Assistenti vocali indispensabili per l’80% degli automobilisti USA

JD Power ha svolto un sondaggio negli Usa sugli assistenti vocali. Sono 5.010 gli americani intervistati e il 59% sceglie l'auto che li porta a bordo.

12 aprile 2019 - 20:29

Gli assistenti vocali arrivano in auto. La società di consulenza JD Power ha fatto una ricerca per capire cosa pensano i consumatori di queste tecnologie e se le vorrebbero in auto. Gli intervistati hanno un veicolo entro i 5 anni di età che monta un assistente vocale. La loro opinione è stata quindi utile anche per capire come questi sistemi debbano migliorare. Dallo studio emerge che il 59% degli intervistati è interessato a comprare l’auto di un brand che propone a bordo un assistente vocale. Lo sviluppo di queste tecnologie ha permesso di migliorare la soddisfazione degli utenti. Nel 2018 il 5,7% degli utenti ha avuto problemi nell’utilizzo del proprio assistente ma erano l’8,7% nel 2015.

ASSISTENTE 2.0

Degli assistenti vocali si è parlato per decenni senza offrire nulla di concreto al mercato. Negli ultimi anni grazie a cloud computing e machine learning, la tecnologia informatica è in grado di elaborare milioni di parole e ha permesso di realizzare questo sogno. Per un computer comprendere il contesto di una conversazione in modo chiaro non era mai stato possibile. Grazie ai progressi nella potenza di calcolo, la tecnologia vocale ha iniziato a cambiare le nostre giornate. Con un comando semplice e naturale come la voce, le persone di tutte le età possono facilmente completare attività quotidiane. Dalla riproduzione della musica alla lettura delle notizie tutto avviene senza muovere un dito. Si tratta di progressi incredibili ma non certo di un punto di arrivo. Una indagine JD Power ascolta l’opinione dei possessori americani di questi dispositivi per capire come stanno cambiando la vita anche in auto.

VOCE AL CENTRO

Sempre più aziende cercano di estendere l’utilizzo della voce all’auto. Secondo lo studio il 76% degli intervistati vuole in auto un assistente vocale della stessa marca di quello che ha già a casa. Spesso ci sono problemi di utilizzo e incomprensioni che danneggiano la user experience. J.D. Power ha creato un modello composto da quattro elementi per andare più a fondo: comprensibilità, usabilità, fiducia e utilità. Ogni elemento della User Experience è strettamente legato e capace di fare la differenza. Comprensibilità e usabilità sono molto importanti perché avvicinano il consumatore alla tecnologia e gli fanno costruire una relazione con essa. Le persone che usano servizi vocali basati sullo smartphone connesso all’auto sono le più soddisfatte. Il campione ha valutato l’esperienza come 7,37 su una scala di 10 punti. Sulle ultime auto non sono pochi i sistemi di infotainment che permettono di usare l’assistente vocale dello smartphone.

ESPERIENZA UTENTE

Se la voce è la forma più naturale di comunicazione per un essere umano per un computer non è immediata. Negli ultimi anni i proprietari di veicoli identificano i tradizionali sistemi di riconoscimento vocale come uno dei primi tre problemi. Questo è dovuto alla difficoltà nel capire come funzionano e dalla frustrazione per le sue funzionalità limitate. Su una scala di 10 i problemi degli utenti sono calati passando al 5,7% nel 2018, rispetto all’8,7% del 2015. Come detto oggi molti utenti usano un assistente vocale grazie mirroring degli smartphone come Apple CarPlay o Android Auto. Ci sono anche sistemi nativi come Alexa Auto già presente su Ford, Toyota e Seat. Interessanti anche i dispositivi aftermarket come quelli di Anker, Garmin e della stessa Amazon che portano gli assistenti vocali anche sulle auto meno recenti.

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