Specchietto retrovisore: l'invenzione di un pilota per vincere a Indianapolis

Tecnologici e accattivanti oggi, pochi sanno che i retrovisori sono stati inventati da un pilota per rendere più veloce la sua auto

8 ottobre 2017 - 9:00

Gli specchietti retrovisori sulle auto hanno ricevuto solo negli ultimi anni una forte innovazione tecnologica. Dotati di sensori e funzioni utili per l'assistenza alla guida avvertono ad esempio se sopraggiunge un'auto in sorpasso, evitano l'abbagliamento o si trasformano all'occorrenza in display. Ci sono automobilisti che li trovano utilissimi nelle manovre e chi invece non se ne cura più di tanto se sono chiusi o divelti. Ma forse non tutti sanno che il retrovisore interno, che oggi è attaccato al parabrezza, ha esordito in pista su una Marmon Wasp nel 1911, un trucco che permise di capire quanto fosse importante guardare dietro anche mentre si procedeva in avanti. Un problema che fino ad allora non si erano posti i pionieri dell'automobile ma trovò soluzione nell'idea del pilota Ray Harroun.

UN COPILOTA FACEVA DA RETROVISORE Guidare un'auto senza specchi retrovisori significava per i piloti dei primi del 1900 portare i auto un copilota che desse indicazioni o doversi voltare a destra e a sinistra per capire cosa succedeva dietro; un'abitudine che ancora oggi rimane nelle competizioni motociclistiche. Perché non dare due occhi in più al pilota? Così la Marmon Wasp, su suggerimento di Ray Harroun, accreditato ad oggi dell'invenzione dello specchietto retrovisore interno fu dotata di un rudimentale telaio con attaccato uno specchio riflettente davanti agi occhi del pilota (nell'immagine sotto). Una trovata che faceva risparmiare peso ed evitava problemi di incomprensioni e in pista sbaragliò gli avversari, portando al titolo della 500 Miglia di Indianapolis. Da lì ci mise poco lo specchio interno a trovare impiego e utilità anche sulle auto stradali prodotte in serie, molto di più almeno in Italia invece ci mise il retrovisore esterno.

DOPO LO SPECCHIO INTERNO FU LA VOLTA DI QUELLO ESTERNO Gli automobilisti vecchia scuola ricorderanno sicuramente che fino al 1977 la linea laterale delle auto poteva fare a meno dei retrovisori, che divennero obbligatori, sul lato guida, solo a partire dal 1 gennaio quando l'Italia recepì le direttive comunitarie 71/127 CEE e 70/221 CEE. Da allora gli specchi retrovisori sono finiti sempre al centro dell'attenzione dei designer auto, per esaltare l'estetica prima e la sicurezza di guida poi, fino a far sembrare le regolazioni elettriche e lo sbrinamento soluzioni arcaiche. Stiamo parlando ovviamente del BLIS, (Blind Spot Information System) che consente di monitorare sempre l'angolo cieco e avverte il guidatore se sta sopraggiungendo un'auto lateralmente non ancora comparsa sullo specchio. Quale sarà il futuro degli specchi retrovisori ce lo hanno anticipato i molteplici concept presentati dai Costruttori ai saloni auto già da tempo: telecamere compatte e ad alta definizione prenderanno il posto degli specchi ingombranti e sempre esposti agli urti. Il costo? Beh questa è una curiosità riservata ai posteri. Leggi qui tante altre curiosità sul mondo delle auto.

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