Anas: il presidente Ciucci vuole la privatizzazione

Il presidente dell'Anas parla di società per azioni. Così sparirebbe il limite su stipendi e doppi incarichi

26 febbraio 2015 - 9:00

Si fanno più insistenti le voci di privatizzazione dell'Anas. Lo ha appena ribadito Pietro Ciucci, presidente del gestore della rete stradale e autostradale italiana, nel corso dell'audizione presso la commissione Lavori pubblici del Senato: “Il legislatore ha delineato per l'Anas, a partire dalla trasformazione in società per azioni, un percorso di progressivo avvicinamento al mercato, che la società ha seguito, in coerenza con le indicazioni ricevute dalle autorità di Governo, attraverso una pluralità di azioni finalizzate all'efficientamento della struttura nonché ad assicurare nell'ambito la massima trasparenza e l'efficace comunicazione”.

MASSIMALI ADDIO – Va subito detto che, con la privatizzazione dell'Anas, sparirebbe il limite su stipendi e doppi incarichi: un punto chiave della questione di cui il Governo Renzi dovrà tenere conto. Qualche osservatore un po' malizioso potrebbe anche fare una semplice ipotesi (tutta da dimostrare): se l'Anas esce dalla pubblica amministrazione, saltano i massimali sulla spesa, sulle assunzioni e sulle retribuzioni dei manager. Ma quali sarebbero i fattori per capire l'efficacia delle azioni adottate dal nuovo vertice Anas? Una serie di indicatori tra cui il riequilibrio del conto economico della società che è in utile a partire dal 2008. “A partire dall'esercizio 2009 – ha detto Ciucci -, la società ha distribuito un dividendo al ministero azionista per circa 30 milioni di euro complessivi, cui si aggiungono gli importi versati al ministero dell'Economia, in attuazione delle norme di spending review, per 15 milioni di euro complessivi”.

POLEMICHE SUGLI UTILI – Ciucci ha ricordato I risultati conseguiti dall'Anas dal 2006, anni in cui ha avviato quasi 210 nuovi lavori che hanno comportato un impegno complessivo di 13 miliardi di euro (cui vanno aggiunti 2 miliardi di euro di investimenti realizzati attraverso Quadrilatero Umbria Marche); e ha portato a termine opere per 1.500 km di strade e autostrade con un investimento di 16 miliardi di euro. qualcuno critica questa “enfasi” sull'utile Anas: in realtà, la rete stradale avrebbe bisogno di essere ancora più modernizzata e resa sicura, e il risparmio derivante da investimenti non elevati darebbe modo all'Anas di realizzare utili importanti.

QUALE VIA VERSO LA PRIVATIZZAZIONE – “Di recente – ha detto Ciucci -, il progetto di procedere alla privatizzazione di Anas è stato ribadito dall'attuale Governo, che ha inserito la società nel programma di privatizzazioni 2015-2016”. La privatizzazione, ha spiegato il presidente Anas, presuppone norme certe in ordine al funzionamento e al finanziamento della società, non soltanto in relazione alla copertura dei costi sostenuti per l'attività di gestione ordinaria della rete (come già avviene attualmente), ma anche per gli investimenti in nuove opere e manutenzione straordinaria, senza gravare integralmente sul bilancio dello Stato. Il finanziamento delle opere, ha aggiunto Ciucci, potrebbe essere realizzato, in tutto o in parte, con la previsione del pedaggio sulle nuove realizzazioni. Nonché attraverso l'eventuale introduzione graduale del pedaggio su parte della rete attuale dell'Anas (tenendo conto degli utilizzatori frequenti), al fine di consentire il finanziamento, anche parziale, dei nuovi investimenti e ridurre l'incidenza sul bilancio dello Stato degli oneri per la realizzazione di nuove opere.

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