Alfa tornerà a splendere? Gli esperti frenano gli entusiasmi

FCA ripone molte speranze nella nuova Giulia, ma gli analisti dubitano di un ritorno alle antiche glorie. Ecco perché

30 giugno 2015 - 12:00

La nuova Alfa Romeo Giulia ha riacceso la passione nel cuore degli Alfisti e non solo. Anche in FCA sono molto fiduciosi con degli obiettivi che possono solo essere positivi. Tuttavia gli analisti sono scettici sul fatto che il gruppo Fiat Chrysler Automobiles e il suo amministratore delegato Sergio Marchionne possano raggiungere gli ambiziosi obiettivi stabiliti per Alfa Romeo, ciò nonostante il coinvolgimento da parte del mondo automobilistico alla vista della nuova berlina torinese che dovrebbe dare del filo da torcere alla concorrenza teutonica.

PASSIONE NON SIGNIFICA PER FORZA SUCCESSO – Un analista di Stanford C. Bernstein, Max Warburton, ha dichiarato che “nonostante il nostro amore per le Alfa del passato, non siamo convinti del suo futuro.” L'esperto ha spiegato che sebbene Alfa Romeo abbia una storia alle spalle, renderlo un marchio premium sarebbe come lanciare un'azienda da zero. Per Audi, questo processo è durato oltre 20 anni. Il grande ritorno di Alfa nel panorama automobilistico sarà sinonimo di investimenti pari ad una grande somma di capitali e questo vuol dire che non sarà in grado di far registrare profitti nel ciclo del suo primo prodotto. La Giulia rappresenta il primo modello del piano di 5 miliardi di euro di FCA per Alfa. Dopo di lei arriveranno un SUV nel 2016 e una berlina di lusso nel 2017.

GAMMA TROPPO DEBOLE? – Secondo il consulente di IHS, le vendite globali di Alfa dovrebbero aggirarsi sui 67.500 veicoli quest'anno rispetto alle 68.300 vetture consegnate lo scorso anno. Gli investimenti ridotti di Alfa negli scorsi anni hanno ridotto la gamma a due soli modelli di punta: la citycar MiTo e la compatta Giulietta, venduti principalmente in Europa. A livello globale troviamo invece l'attuale punta di diamante 4C, disponibile da poco anche in variante Spider. A maggio 2014, FCA aveva svelato un piano per Alfa, secondo il quale 8 nuovi modelli nasceranno tra il 2015 e il 2018. Questa gamma genererebbe 400.000 vendite globali entro il 2018 (150.000 solo nel Nord America), un dato confermato dallo stesso Marchionne la scorsa settimana, il quale ha aggiunto che un secondo modello debutterà 6 mesi dopo l'arrivo della Giulia, ovvero per inizio 2016. L'analista sostiene che 130.000 veicoli compresi nelle vendite americane dovrebbero arrivare negli USA, anche se Warburton non ritiene la gamma Alfa così ampia da poter raggiungere tali volumi. “Negli Stati Uniti, le vendite di auto crescono abbastanza in proporzione a quanti modelli un marchio offre nella sua gamma. Audi vende 180.000 unità negli USA con oltre 20 modelli, Infiniti ne vende 120.000 con 10 modelli. Sembra inconcepibile che Alfa possa raggiungere il suo obiettivo [di 150.000 auto] nel Nord America con solamente 2 o 3 modelli”, ha affermato l'esperto.

QUANDO LA NOSTALGIA NON BASTA – L'analista automobilistico di Evercore ISI a Londra George Galliers ritiene che 5 miliardi di euro e la nostalgia non equivalgano a 400.000 esemplari nel 2018. Secondo il suo punto di vista, Alfa Romeo è un marchio di nicchia adorato dai suoi appassionati che tendono a pensare più con il cuore che con la mente. Secondo Galliers, la crescita delle vendite di questo genere di costruttori tende ad essere forte inizialmente dato il forte entusiasmo per il prodotto, ma cala in seguito. Un caso simile ad altri brand di nicchia come Maserati e Jaguar. In uno scenario ideale immaginato da Galliers, le vendite di Alfa potrebbero raggiungere i 330.000 esemplari entro il 2018, mentre l'istituto IHS si mantiene sui 216.000 veicoli, poco più della metà dell'obiettivo dei 400.000 esemplari. LMC Automotive invece parla di 251.000 unità consegnate entro il 2018. Questa la conclusione di Ian Fletcher, analista all'IHS di Londra: “Se la Giulia non andrà incontro al successo sperato, Marchionne potrebbe lasciar perdere.” Successo o meno, la Giulia sembra aver conquistato il cuore degli appassionati con il ritorno tanto atteso della trazione posteriore, un'innovazione che stava molto a cuore a FCA.

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