Airbag Takata fa un'altra vittima. Honda mette in guardia i clienti

L'airbag di una Honda Civic è esploso all'improvviso ferendo a morte il conducente, ma stavolta il proprietario sapeva del richiamo Takata

7 aprile 2016 - 11:50

La colossale campagna di richiamo avviata in tutto il mondo per sostituire gli airbag Takata, a quanto pare, non procede in modo sufficientemente repentino e massivo da evitare vittime. Ancora un caso di decesso negli Stati Uniti a causa dell'apertura improvvisa dell'airbag (leggi qui le esperienze degli utenti), problema che ha fatto registrare in totale 11 morti e 140 feriti in tutto il mondo.

L'AIRBAG PERICOLOSO Il richiamo degli airbag difettosi Takata comincia ad assumere contorni sempre più preoccupanti dopo l'incidente che ha causato la morte di Huma Hanif, texana di 17 anni vittima dell'esplosione incontrollata dell'airbag mentre era alla guida della sua Honda Civic. Nonostante i Costruttori abbiano cominciato ad inviare comunicazioni massive per avviare le campagne di richiamo (leggi qui quante auto e quali Costruttori sono coinvolti), sfruttando tutti i canali a disposizione dalle e-mail ai social networks, i lavori procedono non velocemente quanto potrebbero poiché i proprietari delle auto non sono coscienti del reale pericolo: molte auto, tra le quali Honda ha dichiarato esserci quella di Huma Hanif, non sono rientrate in officina nonostante i molteplici solleciti e la disponibilità immediata dei pezzi di ricambio. Il portavoce del brand giapponese, Jeffrey Smith, ha dichiarato che un team lavora senza sosta per notificare in tutti i modi possibili i richiami, intanto la stessa casa sollecita i clienti a recarsi in officina quanto prima, assicurando la disponibilità di sufficienti pezzi di ricambio. Prendere delle precauzioni è oltremodo necessario fino a quando il problema non verrà risolto e seppur consapevoli dei problemi derivanti dal non utilizzo dell'auto, consigliamo a tutti i nostri lettori di spendere qualche minuto per controllare innanzitutto se il proprio modello è interessato (leggi qui tutte le informazioni e controlla se la tua auto è coinvolta), e di non utilizzarlo fino alla riparazione qualora dovesse essere coinvolto.

PERCHE' E' DIFETTOSO La natura del difetto di questi airbag è insita nel gas propellente, che negli anni si deteriorerebbe fino a diventare instabile: la conseguenza potrebbe essere l'apertura incontrollata del dispositivo, che esploderebbe con una violenza maggiore del dovuto e lancerebbe nell'abitacolo schegge di metallo. Questo problema coinvolgerebbe, secondo la stima dell'agenzia della sicurezza stradale americana, fino a 90 milioni di veicoli in tutto il mondo (di diversi brand: FCA, Toyota, Honda, BMW, GM, Mazda, Mitsubishi, Nissan, Subaru), con un totale di 287 milioni di airbag da cambiare. Il costo per l'azienda potrebbe salire, secondo gli analisti, fino a quota 24 miliardi di dollari nel caso si palesasse lo scenario peggiore possibile – la sostituzione di tutti gli airbag in circolazione – e portare ad una quasi sicura chiusura dell'azienda.

SUBENTRA AUTOLIV COME FORNITORE Takata, almeno fino all'inizio dello scandalo, deteneva il 20% del mercato degli airbag, ma ora che il futuro dell'azienda è in serio pericolo i Costruttori devono volgere lo sguardo altrove per trovare un nuovo fornitore. Autoliv è l'azienda candidata per colmare il vuoto lasciato dalla Takata, poiché ha la forza e le conoscenze necessarie alla fornitura di questi pezzi (produce airbag dal 1980). Intanto l'AD di Takata naviga in acque oscure (leggi qui la sorte dell'AD Takada), mentre dal Giugno 2015 alla guida di Honda c'è Takahiro Hachigo, dopo che Takanobu Ito si è fatto da parte a seguito dello scandalo e della colpa di non aver fatto partire in tempo il richiamo.

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