Le truffe da evitare quando acquistiamo un’auto usata

Leggi la Guida Antitruffa di SicurAUTO.it: Scopri come muoverti nell'acquisto e nella vendita di auto usate in tutta sicurezza.

28 gennaio 2015 - 16:30

Quando siamo noi gli acquirenti le cose cambiano ben poco rispetto a quanto detto prima. In teoria siamo già istintivamente portati a tenere gli occhi più aperti per scongiurare i soliti “pacchi”. Vi raccontiamo ora alcuni casi a noi noti per spiegarvi quali sono le truffe più diffuse in modo da smascherarle ed evitare fregature.

ESEMPIO CLASSICO – Cerchiamo su internet, nei classici siti on line, l’auto perfetta per le nostre esigenze. Eccola li: un’Alfa Romeo Brera, coupé tutto italiano, alla modica somma di 15 mila euro (quasi la metà rispetto al prezzo di listino).

  1. Entriamo in contatto con il venditore il quale ci risponde via mail e ci spiega che si tratta di una concessionaria scozzese (nonostante dall’annuncio l’auto risultasse in Italia) che commercializza auto usate in Europa e quindi anche in Italia. Ci viene spiegato che la richiesta di soli 15 mila euro si giustifica con il fatto che la concessionaria in questione compra auto da aste fallimentari a prezzi molto vantaggiosi. Dopo la nostra prima e-mail, in cui chiediamo solo qualche chiarimento, ci viene detto che potremmo anche ricevere uno sconto di circa 1.000 euro. Un tale sconto solo dopo una semplice e-mail? C’è qualcosa che non va. Il venditore ci tiene a precisare che le auto sono garantite dalla Black Horse (un’agenzia legata al mondo auto che esiste davvero, ma che non ha nulla a che vedere con queste truffe) e che noi non dovremo pagare nulla oltre al prezzo della macchina. Il costo delle pratiche doganali (l’Inghilterra è un paese extra-UE) e del passaggio di proprietà sono a carico loro. Sembra un sogno, dobbiamo solo pagare l’importo per l’auto che, tra l’altro, ci verrà consegnata direttamente a casa dalla loro ditta di trasporti. Affare fatto.
  2. A questo punto ci chiedono di versare un acconto, pari al 50%, per iniziare la pratica, applicare le targhe di prova sull’auto e farla partire verso l’Italia. Il resto lo pagheremo alla consegna, ma se non fossimo soddisfatti l’auto tornerà in concessionaria e noi non dovremo sostenere alcuna spesa. Qualcosa comincia a non quadrare. Intanto, quel 50% è esoso: in Italia le raccomandazioni delle associazioni che tutelano i consumatori dicono di non versare mai più del 10%, e a tale raccomandazione s’è adeguata la maggioranza di commercianti e concessionari. Però, le altre condizioni sembrano vantaggiose. Possiamo fidarci? Semmai avessimo nutrito qualche dubbio, ci sono tanti elementi che potrebbero convincerci di essere un po’ paranoici e che, percentuale dell’anticipo a parte, quello proposto è in fondo un buon affare. Per esempio, ci viene fornito il recapito della società di trasporti, con tanto di e-mail e di numero di telefono. Se per scrupolo proveremo a contattare la suddetta agenzia, risponderà qualcuno che conosce perfettamente le condizioni contrattuali pattuite con il nostro venditore, che con il suo discreto italiano proverà a rassicurarci circa la serietà della transazione e della consegna di cui si occuperanno loro. Abbiamo un sito, un numero di telefono, dipendenti specializzati sempre a disposizione. Che cosa possiamo desiderare di più? In realtà stiamo sempre parlando di un acquisto a scatola chiusa, anche se dalle condizioni sembrerebbe impossibile restare fregati. Ma ne siamo sicuri?
  3. Decidiamo comunque di procedere (la tentazione di mettere le mani su una Brera per soli 15 mila euro è fortissima) e del resto l’acquisto ci viene presentato come una faccenda semplicissima: sembrerebbe che gli unici a guadagnarci saremo noi che compriamo. Quale venditore accorderebbe una vendita dove l’acquirente può rispedire la merce indietro senza pagare nulla? Ma tant’è che acconsentiamo a effettuare il bonifico pari al 50% dell’importo per avviare le pratiche. Tuttavia dopo aver pagato il nostro caro venditore farà sparire le sue tracce e anche ai numeri a cui abbiamo chiamato in precedenza comincerà a non rispondere più nessuno. Un nostro lettore addirittura, prima di effettuare il bonifico per l’anticipo, si è preso la briga di andare in Irlanda per andare a vedere l’auto di persona. Beh, alla fine ha scoperto che l’azienda in questione esisteva davvero ma si trattava di una semplice officina totalmente ignara dell’esistenza di tale truffa. Pertanto anche una ricerca accurata dell’esistenza del nome dell’azienda, a meno di riscontri oggettivi, servirà a poco. Forse una soluzione sarebbe provare a vedere la strada con Google Street View, sperando che la tecnologica Google Car sia passata di fronte alla concessionaria dei vostri sogni.

CASI SIMILI – Gli altri casi di “acquisto col trucco” che i lettori ci segnalano sono analoghi. Cambia il Paese dal quale l’auto viene messa in vendita, cambiano le banche presso le quali ci viene chiesto di depositare parte dell’importo, ma la sostanza è sempre la stessa. Nei casi come quelli appena citati, dove ogni tassello della nostra compravendita sembrava più che regolare, c’è sempre un elemento che potrebbe e dovrebbe insospettirci. In realtà, proprio la spiegazione delle modalità della vendita fornisce già parecchi elementi per sospettare che siamo di fronte a una truffa.

ELEMENTI DI ALLARME – Il primo è il prezzo allettante. Non dimenticatelo mai: la legge non scritta del commercio non ammette di pagare molto ciò che vale meno, ma anche di pagare troppo poco ciò che vale molto di più. Quei 15 mila euro per un’auto che ha un valore assai superiore dovrebbero far scattare il primo allarme. Liberatevi dalla pericolosissima tentazione di concludere l’affare del secolo: questi affari non esistono. È decisamente più conveniente spendere qualcosa in più con la certezza di ottenere l’auto che risparmiare qualche migliaio di euro e correre poi il rischio di perdere il vostro denaro. Il secondo elemento che deve insospettire è la richiesta di un anticipo senza che voi abbiate neppure visto (se non in qualche fotografia che chiunque può procurarsi) la vettura che intendete acquistare. Non cadete nella trappola costituita dalla richiesta di denaro anticipato giustificata da fantomatiche tasse per sbloccare bonifici o cambiare valuta. Le tasse si pagano sempre dopo aver acquistato o venduto un bene, o al limite contestualmente, ma mai prima, e nessun sistema fiscale prevede il contrario. Quindi, evitate assolutamente di procedere con qualsiasi bonifico bancario prima di avere visionato la macchina e tutte le condizioni del contratto di compravendita. Andate con i piedi di piombo e appena sentite odor di bruciato, lasciate perdere.

Approfondisci qui la Guida antitruffa per la compravendita di auto online:

1) Guida Antitruffa | Come muoversi per Vendere o Comprare Auto Usate (Home)
2) Le truffe da evitare quando vendiamo un’auto usata
3) Le truffe da evitare quando acquistiamo un’auto usata
4) Raccomandazioni finali contro le truffe

 

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