno mantenuto la tassa di circolazione forfettaria per i mezzi di 30 anni. Hanno invece mantenuto la tassa di circolazione per i veicoli tra i 20 ed i 30 anni la Provincia di Bolzano, l'Emilia Romagna, la Toscana (con tassa di proprietà) e, probabilmente, il Veneto. In realtà per quest'ultima regione non abbiamo una notizia ufficiale, ma vi è stato l'annuncio da parte dell'assessore al Bilancio, Roberto Ciambetti di voler continuare ad applicare il bollo agevolato. Hanno già comunicato sui rispettivi siti l'abolizione del bollo forfettario per le auto e moto di 20 anni Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Provincia di Trento, Umbria e Valle d'Aosta. Non si conosce ancora la posizione di Basilicata, Campania e Piemonte. Per quanto riguarda Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia invece, per le quali il tributo è erariale, l'Agenzia delle entrate non si è ancora espressa, ma tutto lascia pensare che le tre regioni applicheranno la legge stabilità.

IL CASO LOMBARDIA – Ricordiamo che la situazione può ancora mutare. Stando a indiscrezioni dell'ultima ora, la Lombardia le ultraventennali potrebbe farle pagare a tariffa piena. La situazione, per tutte le Regioni, è molto caotica e tocca gli aspetti fondanti del bollo: addirittura, potrebbe esserci un secondo chiarimento a marzo 2015, per eliminare i dubbi introdotti dalla legge stabilità 2015. Il risultato è che i 3,5 milioni di italiani possessori di veicoli storici non sanno se devono pagare, quanto pagare, quando pagare. Un quadro, quello appena dipinto, che è un po' lo specchio della nostra classe politica e della burocrazia regnante su auto e moto: tantissima confusione, aggravata dagli “uffici complicazione affari semplici”, eternamente aperti in questo Paese.

E LA PASSIONE? – Vedremo se e come verrà tenuta in considerazione l'amore per i veicoli storici. La maggior parte di chi ha un'auto over 20 e under 30 (per non parlare di chi ha una macchina over 30) è appassionato: cura la macchina, che ha una certificazione vera e propria, grazie a un design particolare, a interni in ottimo stato, così come la carrozzeria. D'altronde, anche se si facesse un registro unico nazionale, questo comunque seguirebbe criteri soggettivi, tali per cui verrebbero inserite nell'elenco macchine che di storico magari hanno poco o nulla. La passione per l'auto storica è tanta e tale che parecchi estimatori di vetture datate sarebbero disposto a pagare tre volte il valore di mercato per possedere una di quelle macchine. Perché affascinano per carrozzeria, telaio, interni, motore; o perché una certa auto è appartenuta al padre o al nonno. O perché magari ogni volta che si osserva quella macchina si torna d'incanto all'infanzia. Attenzione poi all'effetto superbollo: con la tassazione pesantissima sulle vetture di alta cilindrata, queste sono sostanzialmente sparite dal mercato italiano. Con danni all'indotto: carrozzerie, meccanici, tappezzieri, gommisti. Ragionamento identico va fatto per le auto storiche: alla stretta può seguire la fuga all'estero, con danni all'indotto.

 

2 commenti

Marco
21:51, 25 gennaio 2015

E pensare che sarebbe solo sufficiente aumentare con buon senso l'attuale tariffa forfettaria….
Io ho esportato all'estero la mia bmw 850.

Astratto
11:58, 26 gennaio 2015

quel demente di renzi non poteva far altro che scempi, facendo due conti è chiaro che tutto il settore aziende, artigian,i ricambisti ecc. ci perderà e di conseguenza per assurdo gli introiti che andavano allo stato! chiaramente renzi non ha idee ne programmi (non sapendo che pesci pigliare) deve far vedere che fa qualcosa.Come al solito siamo rappresentati da idioti
che danneggiano l'economia italiana”questo è molto piu idiota degli altri e pertanto è pericoloso” credendo e/o facendo credere di fare il contrario, guardatelo in tv, vi sembra una persona con un po di sale in zucca?? L'ITALIA STA DIVENTANDO UNA BARZELLETTA!

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