I 10 Paesi con il più alto numero di impiegati automotive

Sono 2.501.787 gli occupati diretti del settore auto in Europa. L'Acea pubblica la classifica generale dei posti divisi tra gli Stati. La Germania prima

21 giugno 2019 - 21:02

Il settore dell’auto affronta una fase di cambiamento storico. I dati elaborati dall’Acea su base Eurostat forniscono conferme e sorprese. Per quanto riguarda l’occupazione diretta legata all’industria dell’auto in Europa la Germania si conferma leader con 857.336 occupati. Seguono la Francia con 216.000 lavoratori, la Polonia a quota 187.334 e la Romania a 174.321. Insomma i numeri confermano lo spostamento dell’economia dei motori verso l’est Europa che offre condizioni di maggiore redditività. Materie prime e mano d’opera a basso costo cambiano gli equilibri delle linee di produzione. Fondo classifica per Grecia, Danimarca e Cipro. In generale dal 2013 al 2017 l’economia dell’auto in Europa aumenta i posti senza sosta ma rallenta in modo vistoso. I numeri.

IL BILANCIO ACEA

L’Unione europea impone nuove norme per ridurre le emissioni medie di CO2 e spinge per attuare l’accordo sul clima di Parigi del 2016. Questo significa pressione sulle case automobilistiche per costruire e vendere rapidamente più veicoli a batteria. Eppure le auto elettriche restano una piccola parte del mercato complici i prezzi più alti e la mancanza di infrastrutture. In questa situazione i costruttori riorganizzano la produzione mentre i profitti si assottigliano. I dati elaborati dall’Acea su base Eurostat fotografano la situazione del mercato del lavoro. La classifica per numero di occupati diretti vede la Germania in testa a quota 857. 336 lavoratori. Segue, staccata di molto, la Francia patria dei colossi Psa e Renault a 216.000 occupati. Subito dopo i paesi dell’Europa orientale come Polonia e Romania che, complice la non partecipazione all’euro, si confermano porto sicuro per tagliare i costi degli investimenti. Nell’intera Unione europea i lavoratori nel comparto auto sono 2.501.787.

I NUMERI

Ecco allora che nel grafico Acea la Repubblica Ceca è sesta e supera per occupazione l’Italia. Ottavo posto per la Spagna a 152.010 posti seguita dall’Ungheria a con 92.816. Decima posizione in classifica per la Slovacchia e i suoi 71.240 lavoratori. Le cose potrebbero presto cambiare anche per la Germania. Le auto elettriche sono poco complesse. Se un motore a combustione interna ha da 2.000 a 3.000 parti metalliche, una trasmissione elettrica che conta da 150 a 250 parti. I colossi dell’auto si trovano fronteggiare diverse sfide. Elettrificazione, guerre commerciali e brexit aprono scenari di rischio molto concreti. La spinta verso l’elettrificazione sta già portando al taglio di ad alcuni posti di lavoro. Secondo gli analisti le aziende cercano di migliorare i profitti, senza i quali non possono investire in nuove tecnologie.

IL TREND

Guardando il trend dell’occupazione nel settore auto dal 2013 al 2017, c’è una crescita costante. Il grafico dell’Acea è chiaro. Nel 2017 gli occupati salgono del 1,6% contro il 5% del 2015. Questo conferma un forte rallentamento del comparto destinato a continuare. L’Istituto Frauenhofer per l’ingegneria industriale di Stoccarda stima che entro il 2030 spariranno in Germania tra i 23.000 e 97.000 posti di lavoro tedeschi nell’assemblaggio delle powertrain. La Brexit ha indebolito l’auto inglese con molte aziende che hanno annunciato tagli. Il 59% di export del comparto auto è a rischio e i colossi del comparto si trasferiscono in Europa continentale. Per l’Acea il settore automobilistico offre posti di lavoro diretti e indiretti a ben 13,8 milioni di europei. Si tratta del 6,1% del totale dell’occupazione nell’Unione. Inoltre, l’11,4% di tutti i posti di lavoro nel settore produttivo, circa 3,5 milioni, sono legati all’industria automobilistica.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto diesel e benzina: stop alla vendita nell’UE dal 2040?

Incentivi auto ecologiche Emilia-Romagna

Incentivi auto ecologiche Emilia-Romagna: nuovo bando ottobre 2019

Goodyear presenta UltraGrip 9+, migliora la durata degli pneumatici invernali