Accordo FCA-UAW vacilla: i dipendenti vogliono più di un semplice bonus

Le relazioni fra il Gruppo FCA ed i lavoratori americani vanno in altalena: la bozza firmata poco tempo fa piace ai sindacati ma non molto agli operai

29 settembre 2015 - 15:40

L'intesa firmata dai vertici di FCA e del sindacato IAW meno di un mese fa ha già il fiato corto, dato che molti lavoratori non l'hanno accettata. La situazione appare piuttosto complicata anche perché, qualora l'accordo venisse rigettato, i sindacati potrebbero indire scioperi, oppure ritornare al tavolo delle trattative con FCA o, al contrario, abbandonarlo e cercare accordi con Ford o GM.

MALCONTENTO DIFFUSO – Il comunicato diramato dal potente sindacato UAW (un breve acronimo che cela la ben più impegnativa definizione di International Union, United Automobile, Aerospace and Agricultural Implement Workers of America) è datato 15 settembre e, per dirla tutta, parla di “tentative agreement”, ossia di una proposta che sarebbe dovuta essere valutata dai lavoratori. In queste due settimane scarse i workers sono stati consultati ma i risultati appaiono finora abbastanza negativi. Una delle ultime notizie arrivate da Oltreoceano parla infatti di un'altra bocciatura, comunicata dalla sede UAW numero 7 e che riguarda le votazioni che si sono svolte nello stabilimento Jefferson North Assembly Plant. I lavoratori dell'impianto, che assembla la Jeep Grand Cherokee e la Dodge Durango, si sono espressi con nettezza nei confronti dell'ipotesi di accordo: la percentuale dei NO fra gli operai è stata del 66% ed è salita al 77% fra i lavoratori specializzati.

“NON HANNO PENSATO A NOI” – A questo punto l'effettivo decollo del nuovo contratto FCA-UAW appare seriamente compromesso, dato che la maggior parte delle unità locali più grandi del sindacato ha respinto l'ipotesi di accordo, risultato che appare scarsamente rovesciabile anche se votasse a favore il rimanente 33% circa della forza lavoro di Fiat Chrysler che deve ancora esprimersi. Non appare di buon auspicio neanche il fatto che la percentuale dei “no” è aumentata man mano che le consultazioni andavano avanti. Ovviamente ci sono addetti che si esprimono a favore dell'accordo e sono preoccupati delle conseguenze nel caso esso non venisse approvato ma le voci contrarie sono di più. Un operaio, per esempio, ha detto: “Non riesco a capire come la UAW pensasse a noi mentre definiva questo contratto. Non credo che avesse i nostri interessi in mente. Avevano promesso di abolire il sistema degli 'operai di seria A e di serie B' e hanno fatto esattamente il contrario, creando un intero gruppo di livelli”. L'allusione è al fatto che, a seguito delle bankruptcies del 2009, si era accordata alle Case la facoltà di avere una certa percentuale di lavoratori pagati meno del minimo sindacale, cosa che aveva portato Ford a pagare 57 dollari l'ora ogni addetto. L'operaio prosegue: “È vero che ci viene dato un bonus di 3.000 $ e che i neoassunti avrebbero dei vantaggi ma guardando al lungo termine l'intesa non mi piace”.

I DUBBI SONO MOLTI – Un altro intervistato, sindacalista e con 20 anni di lavoro nel Gruppo, ha espresso perplessità riguardo il piano di investimenti sui prodotti, giudicato poco chiaro, e sulla nebulosità che ancora avvolge la nuova proposta di mutua sanitaria per i lavoratori. Notiamo come la proposta di contratto preveda, oltre al già citato bonus, un aumento della paga oraria dei neoassunti, di circa 1 $, che arriverebbe quindi a 17 $, per salire a 25,35 $ l'ora dopo 4 anni contro i 19,28 $ l'ora attuali. I lavoratori assunti prima del 2007 avrebbero goduto di due aumenti salariali del 3% e due bonus una tantum. A suscitare altre perplessità e paure c'è anche la proposta di spostare la produzione della Chrysler 200 e della Dodge Dart, dall'impianto di Sterling Heights (Illinois) al Messico. Un quadro piuttosto complicato che aggiunge incertezza alla vicenda dei rapporti FCA-sindacati che, dopo le difficoltà con tre operai dello stabilimento di Melfi, sembravano esser stati conquistati da Marchionne e rassicurati dal fatto che Mirafiori sarebbe ripartita grazie alla Maserati Levante.

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