Ford: 12 mila licenziamenti in Europa entro il 2020

I tagli Ford in Europa riguardano stabilimenti produttivi chiusi o ridimensionati in diversi Paesi e 12 mila dipendenti che resteranno a casa entro i prossimi 2 anni

27 giugno 2019 - 20:40

In arrivo tagli pesanti in casa Ford. Il brand americano è alle prese con un calo della domanda e per questo si appresta a ridurre il suo organico europeo di 12.000 unità. Si tratta di una dieta pesante che colpirà il 20% della forza lavoro totale. Alla riduzione contribuiranno anche chiusure di stabilimenti, vedi Russia, Francia e Inghilterra e riduzione dei turni in latri siti. Ford ha 51.000 dipendenti diretti in Europa che diventano 65.000 se consideriamo quelli impiegati presso i suoi partner. La decisione sui licenziamenti arriva in un periodo complesso per il settore dell’auto. Tutti i marchi, Ford compresa, sono alle prese con lo sviluppo dei nuovi prodotti elettrificati ma lavorano anche a guida autonoma e connessa. Si tratta di voci di spesa ingenti che si aggiungono al quadro a tinte fosche sulle vendite in Europa. Tutti i dettagli.

TAGLI IN ARRIVO

Ford ha annunciato il taglio di 12.000 posti di lavoro in Europa. Si tratta una cifra ingente che corrisponde a circa il 20% della sua forza lavoro complessivamente impegnata nella regione. Si tratta di un piano doloroso da completare entro la fine dell’anno per affrontare la domanda stagnante. Ford ha dichiarato di aver cessato la produzione in tre stabilimenti in Russia e si appresta a fare lo stesso in Francia e nel Galles. Nel frattempo l’azienda ha ridotto i turni negli stabilimenti di Valencia, in Spagna e di Saarlouis, in Germania. I tagli ridurranno i suoi siti produttivi in Europa che passeranno dagli attuali 24 a 18. Ford ha reso noto che i licenziamenti avverranno principalmente attraverso programmi di abbandono volontario del posto di lavoro. La strategia è dovuta alle forti spese che il brand si trova ad affrontare per lo sviluppo dei nuovi prodotti.

LA PROSPETTIVA

Gli investimenti di Ford si concentrano nei veicoli elettrici, ibridi e autonomi ma anche sui motori convenzionali. La necessità è quella di aggiornare i motori a combustione per soddisfare le nuove norme sull’inquinamento. Ecco allora che Ford procede a tagliare i costi fissi e a semplificare il portafoglio dei modelli. In una intervista a Reuters Stuart Rowley, presidente di Ford Europa, ha assicurato il coinvolgimento dei sindacati. Molti dei tagli riguardano contratti a tempo indeterminato ma ci sono anche contratti orari e lavoratori interinali. Ford Europa ha 51.000 dipendenti che diventano 65.000 se si includono quelli dell’indotto. A gennaio, Ford ha annunciato una profonda ristrutturazione aziendale con annesse chiusure di impianti e cessazione di modelli. Il tutto per cercare di raggiungere un margine operativo del 6% in Europa.

DOMANDA IN CALO

La necessità per Ford di ridurre l’organico è legata anche al calo della domanda di auto in Europa. Secondo i dati ACEA le immatricolazioni di auto caleranno dell’1% nel 2019 fermandosi a 15 milioni di veicoli. Tendenza invertita rispetto alla precedente previsione che parlava di una crescita dell’1%. In questo quadro Ford lavora a diverse sfide a partire dalla nuova alleanza strategica con il gruppo Volkswagen. Il costruttore americano ha dichiarato di voler raddoppiare la redditività delle sue attività nel settore dei veicoli commerciali in Europa. Nel frattempo Ford ha comunicato anche l’addio alle monovolume per concentrarsi sullo sviluppo delle versioni elettrificate dei suoi crossover e SUV. In questa dinamica lo sviluppo di veicoli per l’Europa sarà concentrato a Colonia.

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