Anas, fra doppie entrate e trasferimenti d'oro

Si rincorrono le indiscrezioni sulle doppie entrate del presidente Anas Ciucci e sui trasferimenti costosi

3 marzo 2015 - 9:00

Non bastavano i doppi crolli del ponte Scorciavacche in Sicilia, non bastava il possibile terremoto ai vertici Anas, non bastano le polemiche sull'utile Anas (c'è chi azzarda che gli investimenti a favore della sicurezza non siano molto elevati, così da consentire di mantenere intatta la “cassa” per fare utili); non bastano i gossip sulla privatizzazione Anas sblocca-stipendi; adesso arrivano indiscrezioni sulle doppie entrate di Pietro Ciucci, presidente Anas, e sui trasferimenti costosi del gestore nazionale delle strade.

PRIMA QUESTIONE: DOPPIA ENTRATA – Già nel 2014, Daniele Martini, sulle pagine del Fatto Quotidiano, raccontava (come poi ha ribadito negli scorsi giorni): “L'Anas non è un'azienda per giovani. Comandano gli anziani, preferibilmente pensionati. A cominciare dal presidente, Pietro Ciucci, che zitto zitto se ne è andato in pensione un anno fa. Esattamente a settembre 2013, subito dopo aver ottenuto dal governo la riconferma alla guida dell'azienda pubblica delle strade. Così ora Ciucci a fine mese riscuote due volte: come presidente, incarico che ha gelosamente conservato, ovviamente, e come pensionato. Quanto riscuote? Di certo non poco. Fino a non molto tempo fa gli davano circa 750 mila euro l'anno, poi lui stesso si era decurtato l'assegno, facendo il primo della classe tra i dirigenti pubblici e vantandosi molto nelle interviste ai giornali di questa sua scelta tanto inusuale quanto popolare. Stando bene attento, però, a non far sapere in giro che nel frattempo aveva portato a casa una seconda entrata. Un rinforzo previdenziale sostanzioso considerando che Ciucci aveva 44 anni di lavoro alle spalle, molti dei quali da dirigente, in particolare all'Iri dove fu il cocco di Romano Prodi e divenne direttore generale”.

TUTTO GELOSAMENTE NASCOSTO – “La pensione di Ciucci – racconta il Fatto – è stata tenuta gelosamente nascosta dall'Anas. Di essa non si fa menzione nel dettagliato profilo pubblicato sul sito dell'azienda, per esempio, e Il Fatto ha dovuto penare per ottenere conferme ufficiali. Dopo molte insistenze l'ufficio stampa ha inviato una mail dettata dal presidente e dal contenuto anodino in cui si diceva che Ciucci aveva formulato una richiesta di pensione a settembre del 2013 avendo i requisiti per ottenerla. Ci sono voluti ancora alcuni giorni per avere conferma di ciò che a quel punto appariva ovvio, e cioè che Ciucci era un pensionato a tutti gli effetti. Il diritto alla privacy c'entra poco o niente con tutta questa riservatezza”.

SECONDO GUAIO: I TRASFERIMENTI – C'è un'altra indiscrezione. Sulla scrivania del presidente Pietro Ciucci in queste ore ci sarebbe un faldone che vale quasi mezzo milione di euro di denaro pubblico, sprecato, sia chiaro. Si tratterebbe di provvedimenti di trasferimento di alcuni capi compartimento regionali, dirigenti tecnici e funzionari che vengono promossi dirigenti. Sarebbero provvedimenti fermi da molto tempo e prevedibili con un minimo di programmazione. Ciucci invece per invogliare i suoi alti dirigenti ad assecondare le sue mosse tattiche sulla scacchiera italiana Anas, stando a voci di corridoio, fa uscire un “imprevedibile” provvedimento di trasferimento a decorrenza immediata o entro poche settimane in modo da far guadagnare denaro pubblico ai suoi collaboratori. Quanti soldi? Solo il giro di capi compartimento e dirigenti tecnici imminente si aggirerebbe addirittura sui 350.000 euro. Quando bastava informarli con 3 mesi di anticipo.

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