Russia: saranno prodotti 5 milioni di veicoli in meno nel 2022

Il calo della domanda, la riduzione delle forniture e il peggioramento della crisi dei chip rischiano di causare un tracollo della produzione di veicoli a livello globale

18 marzo 2022 - 19:00

Anche il mercato automotive deve fare i conti con la guerra in Ucraina e con gli effetti delle sanzioni alla Russia. Sia nel breve che nel lungo periodo, infatti, l’invasione russa dell’Ucraina avrà un impatto sull’intero mercato delle quattro ruote su scala globale. Il modo in cui il conflitto si evolverà nel corso delle prossime settimane permetterà di avere un’idea più precisa sulla situazione. Nel frattempo, le prime analisi di mercato anticipano un netto taglio alla produzione di veicoli a livello mondiale come effetto diretto di queste settimane di guerra in Ucraina. Gli analisti di S&P Global Mobility, infatti, hanno rivisto verso il basso le previsioni in merito alla produzione globale di veicoli sia per il 2022 che per il 2023.

TAGLIO NETTO DELLA PRODUZIONE DI VEICOLI A LIVELLO GLOBALE

Non sarà solo la produzione del settore automotive in Russia a registrare un ridimensionamento a causa del conflitto. Sul territorio russo, diversi stabilimenti di produzione si sono già fermati e nel corso dei prossimi mesi, per effetto delle sanzioni, le attività produttive continueranno su volumi nettamente ridotti rispetto alle previsioni. L’analisi di S&P Global Mobility conferma che, su scala globale, è previsto un taglio di 2,6 milioni di unità per il 2022 e per il 2023 per quanto riguarda i volumi di produzione del settore automotive. Gli analisti prevedono un totale di 81,6 milioni di unità prodotte nel corso del 2022 e di 88,5 milioni di unità nel 2023. Complessivamente, rispetto alle stime precedenti, le nuove previsioni risultano più basse di 5,2 milioni di unità.

IL 2022 SARA’ UN ANNO CRITICO PER LA PRODUZIONE IN EUROPA

L’analisi prevede un taglio di circa 1,7 milioni di unità prodotte per il solo mercato europeo. Il calo della domanda di nuove vetture in Russia e Ucraina comporterà un taglio della produzione di circa 1 milione di unità. La Russia è un mercato da 1,67 milioni di veicoli venduti all’anno mentre l’Ucraina supera quota 100 mila unità vendute all’anno. Tra Russia e Ucraina, quindi, viene stimata una riduzione della domanda da parte dei consumatori di oltre il 50% rispetto al 2021. La restante parte del taglio per le stime di produzione per l’Europa (circa 700 mila unità in meno per il 2022) è legata al peggioramento della crisi dei chip con un possibile ulteriore rallentamento delle forniture di semiconduttori. C’è però un secondo fattore che entra in gioco. Il blocco delle forniture dall’Ucraina da cui diversi stabilimenti europei dipendono causerà un ulteriore rallentamento delle attività.

IL PROBLEMA DELLE MATERIE PRIME RUSSE E UCRAINE

Sia la Russia che l’Ucraina ricoprivano un ruolo di primissimo piano per le attività produttive del settore automotive. Dalla Russia, ad esempio, arriva il 40% del palladio estratto su scala globale. Si tratta di un componente essenziale per il trattamento dei gas di scarico tramite convertitori catalitici. La carenza di palladio potrebbe causare un rallentamento della produzione di auto benzina, diesel ed anche delle ibride. L’alternativa al palladio è il platino ma anche questa materia prima è, in parte legata alle forniture russe. Risolvere il problema, abbandonando i fornitori russi, richiederebbe all’Europa una modifica al suo sistema normativo. Un iter che potrebbe richiedere mesi. Contestualmente, dall’Ucraina arrivano i cablaggi per circa 500 mila – 1 milione di veicoli prodotti in Europa ogni anno. Il 45% delle forniture ucraine è destinato a stabilimenti tedeschi e polacchi.

LA CRISI DEI SEMICONDUTTORI POTREBBE PEGGIORARE, RALLENTANDO ANCORA DI PIU’ LA PRODUZIONE

La guerra in Ucraina rischia di causare un rapido peggioramento della crisi dei chip che ha già rallentato, notevolmente, la produzione di auto nel corso del 2021. L’Ucraina, infatti, fornisce quasi la metà del neon necessario all’industria di semiconduttori per utilizzare i laser che incidono i chip. Senza neon non è possibile mantenere i livelli produttivi necessari a soddisfare la già elevatissima domanda. Attualmente, i produttori di chip hanno a disposizione scorte sufficienti per i prossimi mesi ma un conflitto prolungato in Ucraina potrebbe creare non pochi problemi all’industria dei semiconduttori. C’è poi un altro elemento non collegato alla guerra in Ucraina che rischia di causare un peggioramento, nel breve periodo, della crisi dei chip. La nuova ondata di casi di COVID-19 in Cina sta causando blocchi della produzione industriale nel nord del Paese dove sono situate aree industriali importantissime per il settore dei semiconduttori, come Shenzhen e Changchun.

LE PREVISIONI SULLA PRODUZIONE DI AUTO POTREBBERO ESSERE RIVISTE AL RIBASSO

C’è un dettaglio dell’analisi di S&P Global Mobility che rende la situazione del mercato automotive ancora più preoccupante. Gli analisti confermano che, in uno scenario peggiore rispetto a quello previsto dalle analisi, c’è da mettere in conto un possibile calo aggiuntivo della produzione “fino a 4 milioni di unità per questo e il prossimo anno”. A pesare sul futuro del settore automotive ci sono anche previsioni che anticipano un netto calo della produzione di veicoli commerciali leggeri. Gli analisti di S&P Global Mobility anticipano un taglio di oltre 25 milioni di unità per questo settore a livello globale per tutto il decennio, fino al 2030. Su queste previsioni pesa una combinazione di tutti i fattori elencati. Dalla crisi in Ucraina ai problemi con le forniture di semiconduttori e a possibili limitazioni al trasferimento di merci. Anche il settore dei veicoli commerciali rischia di dover fare i conti con un volume di produzione nettamente inferiore alle attese.

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