Corso di Guida Sicura Avanzato a Misano

8 luglio 2018 - 10:14

Siamo da poco tornati dal Corso di Guida Sicura Avanzato che abbiamo svolto presso la scuola di guida sicura di Siegrifed Stohr (Guidare Pilotare). Ecco le nostre prime impressioni a caldo.

LA TEORIA – Il corso da noi scelto, il guida sicura avanzato appunto, comincia la sera prima con un po’ di teoria, perché prima della pratica ci vuole molta teoria (non troppa però), dopotutto se non si conosce bene la dinamica del veicolo sarà molto difficile capire poi come comportarsi. Ma non abbiate paura, nessuna teoria da appisolarsi o altro, anche perché sarebbe facile distrarsi visto l’orario d’inizio (ore 21:15 in punto). Stohr qui è molto bravo e grazie all’aiuto di un modellino di auto (rigorosamente BMW) ci fa subito capire come si comporta l’auto nelle diverse condizioni di marcia e, visto che qui quasi tutte le auto sono a trazione posteriore, si sofferma abbastanza sul potenziale sovrasterzo di potenza.

La teoria dura circa 1h e 30 minuti, la durata è buona visto l’orario ma secondo noi un po’ breve perché molto tecnica e poco improntata all’educazione generale del guidatore. Ok, a questo ci dovrebbero pensare le autoscuole ma siccome si sa che questo non avviene (salvo rarissimi casi), in un corso di “guida sicura” ci saremmo aspettati qualche attenzione in più. Lo abbiamo fatto notare al debrifing finale e uno degli istruttori ci ha detto che stanno lavorando anche in questa direzione. Ottimo.

SI COMINCIA

– Dopo la “buona notte” di rito si riparte la mattina seguente alle 8:20. La scelta non è casuale perché durante la notte si possono metabolizzare i concetti imparati e l’indomani si può restare più tempo in auto. Un briefing iniziale ci aspetta: qui ci spiegano come procederà la nostra giornata, quali saranno gli esercizi, etc. Ma dopo pochi minuti siamo già nell’area esercizi.

Qui veniamo divisi in gruppi da 5-6 allievi e ogni gruppo esegue gli esercizi in ordine sparso. Ad aspettarci ci saranno numerose prove: frenata di emergenza, sotto e sovrasterzo di potenza, skid, etc. Noi partiamo con la frenata di emergenza, esercizio classico della guida sicura. L’auto utilizzata è una BMW 123d ma prima di salire in auto ci tocca un piccolo briefing (ce ne sarà uno per ogni prova) per capire la tecnica giusta con cui affrontare l’esercizio. L’esercizio simula un doppio ostacolo “improvviso”, il primo va evitato mentre il secondo è “inevitabile” e quindi dobbiamo riuscire a fermarci prima.

Frenata di Emergenza

FRENATA DI EMERGENZA – L’esercizio è rappresentato dalla frenata d’emergenza, preceduta, però, dall’evitamento di un ostacolo (che in questo caso improvviso non è, ma nella realtà potrebbe diventarlo). Dopo aver evitato l’ostacolo con una rapida sterzata (ma poco accentuata, più sterzo si da peggio è, vedi video), ci si dovrà fermare prima del del “muro di birilli”. L’esercizio è molto utile per capire la differenza di comportamento in frenata tra un’auto con abs e una senza. Nel primo caso si potrà (anzi… DOVRA’) continuare a mantenere la pressione sul pedale del freno anche in fase di sterzata, anche perché l’abs impedirà il bloccaggio delle ruote e la vettura potrà quindi fermarsi prima (e anche un solo cm può fare la differenza). Nel secondo caso bisognerà o modulare la pressione sul pedale del freno e rilasciare il freno durante la fase di sterzata per poi riprendere subito dopo. Tenete presente, però, che così facendo i tempi di arresto si allungheranno. Avere sensibilità con il pedale del freno, soprattutto se su fondi a bassa aderenza, significa maggior sicurezza. E questo non solo alla guida di auto senza abs, ma anche in quelle provviste di questo dispositivo.

IN AUTO – L’istruttore ci dice di fare il primo passaggio piano per prendere feeling con l’auto. Poi ecco il secondo passaggio… ma preferiamo farvi vedere tutto a video. Perché, grazie alla telemetria montata su tutte le auto del corso ogni allievo registra su una SD da 2GB (fornita dallo staff) tutto quello che avviene in auto, audio compreso. Utilissimo per rivedere eventuali errori, anche a distanza di tempo.

Note dell’istruttore: Molto bene da subito! Ottima frenata e ok con sterzo!

Guida con lo Skid-skid

LO SKID – Dopo la frenata di emergenza ci trasferiamo allo Skid, l’esercizio più semplice per un verso ma complicato per un altro. Tra le altre cose molto divertente. Qui la velocità è bassa e conta molto lo sguardo, la sensibilità e la rapidità di sterzo. L’auto, una Mini Couper S da 180 cv., sbanda tantissimo perché le ruote posteriori sono staccate da terra a mezzo di un carrello. Questa situazione simula una condizione di  sovrasterzo, quindi, la reazione corretta sarà quella di eliminare la pressione dal pedale dell’acceleratore e controsterzare. Solo dopo si potrà accelerare in maniera graduale, così da riprendere la direzionalità e continuare quindi il percorso. Qui il controsterzo è un imperativo, nonchè essere pratici con la “tecnica dell’incrocio, cioè quella tecnica che prevede di incrociare le mani sul volante al fine di averlo sempre in presa durante le manovre (proprio il contrario di quello che insegnano le autoscuole antiquate…). Il tracciato è molto tortuoso e girare tra i birilli non è facile ma ce la caviamo. Per capire meglio l’esercizio vi rimandiamo di nuovo al video, anche se qui la soggettiva non rende bene l’idea del forte sovrasterzo e dei grossi trasferimenti di carico. Davvero difficile impiegare bene le mani usando le tecnica dell’incrocio…

Note dell’istruttore: Bene buona sensibilità e progressione, lascia scorrere il volante (ora molto meglio)

Sovrasterzo di Potenza 1 e 2

Subito accanto alla prova Skid c’è il sovrasterzo di potenza. Qui partiamo con una 325d da 200 cv. ma poi affronteremo la prova anche con una 130i benzina da 265 cv., questo per vedere il diverso comportamento delle due auto non solo in termini di potenza ma anche, e soprattutto, in termini di reattività.

SOVRASTERZO – La diesel è potente ma inizialmente “lenta” prima del “calcione”, mentre la benzina è cattiva sin da subito e non persona. Il testacoda è assicurato e noi non ce lo facciamo mancare. Dopotutto in varie prove ci vedrete anche sbagliare perché è proprio lo scopo del corso, spingersi oltre per capire i propri limiti e quelli del veicolo, in un ambiente sicuro. Dopo aver preso le misure con la potenza riusciamo a lavorare bene anche noi. Da notare che l’accelerata subito dopo il tornante avviene su una superficie viscida (acqua mista a vernice scivolosa), proprio a simulare un eventuale sporco che possiamo trovare per strada. La corretta reazione a una situazione di questo tipo, come sempre, è una sola: eliminare la causa. In questo caso siamo in presenza di sovrasterzo di potenza e, quindi, dobbiamo eliminare la pressione sul pedale dell’acceleratore, controsterzare per limitare la sbandata e successivamente riallineare la vettura con lo sterzo e riprendendo la pressione sull’acceleratore. Ma i video saranno ben esplicativi, per quanto la sbandata dal “camera car” sembri meno accentuata.

Note dell’istruttore 1: Bene, sensibile. A volte automatismo gas sterzo. Velocizzare riallineamento

Note dell’istruttore 2: Tende a controsterzare con una mano. Poi troppo gas, poi ok alla fine

Sottosterzo di Potenza

Viene adesso il momento del sottosterzo di potenza (e non solo). Qui ci troviamo in una rotonda abbastanza ampia ma anche lei traditrice, infatti nella parte interna abbiamo una “zona rossa” viscida che ridurrà l’aderenza ed amplificherà il sottosterzo. Per di più saremo spinti dall’istruttore a dare molto gas per enfatizzare il tutto. Qui la prova va molto bene e il feeling con la Couper S è ottimo. Anche un passaggio brusco dal sotto al sovrasterzo (il pericoloso trasferimento di carico) non ci mette in crisi. L’istruttore per “strigliarci” un po’ ci fa quindi eseguire l’esercizio più volte in sensi di marcia diversi e tira anche il freno a mano “a sorpresa” per dare origine al sovrasterzo. Ma veniamo a noi… sicuramente vi state chiedendo come si controlla un sottosterzo.  Preliminarmente, però,  bisogna precisare che un sottosterzo si avrà quando l’auto “allarga” la traiettoria impostata, puntando con l’anteriore verso l’esterno della stessa. Questo comportamento può essere determinato o da troppo gas in curva (su auto a trazione anteriore) oppure da un ingresso in curva troppo veloce. Come si dovrebbe controllare? Quali sono i comportamenti da adottare? Non finiremo mai di dirvi che in tutte le reazioni d’emergenza la regola base è una sola: eliminare la causa. Nel caso del troppo gas, quindi, andrà alleggerita gradualmente la pressione sul pedale dell’acceleratore e ci si potrà aiutare con lo sterzo per rimettere il veicolo sulla giusta traiettoria. Nel secondo caso ci si dovrà aiutare soprattutto con i freni (ma anche con lo sterzo) che, ovviamente, andranno usati nella maniera più docile possibile per non causare ulteriori sbandate. Adesso basta con le parole…vi lasciamo al video… buona visione

Note dell’istruttore: Bravo!!! Bene

Evitamento Ostacolo Improvviso

Per finire passiamo alla prova dell’evitamento ostacolo (un muro d’acqua). Simile al primo esercizio ma adesso la velocità è più elevata e soprattutto l’ostacolo sarà davvero improvviso poiché telecomandato dall’istruttore… Qui l’obiettivo non è frenare, ma schivare il “muro”. Per far ciò bisognerà sterzare prontamente con le mani in posizione 9.15 e controllare l’auto durante il successivo trasferimento di carico, pena l’innesco di un probabile sovrasterzo, se non addirittura un testacoda. Per controllare il trasferimento di carico dobbiamo aiutarci con lo sterzo (controsterzando in caso di sbandata dell’asse posteriore) e fornendo successivamente potenza alle ruote anteriori (in poche parole accelerando un po’) per facilitare il successivo riallineamento. Durante la manovra di evitamento d’ostacolo, l’ideale sarebbe non frenare, per non scompensare ancora di più l’auto, ed essere subito pronti all’eventuale perdita di aderenza del posteriore, anche se non andare sul freno è poco istintivo (tanti comportamenti istintivi alla guida andrebbero “rivisti” perché poco sicuri). Pure qui cerchiamo di fare del nostro meglio e ce la caviamo. Peccato che il video non si è registrato, quindi non possiamo farvi vedere molto se non un piccolo video esterno. La telemetria è stata poco affidabile, davvero un peccato…

Note dell’istruttore: Bene dopo qualche passaggio. Bravo a sbandare, bravo con le braccia a volte va sul freno. Ok in gas

Giri di Pista per affinare il corso di guida sicura

Dopo questa bell’infornata di esercizi e dopo aver passato la peggiore mattinata della nostra vita – decine di ostacoli improvvisi, innumerevoli sovrasterzi e sottosterzi… mai tanta sfiga tutta insieme 🙂 – ci spostiamo nel ristorante adiacente l’autodromo. Un pranzo leggero, così come impone la guida, e una pausa. Qui ci scambiamo le prime impressioni con altri allievi e con gli istruttori. E’ un momento anche per continuare a socializzare con gli altri partecipanti anche se già durante la mattina con i “gialli” (il colore del mio gruppo) avevamo fatto gruppo. Con me un ragazzo e tre signori, due dei quali in felice attesa di una Porsche Carrera S e una Ferrari California, complimenti! Questi signori hanno continuato anche il giorno dopo per il corso di guida sportiva, obbiettivo di entrambi: cominciare a familiarizzare e gestire tanti cavalli sotto il sedere. Ottima scelta!

Alle 14 circa siamo già ai box per un nuovo breve briefing. Tema: le tecniche di guida in pista quindi, traiettorie, giusta sincronia gas-sterzo, frenata, etc. Tutto facile a vedersi ma in pista le cose vanno diversamente, a mettere altra carne al fuoco la pioggia che ci ha riservato condizioni di pista in alcuni momenti piuttosto critiche. Tuttavia quale migliore condizione per imparare a guidare bene se non il bagnato?

In mano nostra subito la 135M (davvero brutale) bella sia da guidare che da ascoltare, specie sui lunghi rettilinei. I primi giri servono per assaggiare la pista e partire subito con la 135M non ci aiuta visti i tantissimi cavalli, ben 306! Inoltre a causa della pioggia “leggere” la pista diventa per noi davvero difficile e, nonostante ci venga ripetuto di guardare più in fondo, siamo un po’ “tirati” e prudenti visto che la pioggia rende la pista troppo omogenea e poco contrastata con il resto.

Considerata l’eccessiva scivolosità della pista nei tratti più veloci gli istruttori lasciano i controlli elettronici inseriti mentre in quelli lenti ce li tolgono per permetterci di sentire tutti i cavalli della vettura, il tutto per imparare a domarli. Per l’appunto in una curva lenta prima di riallinearci apriamo troppo in anticipo il gas ed ecco un sovrasterzo brusco e non voluto. Per fortuna siamo reattivi e teniamo l’auto dentro la pista con un bel controsterzo rapido, incassando anche un “bravo, bravo” dell’istruttore. Meno bene è andata ad un ragazzo di un altro gruppo che nella stessa curva è andato ad assaggiare il guardrail… Ma senza nessuna conseguenza perché qui la sicurezza è estrema.

Guida in Pista per 13 giri in totale

Ecco il video (sintetico) delle tre sessioni di guida in pista, tutte con istruttori diversi, cosi come avviene in quasi tutti gli esercizi del corso. Questo per permettere ad ogni istruttore di lasciare la propria impronta visto che ognuno di loro è magari più “fissato” su alcune cose (c’è chi punta sullo sguardo, chi sulle mani, chi sul gas-sterzo, etc.). Soluzione che inizialmente può sembrare sbagliata ma poi risulta appunto vincente.

Pensate se il vostro primo e ultimo istruttore vi stava sulle balle! 😉

Note dell’istruttore 1: Molto attento. Guida delicato ma fluido. Deve guardare più avanti e usare marce alte

Note dell’istruttore: 2 Deve guardare più in profondità per visualizzare le curve

Note dell’istruttore 3: Ottimo lavoro con lo sguardo. Deve lavorare sull’uso dello sterzo, è statico dopo la prima fase d’inserimento

Conclusioni e suggerimenti alla scuola

Il metodo utilizzato è molto efficace anche se in alcuni momenti potrebbe essere più “personalizzato”. Infatti, alcuni partecipanti che erano con noi e che avevano qualche difficoltà in più su un particolare esercizio, avrebbero preferito rimanere qualche minuto in più in auto a provarlo. Già immaginiamo la risposta di Stohr: “c’è il corso individual per chi vuole avere più tempo”. Ok, ma per un corso che costa 1.245 € + iva qualcuno, magari meno pratico, si aspetterebbe qualcosina in più. Anche se ad essere sinceri i passaggi per ogni esercizio sono comunque tanti e superiori alla media di altri corsi concorrenziali. Quindi non temete, qui si impara davvero!

Come già accennato ci sarebbe piaciuto assistere ad una teoria più educativa oltre che formativa. Il consiglio che diamo a Sthor è allungare anche di soli 20-30 minuti la teoria inserendo alcuni concetti quali: l’attenzione che dobbiamo porre agl’altri; il cercare di prevenire quello che farà chi è davanti a noi; che l’auto si comporta diversamente a seconda di quanto e come è carica; che i limiti di velocità non sono assoluti ma vanno eventualmente adeguati alle condizioni meteo, etc. Tanto lui è così bravo e simpatico che nessuno si annoierebbe. Dopotutto Stohr è pure psicologo, se non ci pensa lui a cercare di entrare nella testa della gente chi lo deve fare?

Chiudiamo infine con una cosa che ci ha un po’ deluso: la telemetria registrata su SD. La parola telemetria rievoca molto il mondo della F1 e quindi fa anche molto marketing, tuttavia quasi tutte le BMW provate avevano qualcosa che non andava. Ora non funzionava l’audio, ora la registrazione della velocità, ora il video della pedaliera, insomma peccato davvero, perché se la telemetria serve per rivedersi e potersi commentare senza alcuni valori (audio escluso) a volte risulta difficile poterci capire qualcosa. Speriamo in un miglioramento futuro del sistema.

Per il resto il corso è assolutamente da provare, gli istruttori tutti di alto livello e capaci di trasferire il loro know-how, ovviamente ognuno ha la sua impronta ma questo è proprio il bello. Utilissimo poi utilizzare auto molto potenti perché ti danno una sensibilità migliore che riportata su auto “normali” ti lascia un ottimo margine di sicurezza. Storh infine si è dimostrato molto disponibile con tutti gli allievi e spesso presente durante il corso, anche se mai in auto con gli allievi. Dopotutto non poteva andare con tutti e quindi si sarebbe creata una sorta di disparità, ci sta. Per chi volesse avere maggiori dettagli sui corsi vi rimandiamo al sito www.guidarepilotare.com

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