I 9 momenti cruciali della carriera di Ferdinand Piëch in Volkswagen

Ferdinandi Piëch è morto, azionista Volkswagen e Porsche ha guidato scelte e acquisizioni che si sono rivelate un successo o eclatanti flop

27 agosto 2019 - 11:34

Ferdinand Piëch è scomparso all’età di 82 anni, ingegnere, manager ed ex presidente Volkswagen. Con ogni probabilità in molti si chiederanno “chi è Ferdinand Piëch?”. Domanda comprensibile visto che ha tirato le fila e pianificato le strategie per rendere Volkswagen il più grande gruppo automobilistico. Se sotto l’egida Volkswagen sono finiti ben 12 brand diversi tra auto, truck e moto, si deve anche alla sua caparbietà. La stessa intuizione che in alcuni momenti non ha portato a risultati sperati, soprattutto con alcuni modelli meno riusciti. Se non sai quali auto hanno celebrato il successo di Piëch e la scalata del Gruppo Volkswagen, ecco i momenti (e modelli), strategici e non della carriera di Ferdinand Piëch.

FIGLIO D’ARTE, HA FATTO LA GAVETTA IN PORSCHE

Ferdinad Piëch è nato nel 1937, diretto discendente di Ferdinand Porsche (il nipote), quindi la sua carriera non poteva che iniziare proprio nell’impero di famiglia. Ma a parte il caso di essere “uno dei Porsche”, da ingegnere, dopo incarichi di prima linea, il suo primo impegno è stato lo sviluppo della Porsche 906. L’auto, vincitrice di diverse gare, fu costruita nel 1966 appena dopo 3 anni dal suo ingresso in azienda.

PRESIDENTE DEL CDA VOLKSWAGEN

Dalle auto da competizione (Ferdinand Piëch seguì lo sviluppo della Porsche 917) passò alle auto tradizionali. Il 1973 fu l’anno in cui la famiglia Porsche prese le distanze da ruoli all’interno della sua stessa azienda e Ferdinand Piëch passò all’Audi (controllata da VW). Passarono circa 20 anni però, durante i quali progettò la sua scalata a presidente Volkswagen, nel 1993. A parte gli incarichi istituzionali che hanno avuto un forte peso fino allo scandalo dieselgate quali auto sono frutto dell’intuizione di Ferdinand Piëch?

AUDI 100, L’IDEA DEL TURBO DI PIËCH

Nel 1976 l’Audi era ancora lontana dal successo nei gare dei rally che incoronarono un altro modello di successo più avanti. Prima è stata l’Audi 100, dotata di turbocompressore su un motore 5 cilindri, a prendere il largo sotto la guida di Ferdinand Piëch. La berlina ebbe più successo nelle ultime versioni (inizio ‘90) quando le modifiche ne elevarono anche la sua collocazione sul mercato.

L’AVVENIRISTICA AUDI A TRAZIONE INTEGRALE

Poi arrivò l’Audi Quattro, quella che nel 1980 fu accreditata di essere la prima coupè a trazione integrale in Europa. Un progetto, ancora di Piëch, così ambizioso che portò al debutto la plancia totalmente digitale. Il costo del modello però non ne ha permesso una diffusione così ampia. A ripagare Audi dello sforzo ci hanno pensato però le vittorie nelle gare di Rally dal 1983 al 1984 in giro per il mondo.

PORSCHE METTE LE MANI SU VOLKSWAGEN

Da quando diventa presidente del CDA Volkswagen, Ferdinand Piëch progetta la sua scalata, rivestendo diversi ruoli simultaneamente anche in Porsche. Ed è proprio per questa sua dualità che viene accusato qualche anno dopo di conflitto d’interessi. Nel 2005 infatti guida l’acquisto del 21% delle azioni Volkswagen e qualche anno dopo guida l’azienda di famiglia alla conquista della quota di maggioranza in Volkswgen.

LAMBORGHINI E DUCATI, LE MATRIOSCHE VOLKSWAGEN

Cos’altro ha fatto Ferdinand Piëch in Volkswagen? Molti sostengono che l’unica cosa incompiuta fosse mettere le mani sull’Alfa Romeo. Intanto però ha rilevato la Lamborghini Automobili (acquisita da Audi nel 1998) e la Ducati (tramite Lamborghini Automobili nel 2012). Quella di Piëch per le ambizioni è stata una vera propensione naturale.

BUGATTI VEYRON, UNA PROMESSA CHE COSTO’ CARA

Tant’è che quando il Gruppo Volkswagen acquisì la Bugatti nel 1998, fu proprio Ferdinand Piëch a promette che la Bugatti avrebbe superato la soglia dei 1000 cavalli. E fu proprio così con la Bugatti Veyron, un’auto così speciale che creava un buco da quasi 5 milioni di euro ogni volta che se ne vendeva una. In totale, purtroppo o per fortuna, ne furono vendute solo circa 450 unità.

IL FLOP DELLA PHAETON

La fortuna premia gli audaci, e in questo non si può certo dire che Ferdinand Piëch non lo fosse. L’idea che Volkswagen potesse confrontarsi con i Brand più prestigiosi però ha portato alla Volkswagen Phaeton. Un’auto che ha preso molte tecnologie sviluppate in house e forse ha pagato proprio la somiglianza dell’Audi A8 che in più aveva anche il telaio in alluminio. Nel 2016 Volkswagen si è accorta che le vendite della Phaeton non giustificavano i costi elevati della fabbrica di cristallo, trasformata poi in un polo tecnologico.

IL MOTORE 3 CILINDRI DA 33 KM/L

Flop a parte, Ferdinand Piëch sarà ricordato anche il fautore dei primi motori 3 cilindri sulle auto del gruppo Volkswagen. La convinzione che costruire un motore a gasolio capace di consumare 3 litri per percorrere 100 km ha fatto la fortuna delle utilitarie del Gruppo. Quello che è successo qualche anno dopo inseguendo traguardi ambiziosi sulle emissioni è storia dei nostri giorni, capitolo ultimo della carriera di Piëch in Volkswagen.            

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