Offerta di mobilità aziendale: soddisfatto solo il 50% dei dipendenti
Secondo il report di Arval Mobility Observatory, l'offerta di mobilità aziendale è un fattore sempre più cruciale quando si sceglie di cambiare lavoro
Secondo il report di Arval Mobility Observatory, l'offerta di mobilità aziendale è un fattore sempre più cruciale quando si sceglie di cambiare lavoro
Il 62% dei lavoratori dipendenti europei ritiene che le offerte di mobilità siano importanti nella scelta di un’azienda per cui lavorare. Tuttavia solo il 50% è soddisfatto delle attuali offerte di mobilità della propria azienda. Sono due dei tanti aspetti meritevoli di interesse che emergono dal nuovo white paper di Arval Mobility Observatory dal titolo “Il futuro della mobilità: strategie per un approccio connesso, sostenibile e incentrato sui dipendenti“, che evidenzia i profondi cambiamenti che stanno rimodellando la mobilità dei dipendenti e fornisce alle aziende gli strumenti per anticipare questa trasformazione.
MOBILITÀ AZIENDALE RUOLO CRUCIALE IN DIVERSI ASPETTI
Mentre prima le politiche di mobilità si concentravano sulla gestione delle flotte, la mobilità aziendale svolge ora un ruolo centrale che coinvolge gli aspetti operativi, l’esperienza dei dipendenti e le tematiche ESG (Environmental, Social and Governance). Quadri normativi come la CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive stanno introducendo le emissioni del pendolarismo nella rendicontazione aziendale, mentre i dipendenti si aspettano sempre più opzioni di mobilità flessibili e sostenibili.
Significativo che l’offerta di mobilità sia considerata importante dal 72% delle persone che intendono lasciare il lavoro nei prossimi 6 mesi, e le aziende lo sanno: infatti il 46% delle aziende europee nel 2025 dichiara che la motivazione principale per introdurre politiche di mobilità è per esigenze legate alle risorse umane.
MOBILITY POLICY MATURITY MATRIX CLASSIFICA LE AZIENDE IN BASE ALLE LORO POLITICHE DI MOBILITÀ
In questo contesto, uno dei punti centrali del white paper è il Mobility Policy Maturity Matrix, un programma progettato per aiutare le aziende a valutare la loro posizione attuale e definire al meglio la propria strategia di sviluppo. Delinea cinque livelli di maturità: Ad hoc, Basic, Standard, Proficient e Advanced, che vanno da approcci incentrati esclusivamente sulla flotta a strategie avanzate e completamente integrate con gli obiettivi HR e CSR (Corporate Social Responsibility, che indica l’insieme delle politiche e delle pratiche adottate da un’azienda per operare in modo etico e sostenibile). Questo strumento fornisce ai decision maker una chiara tabella di marcia (vedi immagine in basso) per passare da iniziative isolate a una mobilità concepita come vero e proprio fattore abilitante per il business.
Attualmente, la maggior parte delle aziende si colloca tra i livelli 2 Basic (che implementano soluzioni di mobilità ma in modo disorganizzato) e 3 Standard (con una strategia definita e supportata dal management). Solo il 10% ha raggiunto il livello 4 Proficient, che integra la mobilità nella strategia aziendale complessiva.
INIZIATIVE DI MOBILITÀ AZIENDALE: IL CASO DI IKEA
Il white paper di Arval Mobility Observatory dimostra la necessità che tutte le parti interessate, HR, CSR, Finance e Fleet Management, collaborino alla definizione di strategie di mobilità adatte al futuro. Piuttosto che definire un modello univoco, invita le aziende ad aprire la discussione e a esplorare come le politiche di mobilità possano creare valore attraverso tre dimensioni:
- efficienza dei costi grazie all’ottimizzazione dell’utilizzo del veicolo e a una pianificazione più ragionata;
- sostenibilità incoraggiando gli spostamenti a basse emissioni di carbonio e sostenendo l’elettrificazione dei veicoli;
- coinvolgimento dei dipendenti attraverso soluzioni più flessibili.
In definitiva, mostrando casi di studio reali, questo rapporto fornisce ai decision maker aziendali strumenti concreti per passare da iniziative di mobilità ad hoc a strategie integrate. Sottolinea anche l’importanza di agire tempestivamente per anticipare i cambiamenti normativi, gestire i costi in modo efficace e posizionare la mobilità come un vero vantaggio competitivo.
Tra i casi aziendale di successo c’è quello di Ikea, l’azienda svedese che si è prefissata di ridurre le emissioni di CO2 derivanti dagli spostamenti dei propri dipendenti del 50% rispetto al 2016, entro i prossimi cinque anni. Solo nel 2024, il 95% dei viaggi dei dipendenti Ikea è stato svolto in modo sostenibile. L’impronta climatica è diminuita di 1,1 tonnellate di CO2 equivalente in termini assoluti rispetto al 2023, pari al 5%.
Cliccare qui per scaricare e leggere la versione integrale in italiano del white paper “Il futuro della mobilità: strategie per un approccio connesso, sostenibile e incentrato sui dipendenti“.
