Aree di servizio: prezzi alle stelle sulle autostrade italiane

Un'indagine svela che i prezzi nelle aree di servizio sulle autostrade italiane sono carissime

2 aprile 2013 - 6:00

Viaggiare in autostrada è sempre più costoso: questione di pedaggi? Non solo. È il prezzo l'aspetto che fa più arrabbiare quei consumatori che si fermano alle stazioni di servizio. È quanto emerge dalla ricerca realizzata dall'Unione nazionale consumatori con l'Istituto Piepoli sulla soddisfazione dei consumatori rispetto alla ristorazione autostradale.

VOTI NON MOLTO ALTI – Secondo l'indagine, il 37% degli intervistati dà un voto tra 1 e 5 (su un massimo di 10) alla convenienza dei prezzi, mentre il 46% la valuta tra il 6 e il 7. Le offerte promozionali risollevano la valutazione per l'offerta economica, ma non nel Sud del Paese dove il voto che i consumatori danno alla varietà e alla convenienza delle offerte promozionali si attesta a 5,7 (la media nazionale è di 6,1). Ecco il commento di Nicola Piepoli, presidente dell'Istituto di ricerca sull'indagine: “Gli italiani sono sempre felici di fermarsi nelle aree di servizio, è una pausa irrinunciabile soprattutto quando sono in vacanza; una clientela di 25 milioni di persone all'anno, che si fermano a mangiare, vanno alla toilette, comprano biscotti. Un esercito di persone da sfamare in modo adeguato, con competenza e capacità di innovarsi: benino il personale e la pulizia, da correggere il tiro sui prezzi, e sicuramente la qualità delle aree del Sud. In generale è da estendere a tutta Italia la capacità di rinnovarsi, una strada su cui proseguire perché gli italiani lo richiedono”.

QUATTRO EURO, UN PANINO –  “A giudicare dai risultati – dice Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione nazionale consumatori -, i consumatori ritengono la sosta in autostrada troppo cara e come dar loro torto: in effetti, spendere più di quattro euro per un panino ci sembra un po' esagerato, così come due euro per una bottiglietta d'acqua e più di un euro per un caffè; secondo i dati sono soprattutto i viaggiatori 'professionali' (cioè coloro che si spostano per esigenze di lavoro o i pendolari) a essere più scontenti del servizio. Non manca chi si ingegna per trovare delle alternative: qualcuno si porta il pranzo da casa, altri preferiscono uscire dall'autostrada e mangiare in un posto tipico, altri ancora selezionano i punti vendita in base alle offerte più convenienti. Chi si muove occasionalmente per vacanza, invece, è probabilmente quasi rassegnato all'idea di dover spendere in autogrill come se fosse in una costosa località turistica”. Maurizio Caprino, giornalista e autore del blog Strade sicure, parla dell'effetto “cattedrale nel deserto”: “Il giudizio dei consumatori che emerge dalla ricerca mi sembra in linea con quello che è stato fatto negli ultimi dieci anni: investimenti in strutture che hanno sensibilmente migliorato il servizio in autostrada, anche se non dovremmo dimenticare che certi oneri si ribaltano inesorabilmente sui prezzi, cosa deleteria per i consumi in tempo di crisi. Questa, poi, si riflette nelle critiche sull'igiene: infatti, l'altra mossa che spesso si fa per far tornare i conti è ridurre il personale, trascurando quindi anche la pulizia. È un po' un effetto che potremmo chiamare 'cattedrale nel deserto', anche a causa del calo del traffico”.

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