Tachimetro auto: perché la velocità indicata è diversa da quella vera?

Da funzionamento difettoso a sistema salva multe, non tutti sanno perché il tachimetro delle auto non segna mai la reale velocità dell'auto

17 dicembre 2017 - 9:00

Il tachimetro dell'auto è per molti automobilisti ormai un dispositivo quasi superfluo, tanto più se l'auto è dotata di regolatore della velocità, sai che il cruise control fu inventato da un ingegnere che non aveva neppure la patente? Scoprilo qui. Da quando al posto di guida hanno debuttato innovativi quadri strumenti virtuali e riconfigurabili, ancora diffusi su modelli di nicchia, la lancetta analogica è sparita a favore del display. Una rivoluzione tecnologica che però non perde quella caratteristica che per tanti automobilisti è sempre stata un difetto. Questa settimana nella rubrica Curiosità di SicurAUTO.it parleremo del tachimetro e del perché la velocità indicata non è mai quella reale dell'auto.

IL TACHIMETRO ERA OPTIONAL ALL'INIZIO Forse non tutti conoscono le origini del tachimetro ma una delle caratteristiche che più note è che la lancetta non segna mai la velocità giusta, prima di capire perché facciamo un passo indietro. Il primo tachimetro elettrico fu ideato da Josip Beluši?, inventore croato che ha costruito il primo tachimetro elettrico nel 1888, brevettandolo poi in Austria e Ungheria sotto il nome tradotto letteralmente in “velocimetro”.  Agli inizi del 1900 era un optional – la Ford Model T ad esempio proponeva il pacchetto dei fari anteriori all'acetilene, parabrezza e quadro strumenti per 100 dollari in aggiunta al prezzo del'auto di circa 850 dollari.

NON PUO' INDICARE MENO MA NEANCHE TROPPO A prescindere dal suo funzionamento, se meccanico, magnetico o digitale, è ormai cosa nota che il tachimetro non misura la velocità reale dell'auto, anche se l'auto è nuova ed è un sofisticato concentrato di innovazione. Il motivo di fondo risiede nel regolamento UN/ECE n. 39 che definisce le direttive per l'Europa non solo dell'errore minimo ma anche quello massimo per non superare inavvertitamente i limiti di velocità. In caso di multa insomma, non ci sono scuse. Secondo le norme comunitarie che rimandano poi ai regolamenti del Paese membro, la velocità indicata non deve mai essere inferiore alla velocità effettiva, ma non deve essere superiore al 110% + 4 km/h. Per esempio, se la velocità effettiva è 100 km/h, la velocità indicata non deve superare i 114 km/h. C'è da dire comunque che sulle auto moderne gli scarti al tachimetro sono molto ridotti (mediamente 2-3,5%). Addirittura in qualche caso, duante le prove su strada con dispositivi di rilevamento ausiliario al tachimetro, è stato dimostrato da alcuni colleghi che la velocità indicata corrispondeva a quella reale. Insomma è tutt'altra cosa rispetto a 30 anni fa. Leggi qui tante altre curiosità sul mondo delle auto.

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