Alcol e omicidio volontario: sì per la Procura di Napoli

Dopo che il dj ubriaco fradicio ha causato la strage di Napoli, si parla di omicidio volontario

28 luglio 2015 - 7:33

Scatta l'accusa di duplice omicidio volontario per il dj Nello Mormile, che all'alba di sabato ha causato la morte di Livia, la sua fidanzata e di un automobilista imboccando la tangenziale contromano. E guidando a fari spenti per 5 chilometri prima di schiantarsi contro un'altra vettura. L'ordinanza di custodia in carcere per duplice omicidio volontario è stata emessa, al termine dell'udienza di convalida del fermo, nei confronti del dj Nello K. Il provvedimento è stato firmato dal gip Claudio Marcopido che ha condiviso le argomentazioni del procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso e dal pm Salvatore Prisco.

LA TESI DELLA PROCURA – In genere, per fatti come questi, c'è l'omicidio colposo, dovuto a imprudenza. Invece, per la Procura, chi agisce in questa maniera sa perfettamente di poter uccidere qualcuno: prima s'è ubriacato (pare 2,2 grammi di alcol per litro di sangue, contro il limite di mezzo grammo, in attesa dell'esame tossicolofico); poi ha fatto inversione lì dove c'è solo un senso di marcia; quindi ha spento i fari; e infine ha viaggiato così sino ad uccidere, con altre vetture che hanno evitato l'impatto. Il dj Nello K si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto nell'ospedale San Paolo dove è ricoverato. Inutilmente, si sono recati in ospedale per ascoltarlo il gip Claudio Marcopido e il pm Salvatore Prisco.

OMICIDIO STRADALE: LE PAROLE DI RENZI… – La Procura, come già altri giudici in passato, pur senza volerlo né averlo dichiarato, non fanno null'altro che dare l'assist al governo affinché si muova. È da quando s'è insediato che Matteo Renzi promette l'introduzione del reato di omicidio stradale, quasi volontario, senza che invece nulla accada: la politica dell'annuncite allo stato puro. Il nuovo articolo 589-bis del codice penale (omicidio stradale), che ha l'ok del senato, prevede la reclusione da 8 a 12 anni per omicidio colposo commesso da un qualunque conducente di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.Se si tratta di un conducente professionale per attività di trasporto di persone e di cose la stessa pena si applica anche con tassi alcolemici superiori a 0,8 grammi per litro. La pena viene diminuita da 7 a 10 anni di carcere se l'omicidio colposo stradale viene commesso: in stato di ebbrezza alcolica con tasso alcolemico superiore a 0,8 ma non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l); superando in modo consistente i limiti di velocità. In caso di concorso di colpa la pena è diminuita fino alla metà. In caso di morte di più persone la pena viene triplicata, anche se “la pena – si legge – non può superare gli anni diciotto”. In caso di fuga la pena viene aumentata da un terzo alla metà.

E PER LA PATENTE… – Per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali consegue la revoca della patente, anche in caso di richiesta di patteggiamento. In caso di omicidio stradale l'interessato non può conseguire una nuova patente di guida prima che siano decorsi 15 anni dalla revoca. Il termine viene elevato a 20 anni nel caso in cui l'interessato sia stato in precedenza condannato per i reati di guida in stato di ebbrezza (con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l) o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il termine viene elevato a 30 anni nel caso in cui l'interessato fosse alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope e abbia anche violato i limiti di velocità al momento dell'incidente.

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