Ecobonus furgoni elettrici bruciato in 1 ora: formula da rivedere?

Ecobonus furgoni elettrici bruciato in 1 ora: formula da rivedere?

Ancora una volta, gli incentivi per i mezzi elettrici finiscono in pochi minuti: una formula che lascia l'amaro in bocca, di certo da rivedere

 

Ancora una volta, gli incentivi per i mezzi elettrici finiscono in pochi minuti: una formula che lascia l'amaro in bocca, di certo da rivedere

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30 Luglio 2026 - 11:10

Il bonus furgoni elettrici e a basse emissioni – scattato alle 12 di ieri – è stato bruciato in 50 minuti esatti. In modo lecito e condivisibile, le piccole e medie imprese italiane si sono tuffate nella pagina web specifica del ministero delle Imprese per un click day: vince chi preme il pulsante per primo. Il fondo complessivo riservato era di 40 milioni di euro, una cifra del tutto sproporzionata rispetto alla fame di rinnovamento del parco circolante nazionale. Di questa dotazione finanziaria, 16 milioni erano specificamente vincolati ai veicoli commerciali elettrici, mentre i restanti 24 milioni venivano assegnati indipendentemente dall’alimentazione tecnologica scelta. Comunque, le BEV hanno fatto la parte del leone.

BONUS ELETTRICI: COSÌ NON VA

La rapidità con cui le risorse sono state polverizzate restituisce un dato impressionante: in meno di un’ora sono stati ordinati molti più veicoli commerciali BEV di quanti ne siano stati immatricolati in tutta la prima metà del 2026. Questo scarto dimostra che la domanda di mobilità a zero emissioni nel settore professionale è estremamente forte, frenata unicamente dai costi d’acquisto iniziali ancora elevati e dai rischi legati all’incertezza economica.

Un successo lampo che richiama alla memoria quanto accaduto con gli incentivi dedicati alle auto elettriche, andati esauriti nel giro di un solo giorno a ottobre 2025. Di fronte a dinamiche così convulse, le associazioni di categoria non sono rimaste a guardare.

In particolare, Motus-E è tornata a chiedere con forza al Governo Meloni una pianificazione strutturale e un effettivo coordinamento delle diverse misure di supporto. Sottolineando come il settore automotive non possa reggersi su interventi spot scollegati tra loro, ma necessiti di una visione d’insieme che tocchi organicamente i bonus all’acquisto, il quadro fiscale e l’andamento del prezzo dell’energia.

IN ATTESA DEGLI INCENTIVI PER LE RICARICHE DELLE AZIENDE

L’associazione evidenzia come sarebbe estremamente utile e urgente ripristinare il fondo del ministero dell’Ambiente dedicato alle infrastrutture di ricarica nelle aziende. Si parla di uno strumento da 90 milioni di euro, una risorsa per consentire ad autotrasporto e logistica di pianificare la transizione energetica.

Purtroppo, nella precedente tornata, gran parte di queste risorse non era stata utilizzata a causa di requisiti di accesso eccessivamente stringenti e farraginosi, che avevano tagliato fuori buona parte del tessuto imprenditoriale.

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ANSIA DA CLICK PER I BONUS

Il vero nodo che emerge dalla giornata bollente di ieri risiede nella natura stessa del meccanismo adottato: il sistema dei bonus “mordi e fuggi” basato sul click day si conferma uno strumento anacronostico, iniquo e profondamente inefficace dal punto di vista della pianificazione industriale. Lo ha già fatto notare la Corte dei Conti.

Un incentivo che si esaurisce nello spazio di 50 minuti non è una politica economica, ma una lotteria. Premia la velocità di connessione internet, la tempestività dei consulenti informatici o la fortuna di trovarsi al computer nel minuto esatto dell’apertura del bando, tagliando fuori migliaia di piccole e medie imprese serie che avrebbero avuto ugual diritto, bisogno e maturità progettuale per rinnovare la propria flotta.

Questo approccio estemporaneo genera frustrazione e spinge le aziende a rimandare gli investimenti, in attesa del prossimo click day anziché pianificare con serenità il futuro industriale.

Le imprese necessitano di certezze delle risorse e sgravi fiscali strutturali nel medio-lungo periodo. Trasformare la transizione ecologica in una corsa a ostacoli digitale significa trattare la decarbonizzazione come un evento mediatico anziché come la colonna portante della competitività del Paese.

NUMERI NON LEGGIBILI

Oltretutto, fra click day e bonus con dotazione minima, riesce anche difficile interpretare i dati. Fino a giugno 2026, le vendite di auto elettriche in Italia erano spinte dalla coda degli incentivi di ottobre 2025.

Non si sa niente sui voucher già targati, sulla loro segmentazione, se i bonus siano stati di 11.000 euro o meno, né quali marchi ne hanno beneficiato. Qualora i bonus dovessero essere riproposti, l’auspicio è che il ministero competente segua un criterio semplice e ordinato.

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