Ipoclorito di sodio: inutile e dannoso per il lavaggio delle strade

In molti Comuni è diffuso il lavaggio delle strade contro il Coronavirus, ma gli esperti mettono in guardia sull’ipoclorito di sodio: troppo, è inutile e dannoso

17 marzo 2020 - 16:53

Una delle contromisure migliori per limitare il rischio di contagio da Coronavirus è lavare le mani spesso e la disinfezione con soluzioni a base di alcol o ipoclorito di sodio (gel per mani e candeggina). Lo ha consigliato anche il Ministero della Sanità, con tante altre informazioni utili sul Coronavirus. Questo però ha scatenato in molti Comuni il continuo lavaggio delle strade con ipoclorito di sodio pensando di fare una cosa utile. Invece è una misura inutile, dal punto di vista della prevenzione – secondo l’ARPA Piemonte – e anche dannosa sia per l’ambiente che per gli esseri viventi. Come si può lavare il Coronavirus dall’asfalto senza inquinare l’ambiente? Quali sono i metodi più efficaci e sostenibili per lavare le strade che i Comuni dovrebbero adottare? L’abbiamo chiesto interpellando proprio l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Piemonte.

Aggiornamento del 19 marzo 2020 ore 13:00 con le risposte dell’Arpa Piemonte sul lavaggio delle strade con Ipoclorito di sodio e le nuove linee guida nazionali emanate il 18 marzo 2020 dal Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

A CASA BASTA LAVARSI LE MANI CON SAPONE E USARE ALCOL O CANDEGGINA

I dati scientifici a disposizione sulla resistenza del Coronavirus (Virus SARS-Cov-2) sono ancora preliminari, ne ci sono riferimenti sul contagio da Coronavirus attraverso l’asfalto stradale. Basta lavarsi le mani quando si tolgono le scarpe e fuori la porta o all’ingresso. Tuttavia in via precauzionale i Sindaci di molte città hanno predisposto il lavaggio delle strade. C’è chi ha nebulizzato nell’aria, chi si è concentrato in punti a più alto rischio di contagio e chi invece ha provveduto al lavaggio completo delle strade. Ma l’ARPA Piemonte striglia i Sindaci di tutta Italia: usare la candeggina per lavare le strade contro il Coronavirus è inutile e inquina. Ad oggi infatti si sa che il tempo di sopravvivenza del Coronavirus varia da alcune ore ad alcuni giorni se lasciato sulle superfici di cartone, acciaio, plastica o rame, di cui parla questo studio. Si sa anche che la membrana che racchiude il virus si può attaccare con una soluzione a base di alcol e ipoclorito di sodio.

IL LAVAGGIO STRADE CON IPOCLORITO DI SODIO, E’ UTILE O NO?

Nulla però si sa ancora della resistenza del Coronavirus sull’asfalto delle strade. Da qui l’idea di lavare le strade usando lo stesso principio della sanificazione delle superfici. L’Arpa però richiama l’attenzione: “Non vi è evidenza che spruzzare ipoclorito di sodio all’aperto, massivamente, sui manti stradali, possa avere efficacia per il contrasto alla diffusione del CODIV-19 dal momento che le pavimentazioni esterne non consentono interazione con le vie di trasmissione umana”. Secondo l’Arpa, piuttosto che interventi di lavaggio delle strade massivi, sarebbe più opportuno effettuare sanificazioni delle superfici a maggiore rischio di contagio, come corrimano, giostre, panchine e tutte le superfici che i cittadini, uscendo per fare la spesa o andare in farmacia, potrebbero toccare.  “L’ipoclorito di sodio, componente principale della candeggina, è sostanza inquinante che potrà nel tempo contaminare le acque di falda, direttamente o attraverso i suoi prodotti di degradazione” continua l’ARPA Piemonte.

LO STUDIO SUI MEDICI E INFERMIERI ESPOSTI AI VAPORI DI DISINFETTANTI

Che l’ipoclorito di sodio sia irritante e dannoso per le vie respiratorie è cosa ben nota: irritano le mucose e possono generare stati infiammatori. L’utilizzo continuato dei disinfettanti in ambienti ospedalieri è stato al centro di uno studio USA che ha confermato come medici e infermieri siano più esposti a malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO). Oltre al rischio di cui parla l’ARPA per l’ambiente. Allora abbiamo voluto approfondire la faccenda ponendo le domande di seguito all’ARPA Piemonte.

Quali sono le linee guida per il lavaggio delle strade e quali prodotti possono essere utilizzati?

Il Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), composto dalle Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione Ambientale e da Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ieri, 18 marzo 2020, ha approvato un documento con indicazioni tecniche relativamente agli aspetti ambientali della pulizia degli ambienti esterni e dell’utilizzo di disinfettanti nel quadro dell’emergenza Covid-19 rifacendosi anche il parere sanitario dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ‘Disinfezione degli ambienti esterni e utilizzo di disinfettanti (ipoclorito di sodio) su superfici stradali e pavimentazione urbana per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 del 17 marzo 2020′”.

Quali sono le indicazioni cui possono attenersi i Sindaci per la pulizia degli spazi esterni senza grandi quantità di ipoclorito di sodio?

E’ stata confermata l’opportunità di procedere alla ordinaria pulizia delle strade non con ipoclorito di sodio, ma con saponi/detergenti convenzionali. Ad oggi, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, non vi sono evidenze a supporto dell’efficacia della sanificazione delle strade e pavimentazioni esterne con prodotti chimici disinfettanti o igienizzanti. Sono invece note le caratteristiche del sodio ipoclorito, che è sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, e che, se utilizzata su larga scala per la disinfezione delle strade, potrebbe determinare un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente esposizione della popolazione. La pratica della pulizia e disinfezione andrebbe quindi limitata a interventi straordinari assicurando comunque misure di protezione per gli operatori e la popolazione esposta (bystanders) ai vapori tossici dell’ipoclorito e alla potenziale esposizione al virus attraverso il rilascio di polveri e aerosol generati dalle operazioni di disinfezione.

Nebulizzare la soluzione a base di Ipoclorito di Sodio e pulire manualmente, anziché irrorarla ad alta pressione, può ridurre i rischi di inquinamento?

“Per garantire la tutela ambientale la concentrazione di ipoclorito di sodio indicata per la sanificazione di oggetti e superfici che possono avere contatto con la popolazione è dello 0,1%. Per eventuale uso straordinario di ipoclorito di sodio i sistemi di aspersione devono operare in prossimità delle superfici minimizzando il trasporto a distanza di aerosol. E’ consigliabile che il servizio di pulizia sia effettuato con macchine spazzatrici e solo dove non è possibile con dispositivi manuali a getto d’acqua a pressione ridotta, sospendendo in ogni caso l’utilizzo di soffiatori meccanici. Sono consigliate misure di prevenzione primaria indirizzate alla sanificazione di oggetti e superfici soggette a contatto diretto con la popolazione come mezzi pubblici, corrimani, ringhiere, ecc., da realizzarsi, come per le altre superfici, con soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1%  dopo pulizia con un detergente neutro; alternativamente, per superfici che potrebbero essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, è adeguata una soluzione di etanolo al 70% in volume.”

Fate girare fra i sindaci dei Comuni e non dimenticate: #iorestoacasa

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