Le categorie di auto tra cui scegliere

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9 novembre 2016 - 11:20

Se avete in mente di acquistare un’auto qualsiasi purché si presenti bene, occorre tenere in conto – al di là del prezzo – che ogni modello è esposto a una serie di difetti più di altri, ad esempio la frizione per una citycar quanto il parabrezza scheggiato per un’auto nata per viaggiare. Se invece state cercando un modello di auto ben preciso, leggete ugualmente quanto segue poiché potreste capire che l’auto cui aspirate in realtà non fa per voi. Per semplicità indichiamo i diversi segmenti come Premium, Medie, Piccole, Station Wagon, Monovolume e Fuoristrada. Prima di analizzare i singoli segmenti proviamo a ragionare come i commercianti del settore onesti: più è giovane e diffusa l’auto meno problemi si avranno nel reperire eventuali ricambi, anche usati se non costituiscono un rischio per la sicurezza di guida (quindi no airbag, freni, pneumatici, ecc). Quindi meglio non avventurarsi in auto con oltre 7-8 anni se non siete esperti autoriparatori. Occhio anche alle auto in edizione limitata o alle cabrio fuori produzione da molto tempo: i ricambi di concorrenza per queste scarseggiano e il prezzo di quelli originali non tiene conto della svalutazione del veicolo.

PREMIUM – Una vettura di alta classe si può ritenere mediamente meno stressata di un’utilitaria, per diversi motivi. Il primo è che generalmente chi acquista questo tipo di auto nuove non ha problemi economici e possiede diverse auto. Normalmente hanno motori di grossa cilindrata (specialmente diesel) ed il proprietario, che magari non ha una guida esasperata e/o sportiva, ha quasi certamente curato la manutenzione con regolarità e scrupolo presso la rete ufficiale, specie se l’auto è stata usata per lavoro (maggiore affidabilità). Si svalutano molto velocemente nei primi anni di vita, quindi potrebbero rappresentare un buon affare, ma come un boomerang che torna indietro se deciderete di rivenderla dopo qualche anno. Sono di norma dotate di molti più accessori e dispositivi per il comfort e la sicurezza di viaggio, sicuramente utili ma a volte anche eccessivi per chi non è abituato ad armeggiare con display touch e sistemi multimediali. Le prestazioni dinamiche non mancano ma anche le spese fisse (tassa di possesso e assicurazione) per queste auto non sono trascurabili e la manutenzione certamente non tra le più convenienti.

MEDIE – Molto diffuse nel mercato italiano con un’ampia gamma di vetture con una cilindrata da 1.0 l a 1.6 l, sia italiane che straniere. La scelta è influenzata a volte molto più dal blasone del marchio che dai contenuti a favore delle tedesche, ma anche le francesi e le giapponesi si difendono bene. Le italiane non godono di grossi apprezzamenti ma alla fine si fanno valere per i loro modesti costi di esercizio e una più ampia disponibilità di ricambi di concorrenza. A proposito di costi, il recente downsizing motoristico ha voluto motori con meno cilindri (2 o 3 anziché 4) e cilindrate un tempo relegate alle citycar da passeggio (tra 900 e 1200 cc) che pavoneggiano consumi ed emissioni molto contenuti. Grazie all’adozione del turbocompressore questi motori riescono ad essere perfino brillanti ma, con un peso che supera abbondantemente la tonnellata, se si schiaccia l’acceleratore i consumi reali sono molto più alti di quelli ufficiali (scopri come si calcolano i consumi auto ufficiali).

PICCOLE – Le piccole sono vetture usate prevalentemente in città o per gli spostamenti “intercity” dove viene messa a dura prova la longevità della frizione, delle sospensioni e degli organi dello sterzo. Generalmente hanno basse spese di gestione (tassa di proprietà e assicurazione) e consumano poco carburante (anche 20 Km/l nel misto) in virtù della massa ridotta e dei motori sempre più efficienti in termini di combustione. Ad essere sinceri gli ultimi modelli delle “piccole” non si possono proprio definire utilitarie in senso stretto, perché oramai sono dotate di dispositivi e accessori che prima erano appannaggio delle vetture di classe medio alta. In caso di acquisto, particolare attenzione verrà riservata allo stato della frizione e degli organi dello sterzo, maggiormente sollecitati nella guida cittadina. Marciapiedi, paletti e panettoni di cemento lasciano profonde cicatrici sui parafanghi posteriori e sui sottoporta. Danni alla carrozzeria che richiedono molta manodopera per la riparazione in officina, per cui si ricorre spesso a un metodo economico e veloce per mascherarli ma non altrettanto professionale; più avanti vi spiegheremo come scoprire questo tipo di ammaccature. In questo settore hanno fatto scuola vari modelli italiani (Panda e Punto su tutti) ma negli ultimi anni questo segmento ha visto nascere modelli altrettanto validi prodotti da case costruttrici sia europee che asiatiche.

STATION WAGON – Auto concepite per la famiglia che puntano tutto sulla funzionalità. Non si può certo apprezzarle per il design accattivante, che solo negli ultimi anni è stato rivisto per alleggerire la coda squadrata con linee morbide e sportiveggianti. Le station wagon compatte stanno cedendo il passo ai piccoli SUV ma resistono ancora nelle declinazioni di gamma medio alta come alternativa a chi non vuole un’auto alta e con le ruote grosse ruote di un’autentica Sport Utility Vehicle. Usate se ne trovano molte e di tutte le cilindrate, da 1200 cc ad oltre 3000 cc, quindi la scelta deve basarsi essenzialmente sull’uso che ne farete. Per essere più esplicativi, un motore con una cilindrata più bassa vi costringerà a sfruttare a fondo le marce soprattutto se l’auto è carica. Questo stile di guida oltre a consumare più carburante richiede una guida più impegnativa nei sorpassi e sui falsopiani autostradali per trarsi d’impaccio. Quindi, se contate di caricare nell’ampio baule il passeggino del bebè e la spesa per tutto il mese può anche avere un senso ripiegare, ad esempio, su un motore 1400 cc. Mentre se praticate un lavoro o uno sport che richiede attrezzatura pesante (bombole da sub, attrezzi da giardinaggio) e non viaggiate soli è meglio contare su un motore più prestazionale ed equilibrato, come un 1600 cc. Come dicevamo, quest’auto si acquista per trasportare qualsiasi cosa entri nel bagagliaio che avrà tanti segni e rigature quanto più è stata sfruttata l’auto.

MONOVOLUME – Anche le monovolume, come le station wagon compatte, hanno seguito l’orientamento del mercato e per acquistarne una autentica che non sia passata di moda bisogna accontentarsi dei nomi su cui le Case auto francesi e tedesche continuano a puntare. Da quando le auto pesanti (anche fino a 2 tonnellate) e squadrate dalle fattezze di un minivan sono state spiazzate dai moderni crossover, il concetto di monovolume è rinato con le più maneggevoli Fiat 500L, Opel Meriva, Ford B-MAX, ecc. L’aerodinamica dei modelli meno attuali è una pretesa assurda su veicoli in cui non bisogna chinare la testa mentre si caricano le cose (vedi Fiat Ulysse fuori produzione dal 2011). Ne consegue che sono assetate di carburante, meglio pertanto scegliere le versioni equipaggiate con motori turbodiesel con una coppia superiore e maggiore agilità e sicurezza. I punti deboli dei monovolume sono i freni e le sospensioni in quanto gravati normalmente da un carico superiore a quello in una vettura normale. Particolare attenzione dovrà essere riservata ai sedili e ai loro meccanismi ed agganci se si possono spostare o smontare per aumentare la capacità di carico.

FUORISTRADA E SUV – I primi sono quelli autentici, inarrestabili su quasi tutti i fondi stradali e che richiedono esperienza per potersi muovere con la trazione integrale e le marce ridotte dove nessun’altra auto stradale oserebbe mai mettere le ruote. I SUV (Sport Utility Vehicle) invece ne riprendono le forme e alcuni contenuti, lasciando poi all’automobilista la scelta tra quella che è solo un’auto normale a trazione anteriore e ruote grosse oppure un veicolo che abbia almeno il cambio automatico e la trazione integrale per poter guidare con maggiore sicurezza sull’asfalto sdrucciolevole. Va da se che i modelli meno recenti soffrono in autostrada le stesse lacune, o quasi, su freni, stabilità e consumi di carburante eccessivi come i monovolume. Ecco perché molti acquistano un fuoristrada solo per poter raggiungere la baita in montagna, su percorsi accidentati o frequentemente innevati ed esposti quindi a graffi sulla carrozzeria, colpi al sottoscocca e corrosione alla scocca. Riparare le sospensioni, il differenziale o il cambio potrebbe rivelarsi più caro del valore dell’auto, quindi non avventuratevi da soli se non siete esperti in meccanica e soprattutto non fatevi sedurre da kit di rialzo delle sospensioni, dalle gomme tassellate o dal gancio di traino già installato. Piuttosto, verificate che siano efficienti e riportati sulla carta di circolazione se non sono originali.

Dopo questa breve panoramica è il momento di esaminare l’autovettura scelta, per capire se è l’affare giusto. Siete pronti a impugnare la penna del perito assicurativo per un giorno? Prendete la check list, la torcia, lo specchietto e la calamita.

Scarica la check list dei controlli da fare sull’auto prima dell’acquisto.

Approfondisci qui le altre pagine della guida all’acquisto auto usata:

1) Guida Acquisto Auto Usata | Consigli e Suggerimenti (Home)
2) Le auto a Km0 super scontate
3) Comprare dal concessionario
4) Comprare dal privato
5) I documenti che devono accompagnare l’auto
6) Le categorie di auto tra cui scegliere
7) I controlli sulla carrozzeria
8) Controllo di Fari Parabrezza e Lunotto
9) Controllo Cerchioni e Pneumatici
10) Controllo Alzacristalli e Portiere
11) Controllo Sedili e Cinture di sicurezza
12) Controllo Climatizzatore impianto elettrico e comandi
13) Controllare il Motore e i Km percorsi
14) Controllo Frizione Cambio e Sterzo
15) Controllo Freni e Sospensioni
16) La prova su strada
17) La legge sulla compravendita delle auto usate
18) La legge sulle emissioni inquinanti auto da Euro 1 ad Euro 6

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