Prezzo gasolio più conveniente: ecco come funziona l’evasione IVA

Il mito del gasolio diluito è superato dall'evasione IVA: ecco come funziona e perché il prezzo gasolio è molto più conveniente in alcuni distributori di carburante

5 marzo 2020 - 12:18

Vale davvero la pena fare gasolio a un prezzo più conveniente rispetto ai distributori più cari? Da sempre il mito del prezzo gasolio basso è associato alla bassa qualità o al rischio di ritrovarsi gasolio diluito con l’acqua. Perché i prezzi di benzina e gasolio sono così diversi tra i vari distributori? Per capirlo, ecco i passaggi che il gasolio fa dalle raffinerie, fino al serbatoio della vostra auto. Grazie a un’inchiesta de Le Iene (video in basso) possiamo spiegarvi con chiarezza cosa c’è dietro il prezzo gasolio più conveniente e come funziona l’evasione dell’IVA.

PREZZO GASOLIO QUANTO COSTA AL BENZINAIO

Solo ripercorrendo il giro che fa il gasolio prima di arrivare ai distributori, si viene a conoscenza di come funziona l’evasione IVA sui carburanti, che inconsapevolmente acquistiamo a prezzi bassi. Al centro del meccanismo furbo che permette ai distributori di fare un prezzo più conveniente c’è il Platts e subito capiremo cos’è. Il Platts è la somma della quotazione del gasolio in borsa (ipotizziamo 0,4 euro in media) più le imposte fisse (0,6 euro circa) addizionata di una percentuale in millesimi di euro, che è il guadagno delle Compagnie. Attenzione però perché a fronte di un prezzo più basso alla pompa, c’è solo un apparente guadagno più basso del distributore che acquista a un Platts percentuale fuori mercato. A farne le spese alla fine della giostra purtroppo è il contribuente automobilista ignaro, ma felice, di fare gasolio a un prezzo conveniente. E ora capiremo perché.

PERCHE’ IL PREZZO DEL GASOLIO E’ PIU’ CONVENIENTE

Per vendere gasolio a un prezzo stracciato, il distributore finale non vende gasolio di bassa qualità, ma lo acquista a un Platts% molto più basso (+10%) rispetto alle altre Compagnie con prezzi di mercato più alti (+40%). Fin qui nulla di illegale se si considera che la liberalizzazione di mercato lo permette. Ma è chiaro che almeno un anello della catena deve assumersi un rischio proporzionato al risparmio (che si chiama evasione IVA sul gasolio) e quasi sempre questo rischio viene pagato proprio dagli automobilisti che foraggiano il giro. Ma fare gasolio presso un distributore a un prezzo conveniente è illegale? Quali sono i rischi reali per gli automobilisti?

COSTO DEL GASOLIO IN ITALIA VS COSTO DEL GASOLIO ALL’ESTERO

Seguiamo il percorso che fa il gasolio fino ai distributori. L’azienda A (distributore finale) acquista carburante dall’azienda B (depositi) e lo fa con regolari fatture e versando l’IVA dovuta. Poiché è legale, l’azienda A decide di acquistare dall’azienda B che a sua volta acquista a un Platts% più basso (si è visto in media +10%). In questo passaggio, nessuna delle due aziende ha compiuto nulla di illecito, almeno in teoria. Poiché però comprare carburante in Italia costerebbe un Platts% troppo alto (+40%), l’azienda B fa ricorso a un intermediario all’estero, che a sua volta acquista da un’azienda estera C pagata regolarmente. Tra tasse e trasporto in Italia il costo del gasolio estero diventa svantaggioso per l’intermediario (2300 euro in più per ogni cisterna) poiché il Platts sale a +75%, a fronte di un Platts +10% al quale lo rivende al deposito. Dov’è allora il guadagno dell’intermediario? Nell’evasione dell’IVA gasolio, che non versa allo Stato ma permette al distributore finale di vendere a prezzi più convenienti.

IL RISPARMIO SUL CARBURANTE LO RIPAGANO I CITTADINI

Sul trasporto di ogni cisterna da 36 mila litri di gasolio gravano circa 8 mila euro di IVA, che però non sarà mai versata allo Stato. Un giro d’affari che in un anno equivale a 120 milioni di euro di IVA gasolio non pagata, collegati ad un solo deposito dove entrano 50 cisterne al giorno. Prima ancora che il Fisco vada a bussare alla porta dell’intermediario, si sarà volatilizzato lasciando un buco che in qualche modo lo Stato deve tappare. Questo buco (4-5 miliardi di euro dall’evasione IVA 2019) lo Stato lo chiude quasi sempre alzando l’aliquota o introducendo nuove imposte. Mentre sarebbe più opportuno impedire giochi di prestigio da miliardi di euro, se proprio non si riesce ad abbassare il peso delle accise carburanti oltre le promesse di Governo. Ecco perché un prezzo del gasolio più conveniente, alla fine dei conti ha un costo maggiore su tutti i contribuenti, anche chi l’auto, magari non l’ha mai guidata in vita sua.

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