La smart mobility migliora la qualità della vita per il 96% degli italiani

Con città moderne e connesse e una mobilità sostenibile si vive meglio. Il 96% degli italiani vuole città meno inquinate e più servizi per muoversi

14 maggio 2019 - 16:58

Per gli italiani non ci sono dubbi. La qualità della vita migliore al verificarsi certe condizioni. Stiamo parlando di città meno inquinate, di soluzioni di mobilità flessibile e di aree urbane a misura d’uomo. Il 96% ne è convinto. Lo rivela “Sostenibilità, smart city e smart mobility”, studio promosso da Arval Italia, sempre più attenta ai servizi legati al mondo dell’auto. Lo ha fatto in collaborazione con Doxa e Corporate Vehicle Observatory (CVO).

QUALITÀ, LA PAROLA D’ORDINE

Il 96% degli italiani conferma che il miglioramento della qualità di vita deriva necessariamente da un mondo più sostenibile. Per ottenere questo è necessario che ognuno prenda consapevolezza di tale necessità singoli ed istituzioni. Da un campione di 1500 italiani è emerso che il 62% degli intervistati ritiene che siano indispensabili città non inquinate. Per il 51% è indispensabile essere attori principali per il risparmio di componenti naturali come l’acqua. Per il 42%, invece, l’utilizzo dei mezzi pubblici in sostituzione alle auto è indispensabile alla qualità dell’ambiente. La necessità di una vita in un contesto sano e vivibile è il desidero dell’81% degli intervistati. Di questi, il 18% ha a cuore quella dei propri figli e nipoti. Purtroppo il 50% non crede che nei prossimi 5 anni si potranno notare differenze sostanziali nella qualità della vita.

INSIEME È PIÙ SEMPLICE

Uno dei dati confortanti di questa ricerca è che il 56% ritiene che si avrà maggiore attenzione alle nuove generazioni grazie all’informazione. È considerata una componente necessaria per ottenere buoni risultati per un mondo maggiormente vivibile. Eppure, il 68% ritene che il processo di miglioramento possa essere rallentato sia da interessi di carattere economico sia a causa degli egoismi dei singoli (55%). Secondo il campione intervistato, questi sono stili d vita che è necessario assimilare se si vuole invertire la tendenza: bisogna puntare sulla tutela dell’ambiente e su quella che gli anglosassoni chiamano “usability”. Si tratta della facilità di accesso ai servizi. Anche Nissan ha da poco annunciato di aver avviato uno studio simile.

LO STATO FACCIA LA SUA PARTE

Il 55% ritiene che il cambiamento deve partire dal singolo soggetto, ma chiede anche alle istituzione pubbliche un aiuto a gestire il cambiamento attraverso la scuola con la formazione, oltre ad una maggiore comunicazione sui benefici della smart city e smart mobility (94%). Eppure in Italia qualcosa si muove. Il 91% desidera una più chiara campagna sui benefici, e il 93% chiede di conoscere meglio le differenze di combustibile utilizzati dalle auto. Nella realizzazione di un propria proposta, gli intervistati, hanno evidenziato come la smart city e la smart mobility si concretizzerebbero con la costruzione di maggiori piste ciclabili, l’utilizzo di mezzi pubblici e privati elettrici, monopattini, senza trascurare l’aumento di senso civico di ogni singolo.

DISPOSTI A QUALCHE RINUNCIA

È interessante rilevare che gli italiani, pur di contribuire al raggiungimento di una migliore qualità di vita , sono disposti a rinunciare ad una parte della propria privacy. Mettendo a disposizione dati inerenti l’auto (33%) al comune di residenza (32%) o per trasferire dati sulla propria guida (38%).

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