Apple blinda l'iCar e si avvicina l'ipotesi del lancio

Apple non ha voluto rischiare di perdere il marchio dell'auto come già successo con l'iWatch e ha registrato i domini web legati alla Titan

11 gennaio 2016 - 11:18

È probabile che la Apple abbia fatto un passo avanti nella sua avventura automobilistica. Per capirci meglio: non si hanno notizie certe del debutto della futura Project Titan, iCar, Apple Car (tutti nomi affiancati al progetto), così come non si hanno nuove informazioni tecniche, ma pare che l'azienda di Cupertino abbia registrato alcuni domini online di natura automobilistica circa un mese fa. Cosa può significare? Tutto o niente, di fatto Apple ha imparato da una storia recente che è meglio avere le “spalle coperte”. Ecco il perché di questa scelta, nella speranza che qualcosa in più sulla “iCar” si venga presto a scoprire.

C'E' MOLTA ATTESA – Nel momento in cui si registra un dominio o si brevetta un'idea, lo spazio che si lascia al tempo è indefinito, nel senso che si tratta più di una strategia utile a far propria la novità futura, piuttosto che l'annuncio imminente del suo arrivo. Ad ogni modo la notizia ha suscitato molto interesse sia tra gli addetti ai lavori che tra gli appassionati di Apple e dell'automobile. Anche perché la vettura che porterà il logo della “mela morsicata” è stata già da mesi oggetto di discussioni ed è “rimbalzata” svariate e infinite volte tra le “pagine di cronaca”.  Si sa che non arriverà prima del 2020 (ma un ex dirigente Apple ha detto che si farà, leggi qui le sue dichiarazioni), ma l'azienda di Cupertino gioca al “tira e molla”, lanciando di tanto in tanto delle novità a riguardo, per poi gettare acqua sul fuoco e proclamare tranquillità. Eppure non è nel carattere di Apple stare a guardare una concorrenza che invece lavora tenacemente su progetti simili, pertanto quest'ultima novità potrebbe significare qualcosa in più.

I DOMINI CI SONO – L'acquisto dei domini sarebbe avvenuto lo scorso dicembre, anche se solo nelle ore passate si è svelato il passo di “appropriazione”. Pare dunque che Apple abbia registrato tre domini di primo livello, ovvero apple.car, apple.cars e apple.auto. Dagli screenshot apparsi in rete, i quali comprendono anche una schermata del relativo “Whois”, si apprende come i tre indirizzi siano stati gestiti tramite il registrar “MarkMonitor” e comunque al momento non risultano attivi. Bisogna ragionare su una questione più ampia, se si vuole dare una chiave di lettura diversa a questo passo. Perciò si possono avere in mente delle domande: per quale motivo la società californiana dovrebbe far scoprire il debutto della sua iCar, attraverso la registrazione di tre domini? E' possibile che gli indirizzi facciano riferimento a CarPlay e non alla “Apple Car”? E' possibile che i tre indirizzi facciano riferimento a sezioni aziendali dedicate ad accessori e tecnologie per l'automobile (leggi qui l'idea di Apple di realizzare la targa digitale)? Tutto è possibile, come lo è un'altra questione che vi raccontiamo nel paragrafo successivo.

LA STORIA INSEGNA – Il progetto segreto di Apple per un'automobile elettrica è stato identificato con vari nomi, a tal punto che, anche da questo punto di vista, non si ha nessuna certezza. Per il resto è sicuro che Apple ha assunto un gran numero di professionisti provenienti da aziende come Tesla, Ford, General Motors, indizio che porta a una conferma quasi certa del suo progetto automobilistico. La registrazione dei domini avrebbe però altri significati, perché in passato la società californiana ha peccato di ingenuità; ecco il perché. La società “Probendi Ltd”, con sede in Irlanda, ha contrastato Apple, comunicando di essere titolare del marchio comunitario “iWatch” registrato il 3 agosto del 2008, rivendicando di essere gli unici legittimati nell'Unione europea a poter usare la dicitura “iWatch” legata agli smartwatch. La software house irlandese ha così denunciato il produttore di Cupertino perché avrebbe utilizzato il termine “iWatch” nei risultati di ricerca di Google per indirizzare gli utenti verso il proprio wearable.

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