Assemblea ANFIA 2013: fare Industria Automotive in Italia oggi si può e si deve

Tra gli obiettivi del 2014 la riduzione del caos normativo e della rigidità del mercato del lavoro, e la riforma della fiscalità sull'auto

30 dicembre 2013 - 8:00

Il 18 dicembre 2013 si è svolta a Roma l'Assemblea Pubblica ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) presso l'Auditorium della Tecnica di Confindustria, alla presenza del Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, con l'obiettivo di delineare il quadro dell'andamento del settore nell'ultimo anno a livello mondiale, europeo e nazionale e, soprattutto, di affrontare il tema del rilancio di competitività dell'industria automotive italiana.

SOSTEGNO DEL GOVERNO ALL'AUTOMOTIVE ITALIANA – Ha aperto i lavori il Presidente dell'Associazione Roberto Vavassori, introducendo il videomessaggio inviato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, che ha espresso il sostegno del Governo all'industria automotive italiana, come comparto chiave dell'economia del Paese. Il fil rouge dell'evento ha preso il via dallo scenario europeo, con l'intervento di Romualdo Massa Bernucci – Direttore del Dipartimento per le Operazioni in Italia, Malta e Balcani occidentali della Banca europea per gli investimenti (BEI), che ha illustrato le potenzialità e le opportunità offerte dalla BEI, in particolare alle PMI del settore, per progetti di Ricerca e Sviluppo, per investimenti materiali e per l'incremento del circolante. Si è dato poi spazio al confronto con le politiche industriali di successo attuate negli ultimi mesi dal Governo spagnolo, anche per il settore automotive, rappresentato da Manuel Valle Muñoz – Direttore Generale per l'Industria e la Piccola e Media Impresa del Ministero dell'Industria, dell'Energia e del Turismo spagnolo. Valle Munoz ha sottolineato i positivi risultati ottenuti dai recenti provvedimenti, anche di natura fiscale, a favore del settore auto, con un incremento delle vendite di oltre il 15%, unico mercato in Europa che possa vantare tale brillante risultato nel 2013.

SEMPRE PIÙ ARDUO FARE AUTOMOTIVE IN ITALIA – Con la successiva relazione di Guido Pier Paolo Bortoni – Presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, il focus si è spostato sull'Italia, concentrandosi sulle azioni portate avanti dall'Authority per ridurre i costi dell'energia elettrica (es. riduzione oneri di sistema previsti nell'art. 39 del Decreto Legge n. 83/2012, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e con Confindustria) e del gas. Il caso concreto di un'azienda che ha investito in Italia due anni fa portando a compimento un'operazione di salvataggio e rilancio di una realtà imprenditoriale storica nel panorama manifatturiero del nostro Paese, è stato poi presentato da Paolo Ramadori – Chairman e Managing Director di Oerlikon Graziano Group S.p.A. Nel 2010 la soc. Graziano, acquisita poi dalla svizzera Oerlikon, era sull'orlo del fallimento. Alla relazione del Presidente ANFIA Roberto Vavassori, ha fatto seguito l'intervento del Sottosegretario De Vincenti e il saluto conclusivo di Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria che ha dichiarato:”Fare automotive in Italia oggi è una missione sempre più ardua. Quali sono le condizioni essenziali per renderla sostenibile? L'evento di oggi ha l'obiettivo di dare una risposta concreta e pragmatica a questo interrogativo”. Squinzi ha inoltre sottolineato i “desolanti” dati sulla produzione auto in Italia ed auspica interventi urgenti per rilanciare il settore. Tra i problemi che attanagliano la nostra economia, Squinzi ha posto l'accento sulla burocrazia opprimente e le inadempienze della pubblica amministrazione.

DE VINCENTI: UN INTERVENTO… INSIPIDO – Deludente e assai vago, come da tradizione, l'intervento del Sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti, nonostante i brillanti esempi di Spagna e Gran Bretagna siano a portata di mano e perfettamente emulabili. Il vice ministro ha solo accennato genericamente ad eventuali forme di incentivazione a favore dei veicoli ecologici (metano, elettrico), che, come tutti sappiamo, oltre ad essere inutilmente demagogici e discriminatori, costituiscono una goccia nel mare e non possono risolvere alla base i problemi dell'intero comparto. Purtroppo, anche l'attuale esecutivo ha una visione assai distorta e limitata delle problematiche della filiera auto e si ostina a non voler rivedere profondamente gli aspetti fiscali che deprimono pesantemente tutto il settore automotive. E' altrettanto evidente l'assenza di un interlocutore forte, come lo era un tempo Fiat (ormai fuori da Confindustria e da ANFIA), che possa indirizzare positivamente le politiche di tipo economico e industriale nel nostro Paese.

FARE INDUSTRIA AUTOMOTIVE IN ITALIA OGGI SI PUÒ E SI DEVE – Vavassori: “Come comparto automotive, vogliamo essere parte attiva e, insieme, strumento di realizzazione, della strategia Europa 2020, secondo cui il peso dell'industria manifatturiera nel PIL europeo dovrà arrivare al 20% nel 2020. Ora, per inciso, questa percentuale si è contratta passando dal 15,5% di un anno fa, al 15,1% nell'estate del 2013. Chi era presente alla nostra Assemblea di un anno fa – ha proseguito il Presidente – potrà ricordare che chiedevamo (al Governo Monti, ndr) l'istituzione di una Consulta permanente, che potesse divenire lo strumento attraverso il quale proporre per il nostro settore una legislazione competitiva, raccordando le istanze dei diversi Ministeri competenti con le necessità delle nostre imprese. Oggi la Consulta è una realtà, uno strumento funzionale per la realizzazione di un quadro coerente di provvedimenti di politica industriale a favore della competitività del settore, indispensabile e urgente per smuoverci dalle sabbie mobili nelle quali, oggi, il nostro settore è intrappolato. Certamente, la competitività complessiva delle nostre imprese, oggi fortemente compromessa, richiede uno scenario di Paese diverso dall'attuale. Tra le misure necessarie in questo senso: diminuire il caos normativo, sia autorizzativo che fiscale e l'entropia insopportabile della burocrazia, ridurre la rigidità del mercato del lavoro e riformare la fiscalità sull'auto rendendola meno opprimente (oggi è giunta a quasi 73 miliardi di euro l'anno), abolendo gli inutili balzelli recentemente introdotti, quali il superbollo e la assurda diminuzione dei vantaggi fiscali per le auto aziendali. La risposta alla domanda iniziale di questa mattinata è quindi una sola e, prendendo a prestito il motto del programma proposto da Confindustria per il nostro Paese a febbraio, concludo dicendo che fare industria automotive in Italia oggi si può e si deve”.

 

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