Metano escluso da sussidi ai carburanti: beffa per un milione di famiglie
La scelta di escludere il metano dai sussidi ai carburanti penalizza un milione di famiglie senza contare gli autotrasportatori. Federmetano chiede di annullare l'IVA
La scelta di escludere il metano dai sussidi ai carburanti penalizza un milione di famiglie senza contare gli autotrasportatori. Federmetano chiede di annullare l'IVA
I possessori di auto a metano sono automobilisti di serie B? È quanto si chiede Federmetano dopo l’intervento del Governo che ha tagliato le accise di benzina, gasolio e Gpl non prevedendo invece nessun sussidio per il metano, sia nella forma gassosa che in quella liquida per il trasporto pesante. E questo sebbene in Italia circolino ancora poco meno di un milione di autovetture alimentate a biometano (esattamente 869 mila al 31/12/2025 – dati UNRAE), per non parlare dei tanti autotrasportatori che usano il GNL. E nonostante che il prezzo della materia prima gas sia schizzato da 35,1 €/MWh a 62,6 €/MWh, costringendo inevitabilmente gli operatori ad adeguare al rialzo i prezzi di vendita al pubblico.
GPL AIUTATO, METANO NO: UNA STRANA DECISIONE
Federmetano non si spiega soprattutto il trattamento privilegiato riservato al Gpl, il cui prezzo, contrariamente a benzina, diesel e allo stesso metano, non ha subito particolari impennate per il conflitto in Medio Oriente, ma ha comunque usufruito di uno sconto sulle accise di 12 € cent/kg. Pensate che secondo le ultime rilevazioni del MASE del 16 marzo 2026 relative alla settimana precedente (quindi prima del taglio delle accise), il prezzo del Gpl alla pompa era aumentato su base settimanale soltanto del +0,78% contro il +8,78% del diesel, +4,24% della benzina e +3,64% del metano per autotrazione (solo +0,20%, al momento, per il GNL).
Evidentemente, visto che le auto a metano ormai non si producono (e si vendono) più, il Governo ha pensato (sbagliando) che non fosse necessario introdurre dei sussidi per questo tipo di alimentazione, dimenticando che di autovetture del genere ne circolano ancora quasi un milione, per tacere dei veicoli commerciali.
GUAI IN ARRIVO PER GLI AUTOTRASPORTATORI CON GNL
Tra l’altro Federmetano ritiene che dal prossimo mese si vedranno effetti pesantissimi anche sul prezzo del GNL, al momento non ancora toccato dai rincari, mettendo in seria difficoltà gli autotrasportatori che negli anni scorsi hanno scelto di acquistare un mezzo che costa di più ma che riduce enormemente le emissioni di CO2, oltre ad annullare il particolato. Tra l’altro per il trasporto pesante a gasolio è stato previsto un credito d’imposta specifico, mentre per il GNL niente di niente. Sebbene il settore del metano per autotrazione da fine 2024 sia l’unico comparto che, sostituendo completamente il carburante fossile col biometano, ha annullato l’emissione di CO2 come l’Europa chiede di fare entro il 2050.

APPELLO PER ANNULLARE L’IVA E INTRODURRE UN CREDITO D’IMPOSTA
Per questo Federmetano ha deciso di rivolgere un appello al Governo affinché intervenga con urgenza per ristabilire condizioni di equità e ripristinare una situazione che si configura anche come un’alterazione delle regole di mercato a danno del settore, delle famiglie e delle imprese. Le richieste sono le seguenti:
- annullamento dell’IVA per lo stesso periodo in cui è prevista la rimodulazione delle accise (che per il metano sono irrisorie);
- riconoscimento di un credito d’imposta, analogamente a quanto previsto per il gasolio.
Per i rappresentanti della categoria sarebbe necessaria una risposta immediata per evitare che una scelta industriale, tutta italiana, che produce investimenti e lavoro e che è ambientale e virtuosa, venga ingiustamente penalizzata.