Sardegna: guerra sindacati-Anas

Zoccheddu, Fit-Cisl, attacca l'Anas, definita "spaccona" sulla riapertura della 131

20 febbraio 2015 - 9:00

L'Anas ha annunciato di aver aperto al traffico il tratto tra il km 35,300 al km 40,300 interessato dai lavori ammodernamento della strada statale 131 “Carlo Felice” (Sardegna), nei pressi dell'abitato di Serrenti, in provincia del Medio Campidano. I lavori, che consistono nell'adeguamento a strada extraurbana principale della SS131, erano stati interrotti nell'ottobre del 2013 a seguito di risoluzione del contratto per inadempienza dell'impresa appaltatrice. Quindi, a seguito di nuova procedura di gara, i lavori di completamento sono stati assegnati ad altra impresa e consegnati ad agosto 2014. Il provvedimento prevede l'apertura al traffico lungo l'intera carreggiata dell'asse principale dal km 35,300 al km 40,823, in direzione Sassari, e dal km 37,000 al km 40,210, in direzione Cagliari. Sempre in direzione Cagliari, tra il km 35,050 e il km 37,000, il traffico procederà su un'unica corsia. L'apertura del nuovo tratto di strada prevede l'istallazione della segnaletica di cantiere e l'istituzione del limite di velocità a 50 km/h, in attesa della definitiva pavimentazione drenante che sarà eseguita non appena le condizioni climatiche lo consentiranno. Un comunicato, quello dell'Anas, che ha sfcatenato le ire del segretario della Fit Cisl Sardegna, Valerio Zoccheddu: “Si rimane francamente esterrefatti dall'enfasi che traspare nella nota Anas per l'apertura del tratto della 131 tra Sanluri e Serrenti: 8 anni per 5 km di percorso”.

NOTA AL VELENO – Zoccheddu, nella sua nota al veleno, sostiene che l'Anas in Sardegna continui “a fare il bello e il cattivo temp, tagliando risorse e personale, e lasciando le strade sarde in situazioni vergognose, con scarsa o nulla manutenzione”. Il risultato? “Rischi sulla sicurezza stradale a partire dalla principale strada della Sardegna, la 131, che nel tratto tra Macomer e Sassari, come dimostrato dai numerosi incidenti, deve essere percorso facendo slalom speciale tra le buche”.

NUMERI AGGHIACCIANTI – Stando al segretario generale Fit Cisl, il personale addetto alle manutenzioni delle strade dagli anni '90 sarebbe passato da 900 unità alle attuali 195 unità tra capi cantonieri e cantonieri. Mentre nei prossimi due anni si ridurranno di ulteriori 40 unità per pensionamento. “E ciò nonostante, come è evidente, i chilometri in carico all'Anas non si siano accorciati: 3.200 km di strade da gestire per lo più con appalti esterni. Il compartimento Anas della Sardegna è ormai diventato terra di conquista per le imprese oltre Tirreno che con ribassi anche di oltre 48% relegano le imprese sarde al ruolo marginale di sub-appalto, scaricando i risparmi sulla qualità degli interventi e sul costo del lavoro”.

“SARDEGNA: COLONIA AI CONFINI DELL'IMPERO” – Secondo i dati della Fit Cisl, da due anni mancherebbero i soldi per la segnaletica orizzontale, mentre gli altri compartimenti hanno la disponibilità economica per bandire le gare d'appalto. “Per la gestione della manutenzione ordinaria – prosegue Zoccheddu -, in Sardegna si fa un terzo della manutenzione che si fa in Piemonte. I risultati sulle strade si vedono tutti e soprattutto li sentono i cittadini e le loro auto. Fino al 2004, venivano stanziati 20 milioni di euro per ordinaria manutenzione e 25 milioni per manutenzione straordinaria per un totale di 45 milioni di euro”. La conclusione è al vetriolo: “È del tutto evidente che, come spesso accade nella distrazione se non nel disinteresse dei politici regionali, la Sardegna rimane per l'Anas una colonia ai confini dell'impero, da far dirigere a direttori compartimentali spediti in Sardegna per punizione o per far carriera, per evitare che possano disturbare le politiche romane interessate a ben più ricchi e appetitosi affari”. L'Anas replicherà alle accuse? Di sicuro, sono mesi pieni di polemiche per il gestore, dopo il crollo del ponte in Sicilia (più il secondo cedimento), e le accuse per le strade riparate male a fronte di utili da capogiro.

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