Guida pericolosa: gli effetti dei film sui neopatentati in uno studio inglese

L’educazione alla sicurezza stradale basata sulla paura non funziona, secondo uno studio sulla guida pericolosa e i neopatentati in UK

8 gennaio 2021 - 11:33

Le auto fanno parte da sempre della storia del cinema ma inevitabilmente quelle scene finiscono per essere fonte di ispirazione e modelli per chi si lascia coinvolgere di più. Uno studio sulla guida pericolosa dell’Università di Southampton, ha dimostrato che anche un semplice video ha un influsso importante sulla guida pericolosa e i neopatentati. Ecco come e perché.

GUIDA PERICOLOSA, GIOVANI E FILM: L’EDUCAZIONE AL RISCHIO

I titoli si sprecherebbero, dalle saghe di Fast&Furious alle pellicole di Mission Impossible o agli inseguimenti girati per le strade, anche in Italia, dei film di 007. Lo schermo è sempre stato un modello di ispirazione e anche se non ce ne rendiamo conto, può influenzare positivamente o negativamente i comportamenti quotidiani, anche se in modo variabile e soggettivo. Ma da dove parte lo studio sulla guida pericolosa e i neopatentati? “I governi di tutto il mondo hanno adottato una pletora di interventi volti a incoraggiare una guida sicura, la maggior parte dei quali utilizza contenuti basati sulla paura” spiega Yaniv Hanoch, docente di Gestione del rischio presso l’Università di Southampton. “Tali messaggi possono essere controproducenti, probabilmente perché il contenuto emotivo può innescare reazioni difensive e rifiuto del messaggio”.

LO STUDIO IN UK SULLA GUIDA PERICOLOSA E I NEOPATENTATI

Lo studio è realizzato dall’Università di Anversa in collaborazione con l’Università di Southampton e l’Università di Warwick. Nello studio sulla guida pericolosa e i neopatentati, sono stati coinvolti 146 giovani che hanno effettuato un test per osservare come cambiano gli atteggiamenti dei giovani alla guida. I volontari sono stati divisi in due gruppi. Una parte ha visto un video di 6 minuti che mostrava un guidatore spericolato, distratto dai suoi passeggeri e con un elevato rischio di incidente. L’altra metà ha visto un video con un approccio alla guida totalmente diverso: un guidatore attento al volante che chiede ai passeggeri di non distrarlo. Bisogna precisare che per la ricerca non sono stati utilizzati filmati a caso, ma cortometraggi sulla sicurezza stradale utilizzati dai servizi antincendio e di soccorso nel Regno Unito.

LA REALTA’ AUMENTATA NELL’EDUCAZIONE DELLA SICUREZZA STRADALE

Lo studio ha messo in risalto anche un altro aspetto: l’influenza dei visori VR di realtà aumentata rispetto a uno schermo bidimensionale. La correlazione tra guida pericolosa e neopatentati dopo la visione dei video, è stata cercata in un test. Ogni partecipante ha risposto a un questionario per valutare il suo comportamento rispetto ai rischi sulla strada prima e dopo i video. Successivamente hanno sostenuto il Vienna Risk-Taking Test-Traffic. Ad ogni clip visionata con situazioni di guida e reazioni diverse del conducente i partecipanti dovevano indicare se e quanto consideravano la manovra troppo rischiosa.

GUIDA PERICOLOSA E GIOVANI: I RISULTATI DELLO STUDIO

I risultati indicano che esempi positivi hanno ridotto significativamente l’approccio a una guida rischiosa nei giovani, ancora di più se attraverso visori VR. Al contrario, esempi negativi non riescono ad istillare il pericolo, secondo gli studiosi ma hanno aumentato l’assunzione di rischi nei partecipanti. Ma non solo. “Permettere ai partecipanti di sperimentare a cosa possono portare comportamenti proattivi e dare loro l’illusione che gli eventi siano autentici, può incoraggiare la creazione di modelli di ruolo positivi e strategie per una maggiore sicurezza sulle strade”, conclude il gruppo di ricerca.

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