Assemblea Anfia: da Mario Monti risposte vaghe e inadeguate

Speranze e proposte della filiera automotive per uscire dalla crisi del settore, ma dall'esecutivo solo risposte vaghe e inadeguate

14 dicembre 2012 - 9:25

Si è svolta ieri a Roma, presso il Teatro Caprinica, l'annuale Assemblea Pubblica ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), con l'obiettivo di fornire un quadro autorevole e aggiornato sul settore automotive nel mondo, in Europa e in Italia e di presentare nuove proposte sulle quali lavorare da subito in questi tre scenari, per garantire alla filiera italiana un futuro migliore. Sono intervenuti nell'ordine: Ralf G. Kalmbach, membro dell' Executive Committee e Responsabile dell'Automotive di Roland Berger Strategy Consultants; Carlo Pettinelli, Direttore responsabile per la crescita sostenibile UE 2020 per le imprese e l'industria della Commissione Europea; Aurelio Nervo, Amministratore Delegato di SKF Industrie S.p.A.; il Presidente ANFIA Roberto Vavassori ed infine il Presidente del Consiglio Mario Monti.

NUOVA STRATEGIA DI POLITICA INDUSTRIALE – Kalmbach ha illustrato lo scenario internazionale in una prospettiva a breve e lungo termine, completando la sua esposizione con interessanti grafici sugli andamenti dei vari mercati mondiali dell'auto. Carlo Pettinelli si è poi concentrato sulla nuova strategia di politica industriale proposta dalla Commissione europea per una moderna reindustrializzazione, che i Ministri Ue hanno approvato il 10 dicembre scorso, insieme al piano d'azione per le auto europee “Car 2020“, il cui obiettivo è quello di arrivare, entro il 2020, al 20% del PIL frutto del settore manifatturiero.

INDUSTRIA DELL'AUTO A RISCHIO IN ITALIA – Estremamente interessante e realistico l'intervento di Aurelio Nervo di SKF che ha descritto le sfide che una multinazionale del settore automotive operante in Italia si trova ad affrontare in un periodo di forte criticità economica, puntando sulla diversificazione dei prodotti e sul processo di internazionalizzazione. Tra i vari fattori che contribuiscono, in modo negativo, alla scarsa competitività delle nostre aziende, Nervo ha citato “Per primo il costo dell'energia, che vede un divario così importante nei confronti degli altri Paesi europei, da scoraggiare quelle produzioni che richiedono alti consumi energetici”. Inoltre Nervo ha puntato il dito sul mercato del lavoro ancora troppo rigido, sulle infrastrutture, i sistemi logistici e la complicazioni burocratiche “inefficienti e tra i peggiori tra i Paesi avanzati”. A conclusione del suo intervento, l'Ad di SKF ha espresso un monito che appare tristemente verosimile: ” Se la produzione d'auto in Italia continuerà ad essere la più esigua tra i Paesi occidentali, ma non solo: penso, per esempio, a Paesi come Indonesia, Tailandia, dove vengono prodotte il doppio e il triplo delle vetture prodotte in Italia, allora rischiamo davvero un serio declino della filiera dell'auto”.

RICHIESTA ABOLIZIONE DI IPT E SUPERBOLLO – Il Presidente ANFIA, Vavassori nel suo intervento ha ricordato i 100 anni compiuti dall'Associazione ed ha posto l'accento sulle proposte di ANFIA riguardanti il mercato e la produzione. “In attesa che si ristabiliscano le condizioni per una ripresa della fiducia dei consumatori e delle imprese – ha dichiarato Vavassori- “occorre varare misure fiscali che consentano al mercato auto italiano di ritornare su un livello fisiologico, intorno ai 2 milioni di unità l'anno. ANFIA è disponibile a rimodulare insieme ai Ministri competenti il carico fiscale attuale, attuando un alleggerimento compatibile con le esigenze di gettito per l'Erario.” In merito all'insopportabile carico fiscale gravante sull'auto, il Presidente ANFIA ha peraltro esplicitamente chiesto l'abolizione della IPT (che non trova riscontro in altri Paesi UE) e dell'iniquo superbollo gravante sulle vetture più potenti, che non ha creato gettito aggiuntivo ma solo il tracollo delle vendite delle vetture di segmento premium, con forti mancati introiti di IVA, bollo e altre tasse per lo Stato.”Dal punto di vista della produzione- ha proseguito Vavassori- le proposte che avanziamo sono: la riduzione di almeno l'80% della componente A3 del costo dell'energia per le imprese ad alta intensità energetica, come quelle dell'automotive; una deroga al Patto di stabilità per consentire investimenti mirati sul trasporto locale (autobus e veicoli raccolta rifiuti) e per il pagamento dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione verso le imprese fornitrici”. Il Presidente ANFIA auspica inoltre una effettiva reciprocità nei liberi scambi internazionali, come previsto dagli accordi siglati dalla UE. A conclusione del suo intervento Vavassori ha proposto l'istituzione di una Consulta sul settore automotive, che diventi l'interlocutore privilegiato per i provvedimenti legislativi che riguardano il settore mobilità.

ORECCHIE DA MERCANTE SULLA FISCALITA' – Il Presidente Mario Monti, nel suo intervento, ha volutamente ignorato le legittime richieste di alleggerimento fiscale sull'auto, invocate poco prima dal Presidente dell'ANFIA, limitandosi ad argomentare sui problemi di competitività dell'industria nazionale nel quadro mondiale. Ma l'industria e il mercato dell'auto sono in crisi soprattutto in Italia perché il mercato interno ha subito, dal 2008, un tracollo drammatico del 46%, dato non riscontrabile in nessun altro Paese europeo, né del resto del mondo.

PROPOSTA UNA CONSULTA DELL'AUTOMOTIVE – Nel suo intervento conclusivo, il Premier Mario Monti ha accolto con interesse la proposta di ANFIA di una Consulta dell'automotive, secondo la formulazione e gli obiettivi suggeriti dall'Associazione, la quale ora si impegnerà a verificare con i relativi referenti istituzionali la fattibilità dell'iniziativa. A nostro parere, le risposte fornite dal Premier uscente alle istanze e al grido di dolore di tutta la filiera automotive, sono inadeguate e contraddittorie. Monti, se da un lato definisce il settore auto “un tassello fondamentale del tessuto economico e produttivo del Paese”, dall'altro non ha esitato un istante a penalizzarlo pesantemente con una tassazione iniqua e dannosa per tutto il comparto. Infatti, non possiamo ignorare che tra i primi provvedimenti approvati dal Governo dei “Tecnici” vi è stato l'aumento sconsiderato del prelievo fiscale (già ai vertici a livello europeo) sulle auto attraverso tutte le forme possibili (accise sui carburanti, IVA, IPT, aliquota regionale sui bolli, superbolli) e, come se non bastasse, instaurando un clima da inquisizione, da caccia alle streghe, nei confronti dei possessori di vetture considerate “di lusso” in base a parametri assai discutibili e forse più degni di un paese a regime totalitario.

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