Ania Cares: si può cancellare il ricordo di un incidente stradale?

Al via il progetto Ania Cares per assistere i sopravvissuti ai gravi sinistri stradali e i parenti delle vittime

1 giugno 2015 - 9:00

È stato appena presentato il progetto Cares, ideato dalla Fondazione Ania (onlus assicurazioni) in collaborazione con La Sapienza Università di Roma e con la polizia stradale. Obiettiov, fornire assistenza psicologica alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari. L'intenzione è quella di dare un aiuto qualificato per reagire dopo un incidente stradale, superando le conseguenze psicologiche per danni fisici permanenti o per la perdita di una persona cara. Ania Cares avrà una durata triennale e nella prima fase sarà operativo grazie ad accordi con strutture sanitarie a Roma, Milano e Firenze.

QUALI NOMI – Il progetto è stato presentato dal presidente dell'Ania, Aldo Minucci, alla presenza di Roberto Sgalla, direttore delle specialità di polizia di Stato, Annamaria Giannini, docente di psicologia, coordinatore scientifico del progetto, Massimo Ammaniti, professore emerito di psicopatologia, Stefano Guarnieri, Associazione “Lorenzo Guarnieri”, Cristiano Violani, preside facoltà di medicina e psicologia, La Sapienza Università di Roma. Ania Cares sarà coordinato da Annamaria Giannini e, tra i consulenti, ci sono lo psicologo e psicoterapeuta Roger Solomon, consulente del Senato degli Stati Uniti, della Nasa, dell'Fbi e di varie forze dell'ordine, che ha seguito le vittime di tragedie come gli attacchi terroristici dell'11 settembre.

PER QUANTO TEMPO – “Si passerà – spiegano all'Ania – dall'elaborazione del protocollo di intervento alla sperimentazione su alcuni casi, che diventeranno alcune centinaia nel momento in cui l'iniziativa sarà a regime. Il progetto è stato testato nel corso dell'ultimo anno e l'intervento sarà fin da ora possibile su una decina di casi che potranno essere segnalati al numero telefonico 06 32688593

06 32688593″. Che però è a pagamento. “Nei prossimi mesi sarà disponibile un numero verde collegato a una rete di psicologi a livello nazionale che saranno reperibili 24 ore su 24”. E questa è una buona notizia: tutto gratis.

UN COMPITO DIFFICILE – Si tratta ovviamente di un compito arduo, sia per quanto riguarda l'aiuto a chi ha subìto il sinistro, sia per quanto concerne i familiari delle vittime. Grazie alla consulenza degli esperti, è stato tracciato il primo protocollo specialistico a livello mondiale per il trattamento del trauma psicologico dovuto ad un incidente stradale e di sostegno alle vittime stesse e ai loro familiari. Un modello che, oltre a migliorare il rapporto tra settore assicurativo e vittime degli incidenti stradali, rappresenta un sistema di intervento mai visto prima. Oltre al protocollo terapeutico, il progetto prevede la formazione di tutte quelle figure professionali che, a vario titolo, hanno contatti con le vittime di incidenti stradali e i loro familiari: dalle forze dell'ordine che intervengono al momento dell'incidente, passando per i medici legali ed i liquidatori assicurativi. In tal modo viene realizzato un approccio integrato, ma differenziato rispetto ai differenti momenti di contatto con le vittime. Perché gli incidenti possono avere conseguenze pesanti, perfino quelli lievi, i banali tamponamenti: mai sottovalutare nulla a livello psicologico (lo choc può presentarsi immediatamente o a distanza di tempo, e spesso non è misurabile dalle macchine). Proprio per questo, le assicurazioni dovrebbero sempre e comunque indennizzare in modo adeguato tutte le vittime, sia per le lesioni lievi sia per le lesioni gravi: è assurdo che pretendano il dimezzamento dei risarcimenti per sinistri nel disegno legge concorrenza.

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