Sciopero benzinai

Sciopero benzinai: distributori chiusi dal 25 marzo, si inizia dalle autostrade

Annunciato lo sciopero dei benzinai: distributori chiusi dal 25 marzo 2020 a cominciare dai distributori della rete autostradale. Servizi essenziali a rischio

24 marzo 2020 - 16:14

Fiaccati dal crollo dell’attività fino all’85% e delusi dalle misure a loro parere insufficienti del Decreto Cura-Italia, i benzinai entrano in sciopero e annunciano la chiusura dei distributori a partire dalla notte di mercoledì 25 marzo 2020. Lo stop riguarderà inizialmente i soli impianti di rifornimento della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali, per poi estendersi a tutto il resto inclusa la viabilità ordinaria.

SCIOPERO BENZINAI: “NON PIÙ IN GRADO DI ASSICURARE IL SERVIZIO”

La progressiva chiusura dei benzinai è stata annunciata dai tre maggiori sindacati di categoria, Faib (Confesercenti), Fegica (Cisl) e Figisc/Anisa (Confcommercio), attraverso una nota congiunta in cui lamentano che il settore non è più in grado di assicurare il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio. “C’è una categoria di persone, oltre 100.000 in tutta Italia, che ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone”, esordisce la nota dei sindacati. “100.000 persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (a fronte degli incassi ridotti mediamente dell’85% per l’emergenza Coronavirus) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute”.

BENZINAI CHIUSI DAL 25 MARZO IN AUTOSTRADA: “NON SIAMO SCHIAVI O MARTIRI”

Adesso sembra però giunto il punto di non ritorno e i benzinai incroceranno le braccia, stanchi di risultare “letteralmente invisibili” e di essere trattati “da schiavi o da martiri”. “Correremo il rischio dell’impopolarità e dei facili strali lanciati da comode poltrone”, conclude il comunicato, “ma davvero non abbiamo né voglia, né la forza per spiegare o convincere delle solari ragioni che ci sostengono. Chi volesse approfondire può chiedere conto a Governo, concessionari autostradali, compagnie petrolifere e retisti indipendenti. A ciascuno di essi compete fare per intero la propria parte se si vuole assicurare la distribuzione di benzina e gasolio”.

SCIOPERO BENZINAI: IL SETTORE È IN GRAVE SOFFERENZA

Inutile sottolineare che lo sciopero dei benzinai, se attuato per davvero anche sulle sole autostrade, potrebbe mandare in tilt ciò che resta del trasporto su gomma nel Paese, rischiando di mettere in difficoltà anche i mezzi degli operatori sanitari. Per questo si spera in un accordo in extremis. Tuttavia non si può negare che il comparto stia soffrendo tantissimo e che meriterebbe particolare attenzione, visto che il servizio essenziale che assicura. Tra l’altro proprio oggi abbiamo letto che il petrolio è di nuovo sotto forte pressione a livello internazionale, circostanza che ha creato ripercussioni anche sui prezzi alla pompa. Secondo Quotidiano Energia, infatti, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self-service della benzina è sceso a 1,482 euro al litro (ieri era 1,485). Mentre quello del diesel, sempre in self, è a 1,369 euro/litro (ieri 1,372).

CONFCOMMERCIO: CON STOP BENZINAI A RISCHIO IL TRASPORTO DELLE MERCI ESSENZIALI

Intanto sullo sciopero dei benzinai sono intervenuti Confcommercio e Conftrasporto che hanno lanciato l’allarme affinché il minacciato blocco da parte dei distributori di carburante venga assolutamente evitato, se non si vuole mettere a rischio il trasporto delle merci essenziali. “Il Governo deve fornire immediate risposte alle richieste dei gestori degli impianti autostradali e stradali di carburante per evitare che l’autotrasporto sia costretto, suo malgrado, a fermarsi per l’impossibilità di far rifornimento interrompendo l’approvvigionamento delle merci. Se le sigle dei gestori di carburante dovessero confermare il fermo, annunciato a partire dal 25 marzo, si avrebbe come effetto il rischio della conseguente sospensione dei servizi essenziali già precari che oggi le imprese dell’autotrasporto stanno garantendo agli ospedali, alle farmacie, alle attività produttive e ai negozi di generi di prima necessità”.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Grattino scaduto

Grattino scaduto: la multa è sempre legittima?

USA: regole meno dure sulla CO2 per vendere auto più sicure

Coronavirus e Case auto: già a rischio 1,1 milioni di posti di lavoro in EU