5 reazioni che potreste avere con un’auto a guida autonoma

Un’indagine su 21 mila persone nel mondo spiega chi sono i 5 profili di guidatori alle prese con la guida autonoma, come e perché reagiscono alle auto senza conducente

26 settembre 2019 - 12:52

La sola idea di salire su un’auto a guida autonoma può generare emozioni o paure nascoste, un po’ come quella di volare. Le reazioni dei 5 maggiori profili di conducenti alle prese con la guida autonoma sono venute fuori da un’indagine Audi su 21 mila persone. La ricerca ha coinvolto 10 Stati per capire quali sarebbero le reazioni più diffuse delle persone quando si confrontano con un’auto a guida autonoma.

L’INDAGINE AUDI SULLA GUIDA AUTONOMA

L’indagine sulle reazioni alla guida autonoma condotta in Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti hanno dimostrato che l’opinione delle persone cambia continuamente. L’82% degli intervistati si è dichiarato interessato, il 53% che vorrebbe provarla, ma solo l’8% ha saputo dare una spiegazione su cos’è guida autonoma. Sembra però chiaro un po’ a tutti che la guida autonoma dovrebbe apportare dei vantaggi al di là delle reazioni di cui parleremo più avanti. La mobilità è in testa ai cambiamenti che favorirà la guida autonoma, anche se per T&E più auto creeranno anche più traffico in città. Solo a seguire sono ritenute importanti convenienza, sicurezza, sostenibilità, lusso e piacere di guida. Tra i 5 profili tipo individuati dall’indagine Audi, le reazioni con la guida autonoma trovano riscontro con età, istruzione e Paese di provenienza.

1.REAZIONE SOSPETTOSA ALLA GUIDA AUTONOMA

Il conducente sospettoso, dall’indagine sulla guida autonoma, non è interessato alla tecnologia in generale. Il motivo – secondo il report – è dovuto all’approccio critico verso qualcosa di sconosciuto. E’ molto frequente in Germania (26%), Stati Uniti (23%) e Francia (21%), ma in media si riscontra nel 14% del totale degli intervistati.

2.REAZIONE CURIOSA MA INSICURA

Il conducente riluttante ma curioso è un comportamento di chi dimostra ancora riserve per la guida autonoma ma ne è affascinato. Si può immaginare a bordo di un’auto a guida autonoma a patto che possa controllarne la guida come e quando vuole. Il 24% degli intervistati ha mostrato questa reazione, più frequente in Giappone (31%), Francia (30%) e Regno Unito (28%).

3.CONDUCENTE INTERESSATO MA CON GARANZIE

Il copilota di ampie vedute, è curioso e vuole poter tenere il controllo dell’auto come nel caso 2. Si differenzia però da una reazione meno timorosa verso la guida autonoma. Non nega il desiderio di poterne possedere una a patto che la tecnologia sia stata già ben collaudata anche su strade pubbliche. La pensano così il 30% degli intervistati: Sud Corea (37%), Giappone (35%), Italia (33%), Spagna (32%).

4.LA REAZIONE DI CHI SI LASCIA INFLUENZARE

Il conducente che si lascia influenzare dal trend del mercato e dalle tendenze in generale è lanciato verso la guida autonoma senza incertezze. Tendenzialmente ne fanno una questione di immagine anche se mostrano interesse verso i sistemi dell’auto di cui però non sembrano sapere abbastanza. In media il “trend setter” si ritrova nel 16% degli intervistati, di più in Sud Corea (28%) e Stati Uniti (22%).

5.COME REAGISCONO I PIU’ GIOVANI ALLA GUIDA AUTONOMA

L’esperto di tecnologia è un profilo di guidatore che non teme l’auto a guida autonoma: è consapevole che è solo questione di tempo prima di poter salire su un’auto a guida autonoma. La reazione positiva è controbilanciata solo dall’incertezza delle norme. Secondo l’indagine chi salirebbe tranquillamente su un’auto a guida autonoma come passeggero è chi va più spesso in bici o sui mezzi pubblici ed è sensibile ai temi sul clima. SI tratta del 16% in media degli intervistati, che si concentrano prevalentemente in Cina (46%).

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