Incidenti stradali in Italia: le città migliori e peggiori del 2019

Le città peggiori per incidentalità sono quasi tutte al sud, ma il bilancio degli incidenti stradali in Italia premia 5 province che hanno raggiunto l’obiettivo UE 2020

9 ottobre 2020 - 19:00

Il numero di incidenti stradali in Italia nel 2019 riassunto dal rapporto ACI-Istat mostra un chiaro-scuro tra le città migliori e peggiori. L’indice di incidentalità resta critico al sud ma ci sono anche province che hanno già raggiunto l’obiettivo UE 2020 sulla riduzione delle vittime stradali. Ecco quali sono le città in cui si sono verificati meno incidenti mortali e quali invece hanno ancora tanto da migliorare.

LE REGIONI MIGLIORI PER NUMERO DI INCIDENTI STRADALI

Nel 2019 sono avvenuti 172.183 incidenti con lesioni a persone con 3.173 vittime e 241.384 feriti sulle strade italiane. Tra le regioni italiane solo 7 hanno rilevato miglioramenti nel bilancio degli incidenti stradali: Liguria (-60), Lombardia (-45), Lazio (-43), Sardegna (-34), Toscana (-30), Calabria (-23) e Piemonte (-19). La media in Italia di incidenti stradali è 472 eventi al giorno, con 9 morti e 661 feriti. Sono i dati delle statistiche provinciali, elaborate da ACI e Istat, che però mostrano una situazione eterogenea. Per 43 province sono aumentati i decessi rispetto all’anno precedente. Tra le province peggiori ci sono Venezia (+20), Modena e Forlì-Cesena (+18) per gli incrementi maggiori. Le province migliori sono Genova (-45 decessi), Roma e Firenze (-22) e Sondrio (-16).

INCIDENTI STRADALI: 6035 VITTIME DAL 2010 AL 2020

Il confronto delle vittime da incidenti stradali nell’ultimo decennio è svantaggioso per 20 province italiane. Il numero dei morti è aumentato rispetto al 2010 a Chieti, Cosenza, Avellino, Piacenza, Gorizia, Imperia, Savona, Brescia, Como, Lodi, Macerata, Isernia, Asti, Bari, Enna, Ragusa, Trapani, Bolzano, Trento, Belluno. La media di riduzione delle vittime da incidenti stradali 2010-2020 è del -23,5%. Tuttavia 5 province hanno già raggiunto l’obiettivo 2020: Aosta, Barletta-Andria-Trani, Grosseto, Pordenone e Sondrio. In 11 province invece si è registrata una diminuzione di mortalità superiore al 40%. Sulla base dei primi dati provvisori della Polizia Stradale, il rapporto riconduce al lockdown da Coronavirus anche una diminuzione dell’incidentalità per alcuni mesi fino a -80%. Alla fine di settembre però la diminuzione di incidenti e vittime è risalita a circa -30%.

LE CITTÀ PEGGIORI PER NUMERO DI VITTIME DA INCIDENTI STRADALI

Nelle regioni prevalentemente meridionali l’indice di mortalità, cioè il numero di morti ogni 100 incidenti è oltre il doppio della media nazionale (pari a 1,84). In 8 province si conta un rapporto morti-incidenti ancora troppo alto: Campobasso (5,56), Crotone (4,98), Vibo Valentia (4,62), Nuoro (4,57), Caserta (4,43), Vercelli (4,30), Catanzaro (4,18), Cosenza (4,12), Benevento (3,78) e Isernia (3,77). Genova, Milano, Firenze, Monza, Savona e La Spezia invece sono le province in cui si registra meno di 1 morto ogni 100 incidenti.

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