Animali selvatici in autostrada

Animali selvatici in autostrada: gestore non responsabile dei danni

Nel caso di collisione con animali selvatici in autostrada, il gestore non è responsabile dei danni se ha provveduto a montare una recinzione adeguata

5 febbraio 2020 - 14:20

Una recente sentenza del giudice di pace di Roma, la 32557 depositata il 2 dicembre 2019, ha capovolto la convinzione, corroborata da numerose sentenze precedenti, secondo cui i gestori autostradali fossero sempre responsabili dei danni causati dagli animali selvatici sulle arterie di loro competenza. E invece il GdP ha stabilito che se la rete di recinzione dell’autostrada è integra, e nel caso in questione pare che lo fosse, il gestore non ha responsabilità per gli eventuali danni arrecati dagli animali che invadono la carreggiata ed entrano in collisione con i veicoli in transito.

ANIMALI SELVATICI IN AUTOSTRADA: SE LA RECINZIONE È INTEGRA IL GESTORE NON HA COLPE

Come riporta il sito del Sole 24 Ore, la sentenza di Roma ha sorprendentemente accolto la tesi difensiva di Autostrade per l’Italia. Che, appellandosi all’articolo 2051 del Codice Civile (“Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”), ha fatto leva proprio sul concetto di ‘caso fortuito’, dimostrando l’insussistenza del nesso di causalità fra evento e danno. In altri termini il giudice ha riconosciuto che ASPI ha posto tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza quel tratto di autostrada, installando un’adeguata recinzione. Di conseguenza non gli si può attribuire alcuna colpa se gli animali hanno trovato il modo di raggiungere lo stesso la carreggiata. A completare l’opera, orientando definitivamente la pronuncia del giudice di pace, è stata accertata pure la corresponsabilità del conducente per non aver ridotto la velocità alla vista di un capriolo sulla strada.

AUTOSTRADE: DANNI CAUSATI DA ANIMALI SELVATICI, SENTENZE CONTRASTANTI

Ma come mai abbiamo parlato di sentenza ‘sorprendente’? Perché, come anticipavamo all’inizio, in precedenza non sempre i tribunali si erano espressi alla medesima maniera su episodi simili, condannando spesso e volentieri i concessionari autostradali. Sempre il Sole 24 Ore ha ricordato per esempio la sentenza 1139/2017 del giudice di pace di Tivoli, secondo cui l’animale poteva essere entrato in autostrada in un punto lontano dal luogo dell’incidente e in cui nessuno aveva dimostrato che la recinzione fosse stata ispezionata. E la 37542/2016 del giudice di pace di Roma, che aveva dato anch’essa torto al gestore. Tuttavia lo stesso ufficio, con la sentenza 3018/2016, in un’occasione si era già pronunciato a favore di Autostrade, escludendo che su beni estesi come le arterie autostradali si possa attribuire al concessionario la responsabilità per le cose in custodia.

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