Airbag, cinture ed ESC salvano la vita, i numeri non mentono

Negli Stati Uniti la continua ricerca della sicurezza porta i suoi risultati e l'effetto di ogni nuovo dispositivo è evidente nelle statistiche

12 febbraio 2015 - 12:00

Non è un mistero che gli Stati Uniti siano il mercato dove la sicurezza stradale è tenuta più in considerazione che altrove. La tutela dei consumatori è sempre stata una preoccupazione di tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni e le automobili sono storicamente sotto la lente di ingrandimento, a partire dal famosissimo caso della Chevrolet Corvair degli anni Sessanta, passando per quello delle gomme Firestone, fino ad arrivare ai maxi-richiami più recenti (qui parliamo di quello General Motors). Il primo programma NCAP (New Car Assessment Program) è nato proprio negli USA nel 1979 e da allora la sicurezza delle nuove vetture è sempre stata promossa e ricercata con grande convinzione e in tanti modi diversi.

INCIDENTI DIMEZZATI – Per questo non devono stupire i risultati raggiunti, resi ancora più evidenti dai numeri. Nel 1975 si verificavano 20,6 morti ogni 100.000 persone ogni anno, un valore che nel 2012 si era dimezzato, scendendo fino a 10,7. Allo stesso tempo l'indice di incidenti mortali ogni 100 milioni di miglia percorse è sceso da 3,35 a 1,14 nello stesso periodo. Proprio ieri vi abbiamo raccontato dei miglioramenti raggiunti dalle automobili negli ultimi anni, con uno studio dettagliato della IIHS. Ma questo non è l'unico ente che negli Stati Uniti si occupa di sicurezza. Altrettanto famosa è la NHTSA, responsabile della definizione dei protocolli US NCAP per i crash test, che si sono sempre evoluti nel corso degli anni, andando a considerare finanche il 5% del percentile dei corpi femminili, un'evoluzione che ha portato alla diffusione degli airbag e dei pretensionatori a doppio stadio.

SMALL OVERLAP E AEB -Nel 2012, poi, l'IIHS ha aggiunto un nuovo crash test a quelli esistenti, il famoso Small Overlap (che in Europa non è necessario) che simula un urto frontale tra due veicoli che coinvolga solo il 25% di essi. Una situazione che negli Stati Uniti si verifica di frequente, considerata la possibilità di svoltare a sinistra anche su molte strade ad alto scorrimento e che stressa la struttura dell'auto in modo particolare, perché l'energia generata dall'impatto viene assorbita solo da una piccola porzione del telaio. Allo stesso modo, nel 2013 l'IIHS ha introdotto nel protocollo di valutazione i sistemi automatici di allerta di collisione e di frenata automatica (AEB – Automatic Emergency Braking), pensati per diminuire gli scontri provocati da distrazione alle basse velocità.

RETROCAMERA OBBLIGATORIA – In questa continua ricerca della massima sicurezza, dal 2018 diventerà obbligatoria la retrocamera su tutti i nuovi veicoli (ne abbiamo parlato qui), per ridurre gli incidenti da investimento durante le fasi di manovra. La frontiera del futuro prossimo sarà invece la comunicazione tra veicoli (V2V) e infrastrutture (V2X). Se pensate che tutto questo sia troppo, alcuni numeri vi aiuteranno a cambiare idea: si calcola, infatti, che nel 2012 l'uso delle cinture di sicurezza abbia contribuito a salvare 12.074 vite, mentre altre 3.031 si sarebbero potute conservare se le cinture non fossero rimaste slacciate. Allo stesso modo, gli airbag frontali sono serviti per salvare 2.213 vite, di cui 284 di bambini. L'ESC, infine, ha salvato 2.202 persone tra il 2008 e il 2010.

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