FCA – PSA: perché l’Antitrust UE darà l’ok alla fusione

La fusione FCA – PSA come in una botte di ferro: ecco i cambiamenti chiave che permetteranno di ottenere l’ok dalle autorità europee

27 ottobre 2020 - 11:00

La fusione FCA – PSA dovrebbe formalizzarsi entro il primo trimestre del 2021. Questo è il periodo in cui dovrebbe concludersi l’iter che trasformerà il Gruppo Stellantis nel 4^ produttore al mondo di veicoli. E se l’emergenza Coronavirus non ha indebolito i presupposti dell’accordo FCA – PSA, sembrerebbe sciolto anche il nodo più critico: ottenere l’ok dall’Antitrust UE. Ecco le ultime novità.

FCA – PSA (E TOYOTA) E L’ACCORDO SUI VAN

Secondo quanto riporta Reuters FCA e PSA sono a un passo dall’approvazione delle autorità antitrust dell’Unione europea alla fusione da 38 miliardi di dollari. L’incognita più grande fin dalle prime bozze dell’accordo era legata al rischio di monopolio sul mercato dei veicoli commerciali leggeri. Con Ford, Volkswagen, Renault, Nissan e Daimler sempre più all’angolo, la fusione FCA – PSA avrebbe potuto lasciare solo le briciole ai competitor. Difatti FCA e Peugeot-Citroën sono già ammanicati da un sodalizio sulla produzione dei VAN. Ma qui entra in gioco Toyota. Come da tempo nei piani di PSA, la joint venture tra Peugeot-Citroën e Toyota Motor Corporation volge a un nuovo capitolo. E proprio le nuove sinergie dell’asse nippo-francese saranno determinanti nell’approvazione delle autorità europee alla fusione.

FUSIONE FCA E PSA: MONOPOLIO DISINNESCATO?

Quali sono i cambiamenti chiave? Da una parte Toyota Motor Corporation rileverà il 100% dello stabilimento boemo a Kolín (Repubblica Ceca). Dall’altra PSA, s’impegnerà ad aumentare la produzione in Francia dei minivan Toyota Pro Ace, fugando così il rischio del temuto monopolio. Del resto fin da quando è nata la joint venture TPCA (Toyota Peugeot Citroën Automobile), le 4 società si sono riservate il diritto di rivalutare la partecipazione. Così Toyota si prenderà tutto lo stabilimento dove ora sono prodotte le super utilitarie, impegnandosi però a partecipare ai costi di sviluppo del Pro Ace. Inoltre, le concessionarie FCA – PSA, dovrebbero avere meno vincoli sulla manutenzione di brand diversi, ma solo in alcune città.

L’ACCORDO FCA – PSA E I TAGLI AI COSTI

Ad oggi non c’è alcuna conferma ufficiale da parte dei diretti interessati: d’altronde il silenzio stampa è comprensibile in un passaggio così delicato. Se, come sostengono fonti vicine al management FCA – PSA, la fusione è in dirittura d’arrivo, le due aziende convergeranno gli investimenti sui brand Fiat, Jeep, Dodge, Ram e Maserati con Peugeot, Opel e DS. In questo modo il gruppo Stellantis prevede di tagliare circa 6 miliardi di dollari l’anno in costi (40% sviluppo prodotti; 40% acquisti; 20% IT e marketing) ma senza chiudere stabilimenti.

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