ACI-Motorizzazione: in arrivo il decreto, a rischio il risparmio di 32 euro

L'unificazione PRA-Motorizzazione si avvicina ma il decreto potrebbe annientare il risparmio reale agli automobilisti

2 marzo 2017 - 13:39

L'accorpamento ACI-Motorizzazione tanto annunciato, discusso e temuto ha evitato per un pelo di esplodere come una bolla di sapone e giusto in tempo sulla scadenza dei termini della delega, lo schema di decreto della riforma Madia (legge 124/2015) è stato licenziato dal Consiglio dei ministri per arrivare alla Camera dei deputati al vaglio delle Commissioni. E' presto per esultare però, poiché non tutte le premesse positive potrebbero avere un seguito: oltre ad ACI Informatica, che pronostica licenziamenti e degrado dei servizi (oltre a una buona fetta di introiti sbriciolati), il risparmio per gli automobilisti inizia ad assumere i contorni di un miraggio. Pare infatti che nel calderone al vaglio ora delle Commissioni parlamentari, un abile gioco delle tre carte potrebbe divorare il risparmio di 32 euro (inizialmente si era parlato di 39 euro) e nella peggiore delle ipotesi i costi potrebbero aumentare anche di 100 euro, secondo ACI.

DOCUMENTO UNICO SI, ARCHIVIO UNICO NO Da giugno 2018 gli automobilisti che acquisteranno un'auto nuova o usata avranno un solo documento (non più libretto e Cdp che è diventato digitale, leggi qui) e potrebbero pagare 32 euro in meno. E' in massima sintesi quanto previsto nello schema di decreto legislativo approvato in Consiglio dei ministri e arrivato alla Camera dei deputati che però non porterà all'accorpamento del PRA nella Motorizzazione (che carente di organico avrebbe invece bisogno di circa 300 ingegneri per rafforzare il personale più che dimezzato dai 7000 dipendenti del 2000), ma passerà sotto la sua direzione, come scrive anche il collega Maurizio Caprino de Il Sole 24 Ore sul suo blog.

32 EURO POTREBBERO DIVENTARE QUASI ZERO Inoltre, il risparmio ai consumatori di 32 euro derivante dal taglio sulle imposte di bollo potrebbe venire annullato dall'innalzamento delle tariffe del documento unico (sia come diritti di Motorizzazione, sia come imposta di bollo per il rilascio del documento) in modo da far costare quello unico come i precedenti due. Nelle intenzioni del Ministero dell'Economia infatti ci sarebbe quindi la possibilità di assottigliare il risparmio di 32 euro restando però all'interno della Legge Delega dell'agosto 2015 che deve portare “significativi risparmi per l'utenza”, un'indicazione chiara intrasgredibile che però lascia la porta aperta alle più svariate interpretazioni.

INSORGE ACI INFORMATICA Intanto ACI ha diramato un comunicato in cui prevede un finale tutt'altro che positivo:

Dal testo (del decreto, ndr) risultano concreti rischi di perdite occupazionali, prevedibile degrado dei servizi al cittadino e tutto ciò mantenendo inalterato il costo di bolli e tasse, altro che risparmi per il cittadino, anzi, il degrado dei servizi pubblici, comporterà per l'automobilista la necessità di rivolgersi alle agenzie private con un aggravio di costi di oltre 100€. Infine tutto ciò non produrrà alcun beneficio né diretto né indiretto per il bilancio dello Stato che rischia anzi di appesantirsi dei costi degli ammortizzatori sociali necessari a far fronte ai previsti licenziamenti.

Va ricordato che nel caso in cui il Tesoro dovesse fare “asso piglia tutto” (oggi la MCTC incassa 850 milioni di euro l'anno con costo effettivo 200 milioni di euro e l'eccedenza di 600 milioni finisce nel bilancio pubblico), l'ACI, che fino ad oggi ha difeso a spada tratta la sua capacità di autofinanziarsi (con i soldi dei contribuenti), potrebbe in futuro vedersi rimborsare solo i costi vivi del PRA e perdere una fetta importante con cui sostiene e finanzia tutti quei servizi ed attività diversi dal Pubblico Registro Automobilistico, dalle varie iniziative legate al MotorSport al circuito di Monza, ai servizi istituzionali e pubblici sul territorio.

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