Sinistro catastrofale

Sinistro catastrofale: che cos’è e come viene gestito

Alla scoperta del sinistro catastrofale: che cos'è e come viene gestito l'incidente stradale che vede coinvolte un gran numero di vetture

22 ottobre 2019 - 17:57

In un incidente stradale che vede coinvolte molte vetture, si pensi per esempio a un maxi tamponamento, è spesso difficile ricostruire l’esatta dinamica degli eventi. Di conseguenza risulta complicato stabilire con precisione la responsabilità del sinistro, con ovvie ripercussioni sull’entità e sulle tempistiche dei risarcimenti. Per questo già nel 1997 l’ANIA e buona parte delle compagnie assicurative che operano in Italia hanno trovato un accordo per la gestione dei cosiddetti ‘sinistri stradali catastrofali’. È considerato sinistro catastrofale l’incidente avvenuto in Italia nel quale risultino coinvolti almeno 40 veicoli a motore; oppure da 20 a 39 se la responsabilità non è chiaramente imputabile a uno di essi.

CARATTERISTICHE DEL SINISTRO CATASTROFALE

L’accordo tra ANIA e imprese assicurative aderenti riguarda il risarcimento dei danni subiti dai veicoli assicurati per la RC auto, dai loro conducenti, dalle persone e cose da loro trasportate e dai passanti. E prevede che una volta stabilito il carattere catastrofale del sinistro, gli automobilisti coinvolti possano rivolgersi alla propria assicurazione per il risarcimento dei danni, indipendentemente dall’accertamento della responsabilità. Le compagnie aderenti pagheranno quindi direttamente i danni dei propri assicurati (veicolo, conducente non colpevole, trasportati) e alle persone (fuori dai veicoli) urtate dalla vettura assicurata, accelerando nettamente i tempi dei risarcimenti e semplificandone le modalità. È previsto un indennizzo massimo di 1.500.000 euro per ogni veicolo assicurato; tuttavia i pagamenti effettuati non intaccano il massimale di polizza che rimane integro per eventuali pagamenti al di fuori dell’accordo.

PROCEDURA PER IL RICONOSCIMENTO DI UN SINISTRO CATASTROFALE

Ma chi decide se un sinistro è davvero catastrofale? La Presidenza della Sezione Tecnica Automobili designa annualmente, su base territoriale, le compagnie assicurative che, non appena a conoscenza del sinistro, devono svolgere gli accertamenti necessari a stabilirne il carattere catastrofale e raccogliere ogni elemento utile per l’assunzione delle gestioni da parte degli assicuratori interessati. Le imprese designate riferiscono poi al più presto le risultanze degli accertamenti a una speciale Commissione Sinistri Catastrofali. Tocca poi a quest’ultima deliberare ufficialmente lo status catastrofale dell’incidente stradale, informandone la Presidenza della Sezione Tecnica Automobili.

COME VIENE GESTITO IL SINISTRO STRADALE CATASTROFALE

Dunque, una volta accertato il sinistro catastrofale, la commissione di cui sopra ne dà immediata comunicazione a tutte le compagnie aderenti, trasmettendo loro ogni elemento conoscitivo in proprio possesso. Ciascuna assicurazione provvede quindi a: 1) gestire i danni del proprio assicurato e delle cose da lui trasportate nella misura in cui l’assicurato stesso non ne sia responsabile; 2) gestire anche i danni delle persone trasportate e delle persone urtate dal veicolo assicurato non trasportate su altri veicoli a motore, a prescindere dalla responsabilità dell’assicurato. L’importante è che tali danni non siano imputabili ai danneggiati stessi. Ogni compagnia che riceve in gestione il sinistro catastrofale ha piena autonomia di valutazione e definizione del danno nel rispetto della migliore tecnica liquidativa e con l’utilizzo degli strumenti e delle metodologie di pratica comune.

IL RISARCIMENTO NEI SINISTRI CATASTROFALI

Come detto in precedenza, le compagnie aderenti si impegnano a risarcire fino a 1.500.000 euro per ogni veicolo assicurato, anche se la Presidenza della Sezione Tecnica Automobili, sentita la Commissione Sinistri Catastrofali, può autorizzare il superamento del massimale. Raggiunta l’intesa con il danneggiato o formulata l’offerta, la compagnia provvede al pagamento che, ove possibile, deve essere eseguito con contestuale cessione da parte dei beneficiari dei loro diritti. Ciò per permettere alla compagnia un’eventuale rivalsa nei confronti del responsabile assicurato con un’impresa non aderente, o non assicurato per niente. La documentazione dell’importo pagato va trasmessa alla commissione (entro due anni pena la decadenza) affinché si proceda al riparto degli esborsi. In base all’accordo ANIA-imprese, infatti, tutti gli esborsi effettuati vengono poi suddivisi proporzionalmente tra gli assicuratori aderenti, pure quelli non coinvolti nel sinistro, a seconda delle rispettive quote di mercato RC auto.

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