Auto senza assicurazione: no ai controlli automatici

Brusco stop alla lotta contro le auto senza assicurazione: no ai controlli automatici, il Viminale ribadisce che le telecamere sono solo un supporto. Per comminare le multe è necessaria la presenza degli agenti.

3 aprile 2019 - 14:17

Anni fa, era il 2012, una legge introdusse i controlli automatici con telecamere, tutor e autovelox per debellare la piaga delle auto senza assicurazione obbligatoria. A distanza di così tanto tempo, però, i risultati prodotti non sono stati particolarmente soddisfacenti. Sulle strade italiane continuano infatti a circolare ben 2,8 milioni di veicoli senza Rc auto (ultimi dati Ania del 2017).

LE TELECAMERE NON SONO OMOLOGATE PER LA RC AUTO

Il motivo dell’insuccesso della legge è presto detto: i controlli automatici per beccare le vetture irregolari tramite la lettura elettronica della targa, non sono mai entrati realmente in funzione. Proprio così: si attende ancora una normativa che definisca le caratteristiche dei sistemi di rilevamento a distanza e le modalità di attuazione dei controlli. In altre parole le telecamere ci sono ma non sono omologate per sanzionare i furbetti dell’assicurazione auto.

AUTO SENZA ASSICURAZIONE: CONTROLLI AUTOMATICI SOLO COME SUPPORTO

Attualmente i sistemi di lettura automatica delle targhe si possono utilizzare solo come ausilio alle pattuglie della Polizia Stradale. Individuano il potenziale trasgressore segnalandolo agli agenti, che devono a loro volta fermare il veicolo sospetto e verificarne i documenti. Insomma, per comminare la multa a chi circola senza assicurazione non basta l’indicazione del dispositivo elettronico, ma è necessario l’intervento degli agenti in carne e ossa.

IL VIMINALE RIBADISCE: SPETTA AGLI AGENTI ACCERTARE LE VIOLAZIONI

Una procedura fin troppo rigida (e inidonea allo scopo) che il Ministero dell’Interno ha prealtro confermato di recente con la circolare n. 300/A/1223/19/105/2 dell’8 febbraio 2019. La nota del Viminale non ha fatto altro che ribadire quanto già si sapeva: “l’utilizzo del dispositivo targa system […] serve solo per segnalare la presenza di un veicolo che potrebbe non essere in regola con la revisione o con l’assicurazione. Il dispositivo costituisce quindi un semplice supporto per l’operatore (l’agente di polizia, ndr) che avrà accertato direttamente il transito del veicolo […] e che sarà altresì colui che dovrà accertare le violazioni”.

COME FUNZIONA L’ATTUALE PROCEDURA

Perciò, ricapitolando: lo strumento elettronico segnala una targa ‘sospetta’, la pattuglia della Stradale consulta il database della Motorizzazione e delle compagnie assicuratrici per accertarsi che la vettura sia effettivamente sprovvista di Rc auto, ferma il conducente (oppure prima ferma il conducente poi consulta la banca dati) e infligge la multa. In alternativa si procede alla vecchia maniera: si ferma un’auto a caso e si effettuano i dovuti controlli. E intanto, mentre gli agenti o i vigili perdono minuti preziosi con una sola vettura, altre decine di auto senza assicurazione sfrecciano indisturbate…

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