Benzina e diesel: decreto taglia prezzi del Governo

Stazione di servizio: quali conseguenze se non pago il carburante?

Qualunque sia la ragione, non pagare il carburante alla stazione di servizio non è mai una buona idea. Ecco cosa rischia l’automobilista

13 giugno 2022 - 18:00

Sono i fatti di cronaca a dimostrare che, per intenzione o per distrazione, c’è chi prova a non pagare il carburante alla stazione di servizio. Con la premessa che nessuna delle due situazioni trova una giustificazione, alla base di questo aumento dei casi c’è anche la diffusione sempre più capillare del self service. Sebbene le aree di rifornimento siano quasi ovunque sotto controllo per via della presenza di telecamere, debitamente segnalate a norma di legge, c’è evidentemente chi crede di riuscire a farla franca senza difficoltà. In buona sostanza, c’è chi arresta la vettura in corrispondenza della pompa di carburante, gasolio o benzina che sia. Quindi riempie il serbatoio ma invece di passare dalla cassa per pagare quanto dovuto, sale a bordo del veicolo e si allontana. Ci domandiamo allora quali sono le conseguenze se non pago il carburante. Va da sé che uno scenario di questo tipo non può concretizzarsi nel caso in cui venga richiesto il pagamento prima di effettuare il rifornimento. E né con il servito come alternativa al self service.

CARBURANTE NON PAGATO ALLA STAZIONE DI SERVIZIO, È SEMPRE UN REATO?

Anche a livello intuitivo è piuttosto evidente che il mancato pagamento del carburante alla stazione di servizio configuri una violazione delle norme da parte dell’automobilista. Non importa l’ammontare della cifra. In pratica non conta se il conducente ha riempito l’intero serbatoio oppure solo una piccola parte. Non conta se il mancato versamento sia di 10 o di 80 euro. Le disposizioni vigenti non fanno questa distinzione e, soprattutto, non prevedono alcuna giustificazione del comportamento legata all’aumento dei costi di benzina e gasolio. L’Osservaprezzi carburanti, il sito del Ministero dello sviluppo economico con cui consultare in tempo reale i prezzi di vendita dei carburanti praticati da ogni stazione di servizio, sta rivelando come il livello medio del costo al servito e al self service stia di nuovo puntando verso l’alto. Ma non è appunto una giustificazione per non pagare quanto dovuto. Il punto è piuttosto un altro: se non pago il carburante, l’accusa è di insolvenza fraudolenta o di furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento?

QUALE ACCUSA SE NON PAGO IL CARBURANTE ALLA STAZIONE DI SERVIZIO

A scrivere la parola finale sulla questione delle conseguenze nel caso di mancato pagamento del carburante alla stazione di servizio è stata la Corte di Cassazione. La distinzione tra insolvenza fraudolenta o furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento non è solo una finezza giurisprudenziale. Per l’automobilista si configurano infatti due impianti sanzionatori molto diversi. Per intenderci, nel caso di furto aggravato dall’uso del mezzo fraudolento, va incontro a 2 a 6 anni di carcere. A cui aggiungere una sanzione pecuniaria variabile da 927 a 1.500 euro. Il tutto va poi ricondotto nell’ambito penale e non solo in quello civile. In buona sostanza, in termini operativi, il gestore della stazione di servizio presenta querela che trova nel processo penale il passaggio centrale. E senza dimenticare che il gestore può facilmente dimostrare la condotta illecita dell’automobilista per via della disponibilità delle immagini delle telecamere che hanno ripreso la scena incriminata. Ebbene, per i giudici il mancato pagamento del carburante alla stazione di servizio integra il delitto di furto aggravato dall’uso di mezzo fraudolento.

SE NON PAGO BENZINA O GASOLIO ALLA STAZIONE DI SERVIZIO, QUALI SONO LE CONSEGUENZE

Il mancato pagamento della benzina o del gasolio alla stazione di servizio comporta dunque per l’automobilista la condanna alla reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 927 a 1.500 euro. Naturalmente se il mancato passaggio alla cassa si consuma senza il consenso del gestore o del titolare della stazione di benzina. I giudici della Consulta, con la sentenza 3018 del 2019, hanno infatti parlato chiaro. A detta dei togati, un comportamento di questo tipo “integra il delitto di furto aggravato dall’uso di mezzo fraudolento e non quello di insolvenza fraudolenta”. In tale circostanza rientra “la condotta di colui che si rifornisca di benzina presso un distributore ad erogazione automatica e, approfittando della contingente situazione di assenza di controllo, si allontani prontamente senza corrispondere il relativo prezzo”.

IL CASO ESAMINATO DALLA CORTE DI CASSAZIONE

A titolo di cronaca e al di là delle regole di comportamento a una stazione di servizio, la Corte di Cassazione si è espressa sul caso di un automobilista che aveva fatto rifornimento per il proprio veicolo a un impianto di distribuzione per un totale di 122 euro (in tre differenti occasioni) per poi allontanarsi senza pagare il prezzo, approfittando della presenza di numerosi clienti.

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