Airbag difettosi Takata: Toyota vuole una maxi scorta e avvia i test

La chiusura dei rapporti con Takata sembra inevitabile. Ma Toyota vuole accertarsi che i 13 milioni di airbag del nuovo fornitore siano sicuri

26 agosto 2015 - 13:29

L'affaire degli airbag Takata continua ad occupare le cronache dell'automotive ma, del resto, non può che essere così: ai difettosi funzionamento e costruzione di questi dispositivi “salvavita” sono stati attribuiti 8 decessi e più di 100 feriti a causo dell'emissione di micidiali schegge metalliche. La grande diffusione di questi inflator difettosi per airbag sta costringendo i costruttori a estesissime campagne per correre ai ripari.

FORNITORI CERCANSI – Uno dei brand più importanti, il player globale Toyota, ha comunicato infatti a più riprese come stia sperimentando altre forniture che possano rimpiazzare quelle, giudicate inaffidabili, di Takata. Il compito non è – comprensibilmente – dei più semplici da portare a termine: si tratta di commesse da milioni di pezzi di alta tecnologia che devono conservarsi efficienti a lungo. Tutti ci auguriamo, infatti, che gli airbag non entrino mai in funzione ma dobbiamo essere certi che, magari dopo 10 anni, questo dispositivo funzioni impeccabilmente se chiamato in causa. Toyota, in quest'ottica, ha già commissionato moltissimi inflator al componentista Nippon Kayaku , chiedendogli di aumentare la produzione in modo che esso possa fornire al costruttore 13 milioni di pezzi entro il 2020. Non dimentichiamo come i legislatori americano abbiano intimato a Takata di richiamare tutte le auto equipaggiate con i propri inflator, provvedimento che potrebbe riguardare qualcosa come 50 milioni di veicoli negli USA.

INTERVENGONO IL VECCHIO E IL NUOVO CONTINENTE – Questa fornitura si è resa necessaria considerando come i rischi aumentino con l'età del veicolo – e quindi dell'airbag – e perciò Toyota si è attrezzata per sostituire per primi i gonfiatori delle auto più anziane. In effetti il fattore età ha indotto Honda a comprare gli airbag dai demolitori, proprio per neutralizzare il rischio che componenti anziani possano essere riciclati. In vista di potenziali, massicci richiami di veicoli con airbag pericolosi, Toyota ha dichiarato come stia valutando e testando anche dispositivi prodotti da Autoliv, compagnia americano-svedese molto attiva nei dispositivi per la sicurezza attiva e passiva e che è già stata interpellata da Honda per rimpiazzare i gonfiatori Takata giudicati pericolosi. Le dichiarazioni di Toyota, com'è facile intuire, sono prudenti: la casa ha infatti detto che vuole testare a fondo i componenti Autoliv e Kyaku per assicurarsi della loro affidabilità e compatibilità con i suoi veicoli prima di utilizzarli. “Gli inflator non sono come la cancelleria, che può essere cambiata molto semplicemente. Abbiamo bisogno di testarli a fondo per assicurarci che siano sicuri”, ha affermato un portavoce di Toyota.

UNA STORIA INFINITA? – I rapporti fra Autoliv e Toyota sono comunque già esistenti e consolidati, al punto che il costruttore giapponese ha insignito per ben 4 volte – l'ultima risale al 12 marzo 2015 – il componentista del Toyota's Global Contribution Award, un riconoscimento alle capacità di innovazione, collaborazione e ottimizzazione dei costi. Toyota sta attualmente giù utilizzando inflator di Daicel Corp, componenti che accurate sperimentazioni hanno indicato come sicuri. Il dilemma dei Car Maker è evidente: come possono stare tranquilli sapendo che un componente essenziale per la sicurezza passiva dei loro veicoli, testato meticolosamente prima di essere adottato per la produzione, può guastarsi con il passare del tempo e proiettare pericolosissime schegge metalliche? SicurAUTO ha dato ampiamente conto di questo tema, indicando anche come controllare se la propria auto sia fra quelle interessate ai richiami; una ricerca nel sito restituirà velocemente i vari post pubblicati al riguardo.

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