Garage auto: norme, spese e tasse sull’affitto

Le disposizioni sull’affitto di un garage auto in Italia sono piuttosto particolareggiate. Esaminiamole nel dettaglio tra spese e tasse da pagare

6 ottobre 2022 - 17:00

Verrebbe da dire che il proprietario di un garage auto dispongono di uno spazio molto prezioso. Soprattutto nelle grandi città, laddove è difficile trovare un parcheggio, anche all’interno di un condominio, il box auto è praticamente indispensabile. Ecco quindi che può rivelarsi una fonte di business per il proprietario perché può vendere o affittare il garage auto. Ma anche per l’automobilista che decide di fruirne con la formula dell’affitto può rivelarsi imprescindibile per ragioni personali e lavorative. Ci domandiamo quindi quali sono le norme da rispettare nel caso di affitto di un garage auto. Quali sono cioè quelle che le parti in causa sono chiamate a rispettare. Le questioni sono da affrontare sono numerose, a iniziare dal canone richiesto. Più specificatamente, ci sono una cifra massima e una minima da rispettare? E come metterla con la durata del contratto? Per quanto tempo può essere prolungata la locazione del box auto? E come metterla con le tasse sull’affitto di un garage auto? Al pari di quanto avviene per casi simili, le disposizioni legislative italiane sono piuttosto particolareggiate.

QUANTO DURA L’AFFITTO DI UN GARAGE AUTO

Le parti coinvolte nell’affitto di un garage auto conservano la piena libertà nel decidere la durata del contratto. Con il solo limite dei 30 anni che riguarda tutte le locazioni. Punto di riferimento è il Codice Civile. Ancora più esattamente, l’articolo 1573 che disciplina la durata della locazione stabilisce che “salvo diverse norme di legge, la locazione non può stipularsi per un tempo eccedente i trent’anni. Se stipulata per un periodo più lungo o in perpetuo, è ridotta al termine suddetto”. Fatta chiarezza su questo punto, è certamente utile capire come si conclude la validità del contratto di affitto di un garage auto. Regole alla mano, a meno di accordi particolari, la disdetta è automatica. In pratica non occorrono comunicazioni supplementari da parte del proprietario o dell’inquilino. Naturalmente a condizione che sia stato indicato un preciso termine di scadenza. Altro aspetto di cui tenere conto è il mancato rinnovo automatico del contratto. Anche su questo versante, questa norma può essere bypassata se le parti hanno raggiunto una intesa differente.

GARAGE AUTO: COME STABILIRE IL CANONE PER L’AFFITTO

Arriviamo quindi all’elemento centrale da considerare quando c’è di mezzo l’affitto di un garage auto ovvero il canone da chiedere e da pagare. In prima battuta vige la regola della massima libertà. Il proprietario del box auto può cioè stabilire il costo che ritiene più appropriato. Allo stesso tempo, le parti coinvolte possono concordare i tempi e i modi di aggiornamento del canone. Possono cioè decidere se i ritocchi – verso l’alto o verso il basso – avvengano in automatico o su richiesta. Il prezzo di un garage auto tiene innanzitutto conto della zona ovvero del mercato e dunque della città e della zona in cui è localizzato. Va da sé che le dimensioni sono un altro elemento decisivo: c’è spazio anche per il ricovero di una seconda auto? A incidere nel canone da proporre rientrano pure le condizioni del garage auto, anche in relazione alle modalità di ingresso, e alla stessa accessibilità. Quest’ultimo è un parametro da considerare sia in relazione agli spazi interni e sia quelli esterni. Spetta alle parti raggiungere una libera intesa e metterla nero su bianco.

TASSE E SPESE PER AFFITTO GARAGE AUTO: QUALI REGOLE

Come c’era in fondo da aspettarselo, l’affitto di un garage auto comporta una serie di adempimenti fiscali da cui non si può sfuggire. Sono due le voci da considerare successivamente alla registrazione del contratto all’Agenzia delle entrate. Innanzitutto l’imposta di registro ovvero il 2% del canone annuo per un minimo di 67 euro per il primo anno. Quindi l’imposta di bollo di 16 euro per ogni 4 facciate o per ogni 100 righe del contratto. A proposito di contratto, va sempre registrato, a meno che abbia una durata inferiore a 30 giorni. In relazione alle spese da sostenere, all’inquilino spettano quelle ordinarie, al pari di quanto accade nelle più tradizionali locazioni di ogni tipo di immobile. Poi però ci sono le spese straordinarie che sono invece a carico del proprietario. Va da sé che, al pari di quanto abbiamo visto su altri aspetti, le parti in causa possono raggiungere accordi differenti rispetto a questi di base.

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