Auto usate: a gennaio +7,4% con oltre 288 mila passaggi

Le auto usate diesel crescono più di quelle a benzina con 187 passaggi di proprietà ogni 100 auto nuove vendute

5 febbraio 2019 - 17:34

Inizia il nuovo anno ed è già tempo di primi bilanci. L'Aci traccia una panoramica del mercato dell'auto in Italia. Dai numeri emerge che lo scorso mese di gennaio ha messo a segno un incremento del 7,4% dei passaggi netti di proprietà. Insomma numeri che ci parlano di un mercato vivace a dispetto dei presagi. Eppure emerge la flessione delle iscrizioni di auto diesel con uno -0,3% rispetto a gennaio 2018. Netto calo della loro quota sulle vendite mensili totali che precipitano dal 54,2% al 41,3%. Ecco invece che l'aumento dei passaggi di proprietà delle vetture a gasolio di seconda mano delinea uno scenario ulteriore. Le concessionarie si “liberano” di motorizzazioni scomode sulla scia di un mercato che si orienta sempre piùverso altre motorizzazioni. Vediamo tutti i dettagli della ricerca.

NUMERI ALLA MANO Inizia l'anno ed è già tempo di bilanci. I risultati sono positivi per il mercato italiano quando si parla di vetture di seconda mano. Lo scorso mese di gennaio 2019 ha messo a segno un incremento del 7,4% nel numero dei passaggi netti di proprietà. Attenzione perché si tratta di un dato rilevante in quanto depurato dall'effetto distorsivo delle minivolture, ovvero i trasferimenti temporanei a nome del concessionario operati in attesa della rivendita dell'auto al cliente finale. Nello specifico, rispetto all'analogo mese del 2018, per ogni 100 vetture nuove a gennaio ne sono state vendute 187 usate. Anche a gennaio è proseguita, seppure in misura più lieve rispetto ai mesi precedenti, la contrazione numerica delle prime iscrizioni di auto diese con uno -0,3% rispetto a gennaio 2018. Nei fatti un netto calo della loro quota sulle vendite mensili totali precipitate dal 54,2% al 41,3%. Altro dato è l'aumento dei passaggi di proprietà delle vetture a gasolio di seconda mano, con un incremento mensile del 3% e una quota di mercato in crescita al 54,8,% rispetto al 53% registrato nel gennaio 2018.

NEL DETTAGLIO Insomma il mercato fugge dal diesel ritenuto una “motorizzazione non più prediletta” dai consumatori italiani. Bilancio mensile negativo, al contrario, per i passaggi di proprietà dei motocicli che, seppur a fronte di una lieve crescita delle prime iscrizioni, hanno messo a bilancio al netto delle minivolture un calo del 6,3%. Nel primo mese del 2019, nel suo complesso, tutto il macro-mercato dell'usato ha archiviato un incremento deciso del 5,1% per tutti i veicoli rispetto a quanto accaduto a gennaio 2018. Insomma l'analisi statistica realizzata dall'Automobile Club d'Italia sui dati del PRA, ci parla anche del segno meno per le radiazioni. Tanto nel settore delle quattro ruote che in quello delle due ruote le radiazioni sono in calo. Queste hanno evidenziato una variazione mensile negativa del 10,9%, in gran parte da attribuire alle quasi 30.000 radiazioni d'ufficio effettuate nel gennaio 2018 per conto della Regione Lazio. Non a caso nel mese di gennaio 2019 si registra per altro verso un aumento del 10% delle demolizioni. Quanto al tasso unitario di sostituzione, questo nel mese di gennaio risulta pari a 0,96. Cioè ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 96 (Leggi mercato auto Europa in pareggio).

VISIONE GLOBALE Decisamente più rilevante la diminuzione rilevata nelle radiazioni di motocicli, che hanno archiviato il mese di gennaio con una variazione mensile negativa del 40,1%. Anche in questo caso il dato è da mettere in relazione con le quasi 7.000 radiazioni d'ufficio effettuate dalla Regione Lazio a gennaio 2018. Insomma nel complesso il primo mese del 2019 ha visto le radiazioni dei veicoli in generelae archiviare un calo complessivo del 14,7% (Limiti CO2 Italia fuori dall'esenzione). I primi dati del 2019 ci parano quindi di una grande cautela dei consumatori verso il mercato auto. Il diesel riscontra una crescita nei passaggi di proprietà confermando il trand calante nel mercato italiano. I consumatori si orientano verso altre alimentazioni e, di conseguenza, anche le concessionari mirano ad alleggerire i propri investimenti nel campo del diesel.

 

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