Eco-score: come funziona la regola che complica gli incentivi auto
Scopri cosa è l'eco-score e come potrebbe influire sugli incentivi auto nel 2025 limitando fortemente la scelta dei veicoli
Scopri cosa è l'eco-score e come potrebbe influire sugli incentivi auto nel 2025 limitando fortemente la scelta dei veicoli
Come se non ci fossero già troppi vincoli, il cosiddetto criterio del punteggio ambientale, più noto come eco-score, potrebbe ulteriormente complicare l’ottenimento degli incentivi auto 2025. L’articolo 7 comma 4 del decreto MASE che contiene le modalità di erogazione del bonus, prevede infatti che il ministero dell’Ambiente possa definire un elenco dei veicoli oggetto di incentivazione (escludendo quindi tutti gli altri) sulla base, appunto, del criterio del punteggio ambientale o eco-score che valuta l’impronta di carbonio di un veicolo per l’intero ciclo di vita. Proviamo a capirne di più.
CHE COS’È L’ECO-SCORE E COME POTREBBE IMPATTARE SUGLI INCENTIVI AUTO 2025
L’eco-score è un punteggio che valuta l’impronta di carbonio di un veicolo non solo in fase di utilizzo, ma lungo l’intero ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment). Ciò include:
- produzione: l’impatto ambientale legato all’estrazione delle materie prime, alla produzione delle batterie e all’assemblaggio del veicolo;
- trasporto: emissioni di CO2 generate durante il trasporto del veicolo finito, dalla fabbrica di assemblaggio fino al punto di consegna, tenendo anche conto del tipo di trasporto utilizzato;
- utilizzo: le emissioni generate durante la guida (che per un’auto elettrica sono pari a zero, ma variano a seconda del mix energetico della rete elettrica utilizzata per la ricarica);
- smaltimento: l’impatto ambientale legato al fine vita del veicolo e al riciclo dei componenti, in particolare delle batterie.
Se il MASE decidesse di implementare questo sistema (si tratta infatti di una possibilità prevista dal decreto, ma non un obbligo), ogni modello di auto elettrica venduto in Italia verrebbe valutato in base ai criteri dell’eco-score e solo i veicoli che ottengono un punteggio minimo sarebbero ammessi all’incentivo. Prima di aprire le richieste per i contributi, il ministero dell’Ambiente pubblicherebbe una lista ufficiale delle vetture che possono beneficiare del bonus, basata su questo punteggio.
ECO-SCORE: IL MODELLO FRANCESE
Il criterio dell’eco-score non è inedito in quanto la Francia è stato il primo Paese europeo a implementare nel 2024 un sistema di incentivazione per le auto elettriche basato sul ciclo vita dei veicoli, con l’obiettivo neanche troppo nascosto di favorire le vetture costruite in Europa (meglio ancora se in Francia), che hanno un’impronta di carbonio più bassa, piuttosto che quelli importati da Paesi come la Cina dove il mix energetico per la produzione è più inquinante.
Nel dettaglio, il meccanismo francese si basa sulla valutazione dell’impronta di carbonio (carbon footprint) di un veicolo lungo l’intero ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento. Per avere diritto al Bonus écologique, il veicolo deve soddisfare un punteggio ambientale minimo (60 su 100) altrimenti viene escluso dagli incentivi, indipendentemente dal prezzo. I principali parametri considerati per il calcolo dell’eco-score in Francia sono:
- impronta di carbonio della produzione: si è tenuto conto delle emissioni di CO2 generate durante l’estrazione delle materie prime, la produzione della batteria, l’assemblaggio e la trasformazione dei componenti;
- impronta di carbonio del trasporto: è stata valutata la CO2 emessa per il trasporto del veicolo finito dalla fabbrica di assemblaggio al punto di distribuzione in Francia;
- peso e dimensioni: il punteggio ha considerato peso del veicolo. I veicoli più leggeri e compatti hanno ottenuto un punteggio migliore.
Tuttavia attenzione: anche se il sistema francese considera l’impatto ambientale di un veicolo elettrico lungo l’intero ciclo di vita, la fase di produzione e il trasporto giocano un ruolo preponderante nel punteggio finale e sono i fattori che in pratica hanno l’effetto più significativo.

CASE ESTERE E CONCESSIONARI AUTO CONTRO L’ECO-SCORE NEGLI INCENTIVI STATALI
Quest’ultima considerazione è importante perché si riallaccia alle preoccupazioni mostrate nelle ultime 24 ore in Italia da UNRAE e Federauto, le associazioni che rappresentano rispettivamente i costruttori esteri e i concessionari auto, che con una lettera al ministro Pichetto Fratin hanno chiesto di NON inserire il criterio di punteggio ambientale nel nuovo programma di incentivi statali che partirà a breve.
Secondo costruttori e concessionari, infatti, la ventilata (dallo stesso ministro) adozione del modello francese di eco-score, che considera prioritariamente la fase di produzione e trasporto dei veicoli, senza includere l’intero ciclo di vita, risulterebbe “inopportuna, discriminatoria e controproducente“. Dalle analisi di UNRAE e Federauto emerge infatti che l’applicazione automatica del sistema francese comporterebbe l’esclusione di numerosissimi modelli disponibili nei listini delle case costruttrici, riducendo drasticamente la scelta per consumatori e aziende, e mettendo a rischio la capacità di spesa delle risorse stanziate che ammontano a quasi 600 milioni di euro.
Inoltre, un vincolo di tal genere presterebbe il fianco a discriminazioni difficilmente sostenibili sul piano tecnico e giuridico. Nella media del mercato BEV i modelli potenzialmente esclusi rappresentano il 66,5% del totale immatricolato nei primi otto mesi del 2025, ma la situazione delle singole Case risulta fortemente eterogenea: si va da operatori che non subirebbero alcuna decurtazione ad altri che vedrebbero completamente azzerata la propria offerta di prodotto incentivata, generando così una chiara distorsione della libera concorrenza. Le conseguenze sarebbero fortemente negative non solo per gli acquirenti, ma anche per concessionari, officine, fornitori e componentisti, con i relativi inevitabili effetti sull’occupazione.
Per UNRAE e Federauto, un sistema di eco-score ambientalmente efficace e legalmente inoppugnabile richiederebbe una radicale revisione dello schema francese, con tempistiche incompatibili con le esigenze del mercato e gli obiettivi del MASE stesso. Per questo motivo, le due associazioni invitano a non introdurre l’eco-score e sollecitano l’attivazione urgente della piattaforma informatica per consentire al più presto l’avvio delle prenotazioni dei bonus, oggi previsto il 15 ottobre 2025, anche per evitare effetti distorsivi sul mercato dell’auto.