Benzinai e tassisti in pensione a 63 anni

Benzinai e tassisti in pensione a 63 anni? “Sono lavori gravosi”

Nel 2022 benzinai e tassisti in pensione a 63 anni? Una specifica commissione ha indicato questi due mestieri come 'lavori gravosi'

21 settembre 2021 - 16:30

Benzinai e tassisti in pensione a 63 anni, che novità è questa? Precisiamo che non è ancora una decisione definitiva ma è quanto potrebbe accadere dal 2022 dopo che la Commissione tecnica sui lavori gravosi ha esteso a 203 le mansioni cosiddette ‘pesanti’, individuando altre 27 possibili categorie di ‘lavori gravosi’, oltre alle 15 previste finora, tra le quali ci sono appunto i benzinai, i tassisti e anche gli autisti di bus e tram. Dopo l’ok della commissione adesso la palla passa al Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che dovranno vagliare le proposte. Saranno poi Governo e Parlamento a sancire le categorie da inserire nella lista definitiva dei mestieri gravosi che consentono l’uscita anticipata dal lavoro.

BENZINAI E TASSISTI IN PENSIONE A 63 ANNI: LO STATO DELLE COSE

Istituita nel 2018 ma operativa solo da alcuni mesi, la Commissione sui lavori gravosi ha stilato la nuova lista di lavori usuranti ricalcolando con criteri scientifici gli indici statistici forniti da INPS, INAIL e ISTAT che valutano la fatica fisica e psicosociale delle mansioni svolte, oltre che gli indici legati agli infortuni e agli incidenti sul lavoro. Il ricalcolo, come detto, ha allargato da 65 a 203 le mansioni pesanti che potrebbero permettere di anticipare la pensione a 63 anni tramite l’APE sociale, per una potenziale platea di circa mezzo milione di lavoratori.

L’APE sociale, ricordiamolo, è l’assegno ponte dell’INPS (fino a 1.500 euro al mese) che scatta all’età di 63 anni (e almeno 36 di contributi) e dura fino al conseguimento della pensione di vecchiaia o di anzianità. Come requisito è richiesto anche di aver svolto una mansione gravosa per sei anni negli ultimi sette, oppure per sette anni negli ultimi dieci. Ovviamente tra gli obiettivi del Governo c’è anche quello di tamponare in qualche modo l’abolizione di Quota 100, fissata a fine 2021, con un altro provvedimento a favore dei lavoratori che ‘vedono’ la pensione.

Attenzione: anche l’APE sociale, che esiste dal 2017, scade alla fine del 2021, ma la commissione ha già proposto di prolungarla per cinque anni. Magari modificandola un po’, visto che, come sottolinea un articolo del Corriere della Sera, finora ne hanno usufruito solo 4.300 lavoratori, probabilmente per i requisiti troppo rigidi (36 anni di contributi sono difficili da raggiungere, specie per le donne, e infatti c’è l’idea di abbassare il limite a 30 anni e di favorire l’accesso alle lavoratrici e ai disoccupati di lungo corso).

LAVORI GRAVOSI: LA LISTA DELLE NUOVE CATEGORIE PROPOSTE

Ma vediamo alcune di queste nuove categorie di lavori gravosi che sono in lizza per entrare nell’elenco definitivo a cui spetta la pensione anticipata. Per il settore che più ci interessa, automotive e trasporti, ci sono benzinai, tassisti e autisti di tram e bus.

– Bidelli

– badanti e colf

– saldatori

tassisti

– falegnami

– valigiai

conduttori di autobus e tranvieri

benzinai

– conduttori di macchinari in miniera

– insegnanti delle scuole elementari

– commessi

– cassieri

– operatori sanitari qualificati

– magazzinieri

– portantini

– forestali.

Spetterà al Governo, su proposta del MEF e del Ministero del Lavoro, decidere quali di queste categorie includere, in funzione anche dei fondi da stanziare in sede di Legge di Bilancio 2022.

LAVORI GRAVOSI: LA LISTA ATTUALE

Queste, invece, le attuali 15 categorie di lavori considerati ufficialmente ‘gravosi’ e che già usufruiscono, su richiesta, dei benefici dell’APE sociale (sono già compresi gli autisti dei mezzi pesanti e dei treni).

– Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;

– conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;

– conciatori di pelli e di pellicce;

conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;

conduttori di mezzi pesanti e camion;

– personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;

– addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza;

– insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;

– facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;

– personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;

– operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

– siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature;

– operai dell’agricoltura, della zootecnia e pesca;

– pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare dipendenti o soci di cooperative;

– marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e acque interne.

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