Mobility manager

Mobility manager: che cosa fa e quando è obbligatorio [GU 26/05/2021]

Alla scoperta della figura professionale del mobility manager: che cosa fa e quando è obbligatorio in base al nuovo decreto pubblicato in GU del 26/05/2021

28 maggio 2021 - 12:06

Recentemente abbiamo parlato di un provvedimento del decreto Sostegni-bis che stanzia 50 milioni di euro a favore di imprese, pubbliche amministrazioni e istituti scolastici che predisporranno un piano di spostamenti casa-lavoro del proprio personale, previa nomina di un ‘mobility manager’. Ma cosa fa e quando è obbligatoria questa figura professionale, le cui funzioni sono state aggiornate dal decreto di MITE e MIMS del 12 maggio 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il successivo 26 maggio? Proviamo a spiegarlo nelle righe che seguono.

CHI È E CHE COSA FA IL MOBILITY MANAGER

Il mobility manager è colui che organizza, gestisce e promuove la realizzazione di interventi finalizzati a ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane, causato dagli spostamenti sistematici casa-lavoro o casa-scuola del personale dipendente e scolastico. In parole più semplici ha il compito di adottare misure strutturali e permanenti per favorire soluzioni di mobilità sostenibile alternative all’uso individuale dell’auto privata, come per esempio car pooling, car sharing, bike sharing, trasporto a chiamata, navette aziendali/scolastiche, ecc.

Il decreto di MITE e MIMS individua due tipologie di mobility maager:

mobility manager aziendale, figura specializzata nell’organizzazione e nella gestione della mobilità sostenibile nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente (analogamente il mobility manager ‘scolastico’ opera nell’ambito degli spostamenti casa-scuola del corpo docente e non docente e degli studenti).

mobility manager d’area, figura specializzata nel supporto al Comune territorialmente competente nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile, nonché nello svolgimento di attività di raccordo tra i mobility manager aziendali.

Il mobility manager aziendale e il mobility manager d’area devono essere scelti tra soggetti in possesso di un’elevata e riconosciuta competenza professionale e/o comprovata esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell’ambiente.

Per ulteriori informazioni sulla figura del mobility manager vi rimandiamo al sito del Ministero della Transizione Ecologica.

QUANDO È OBBLIGATORIO IL MOBILITY MANAGER

La nomina di un mobility manager e la relativa stesura di un piano di spostamenti casa-lavoro sono obbligatori nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti (compresi i collaboratori che lavorano stabilmente presso la medesima unità locale con contratti di appalto, servizi o similari) ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia oppure in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti. Le imprese e le P.A. che non rientrano in questi requisiti possono lo stesso nominare un mobility manager, in via facoltativa, al fine di predisporre un piano di spostamenti finalizzato alla riduzione del traffico veicolare privato.

CRITERI PER PREDISPORRE IL PIANO DEGLI SPOSTAMENTI CASA-LAVORO

Il piano degli spostamenti casa-lavoro (o casa-scuola) dev’essere predisposto tassativamente entro il 31 dicembre di ogni anno, analizzando con particolare attenzione le esigenze di mobilità dei dipendenti (o degli studenti) e lo stato dell’offerta di trasporto presente nel territorio. Il piano deve inoltre definire i benefici conseguibili con l’attuazione delle misure in esso previste, valutando i vantaggi sia per i soggetti coinvolti, in termini di tempi di spostamento, costi di trasporto e relativo comfort, e sia per l’impresa o la pubblica amministrazione che lo adotta, in termini economici e di produttività, nonché per la collettività, in termini ambientali, sociali ed economici.

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