Acquisto auto: com'è cambiato il mercato tra il 2018 e il 2019?

Nel 2019 l'Italia ha perso il primato per le utilitarie vendute: cambiano le abitudini dei consumatori e i modelli che mantengono il valore usato

11 febbraio 2019 - 14:48

Il mercato auto è cambiato profondamente negli ultimi anni, tanto quanto le scelte degli automobilisti privati di fronte all'acquisto di un'auto nuova. Una corrente che già nel 2018 aveva preso forza con il crollo degli ordini da parte delle aziende (che comprano per circa il 40% in volumi) e che nel 2019 è confermata ulteriormente da una serie di indizi che il rapporto dell'Associazione Nazionale Filiera Industria autoveicoli ha anticipato nel report sulla struttura del mercato auto a gennaio 2019.

COSTO BENZIAN E GASOLIO Meno diesel e più benzina, la flessione delle vendite è da un lato influenzata dall'incertezza del mercato (cosa ne sarà delle moderne auto diesel tra qualche anno?) e in parte alimentata dalla diminuzione dei prezzi dei carburanti. Mentre però il diesel è sceso di appena 0,6% nel 2018, il prezzo della benzina è diminuito nello stesso periodo del 5%. E si fa strada l'ipotesi che il gasolio possa presto costare più della benzina come accade già in molti Paesi d'Europa. Le vendite di auto diesel a gennaio 2019 hanno subito un altro tonfo del -31% rispetto allo stesso mese del 2018. All'estremo opposto le vendite di auto a benzina sono aumentate del +28% superando la quota del 45%, oltre anche le diesel che si sono fermate al 41%.

LE AUTO IBRIDE SI FANNO SPAZIO Nonostante non siano ancora attivi gli incentivi statali sull'acquisto delle auto nuove, a gennaio 2019 le auto elettriche e ibride continuano a registrare crescite significative. Le auto ibride sono state 8514 – cioè poco più del 5% del mercato a gennaio 2019 –  con una crescita del +18,8%. A fronte di un aumento delle immatricolazioni di auto elettriche rispetto allo stesso mese del 2018 a +15,8% sebbene i volumi siano ancora limitati allo 0,2%.

IL SUV E' L'UNICO SEGMENTO CHE TRAINA La fotografia del mercato italiano mostra anche che la scelta dei consumatori è mutata dalla tradizionale predisposizione del nostro Paese all'acquisto delle utilitarie, ai SUV ma non tutti. Nel 2019 infatti gli ordini di auto nuove sono stati positivi solo per il segmento delle superutilitarie (+7,3%), cioè quelle citycar ben al di sotto dei 4 metri di lunghezza, e dei SUV piccoli (+3,4%) (quelli derivati dalle citycar o utilitarie) e i SUV grandi +12,1% nel confronto tra gennaio 2018 e gennaio 2019. Tendenza opposta invece per le berline medie che perdono circa il 30% delle vendite, le sportive (-44,5%), le auto di lusso (-40,1%) e i monovolumi medi (-57,9%). Non che l'Italia fosse un Paese da Van, ma nel 2019 il mercato ha cementato il suo orientamento verso i SUV, unico segmento che le Case costruttrici si affannano a rinnovare con nuovi modelli capaci di assecondare esigenze e peculiarità dei segmenti che non tirano più.

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