Controllare il Motore e i Km percorsi

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9 novembre 2016 - 10:20

Controllare il motore di un’auto usata non è un’impresa facile poiché solo l’esperienza di un bravo meccanico riesce ad individuare i sintomi di difetti più o meno gravi e costosi da riparare. Ma proveremo ugualmente a descrivere i controlli principali con la massima semplicità. Aprendo il cofano motore non dovrete avere la stessa sensazione dell’arrosto che brucia nel forno. Non devono essere percepibili odori di carburante, olio o liquido refrigerante, poiché questo preclude a priori l’integrità delle tubazioni e la salute del motore. Se il proprietario cerca di rassicurarvi, sappiate che non è affatto normale avere alcun tipo di perdite. E’ piuttosto normale che ci sia un po’ di polvere nel vano motore purché il motore sia asciutto, cioè senza trafilaggi di olio. Nell’immagine a fianco, ad esempio, quest’auto perde olio, ma dalla guarnizione del coperchio punterie. E’ un difetto molto comune e semplice da riparare cambiando la sola guarnizione dal costo di pochi euro. Attenzione: la perdita individuata potrebbe non essere l’unica. Se parte dal centro, tra testata e monoblocco (guarnizione testa cilindri non fa tenuta) o ai lati (paraoli pulegge o volano non fanno tenuta) la riparazione è molto costosa. Guardate attentamente il motore e il cambio anche con l’aiuto di una torcia e di uno specchietto; se sono vistosamente bagnati, state alla larga. E’ bene ricordare che un venditore furbo può lavare il motore prima del vostro arrivo, quindi guardatevi intorno in cerca di macchie più o meno scure per terra: se sono molte e concentrate tutte nello stesso punto, ricontrollate eventuali perdite intorno e sotto al motore dopo aver fatto un giro con l’auto.

IL REFRIGERANTE NON E’ SEMPLICE ACQUA – Se a prima vista la vaschetta di espansione del liquido refrigerante è totalmente colorata di arancione o marrone, aprite il tappo a motore freddo e date una sbirciatina. Sicuramente vedrete il liquido torbido e pieno di depositi di ruggine: passate all’auto successiva poiché motore e radiatore hanno solo un ricordo lontano dei loro giorni migliori. La parte interna della vaschetta deve essere bianca e il liquido refrigerante deve essere limpido e di un colore vivace come in foto e,  assolutamente non sotto la tacca del minimo. I manicotti che dal radiatore vanno al motore devono essere integri, asciutti e senza crepe o tagli. Controllate in prossimità delle fascette di chiusura che i manicotti non abbiano perdite; la presenza di macchie o incrostazioni colorate non è affatto un buon segno, ma potrebbe anche bastare un semplice cacciavite per stringere meglio il collare. A proposito, se vi state chiedendo come capire quando il refrigerante è da cambiare, leggete il test antigelo auto: cosa indicano i vari colori?

OLIO MOTORE BIONDO O NERO MA MAI ARANCIONE – L’olio lubrificante è linfa vitale del motore,per tanto va cambiato regolarmente (con relativo filtro) pena la formazione di depositi che ostruiscono il suo ricircolo e l’usura delle componenti che ne hanno bisogno per non soffrire l’attrito. Con l’auto in piano e il motore fermo da almeno 5 minuti, sollevate l’astina e controllate il livello e il colore usando un panno da buttare via: si estrae totalmente l’astina, si pulisce l’estremità, la si inserisce totalmente e la si estrae ancora, stavolta per verificare fin dove l’olio bagna le tacche di riferimento. Il livello ottimale, salvo specifiche indicazioni del Costruttore, è sempre esattamente tra le due tacche di riferimento o poco più su, come nell’immagine al lato. Se prossimo al minimo l’olio manca, non viene sostituito da molto e il motore potrebbe consumarlo; meglio lasciar perdere. Ma anche una quantità eccessiva, con il livello alla tacca superiore, non va bene: è un’inutile premura che potrebbe provocare trafilaggi dai paraoli (guarnizioni toroidali) di cui abbiamo parlato prima. Se il motore è a gasolio non spaventatevi del colore nero come il petrolio poiché scurisce già dopo pochi minuti dal tagliando. Se invece il motore e a benzina l’olio “fresco” ha un colore giallo ambrato molto tenue che diventa color caramello se non viene cambiato da un bel po’ di tempo. In entrambi i casi osservate sotto il tappo di rabbocco dell’olio che non ci sia alcun tipo di emulsione molliccia tra il bianco e il marrone, provocata dal mescolamento tra liquido refrigerante e olio motore. In tal caso la guarnizione testa cilindri potrebbe non avere una tenuta adeguata e andrebbe sostituita: passate alla prossima auto della lista.

CINGHIA E CATENA DI DISTRIBUZIONE – Controllare attentamente le varie cinghie, se non sono coperte da carter di protezione, senza infilare le mani tra le pulegge: quella dei servizi, che attiva generalmente alternatore, servosterzo idraulico e compressore del clima e quella di distribuzione, che collega l’albero motore, la pompa dell’acqua, la pompa dell’olio e gli alberi a camme. Se sono state sostituite da poco devono essere visibili le marchiature come nella foto, non devono avere screpolature o sfilacciamenti. Se l’auto non ha la cinghia ma la catena di distribuzione, chiedete al proprietario di avviare il motore e ascoltate attentamente con il cofano aperto che non ci siano rumori di trascinamento in moto o colpi ripetuti nella fase di avviamento e spegnimento; in tal caso il sistema di tensionamento automatico potrebbe non funzionare correttamente e richiede la sostituzione. Il problema però è spesso imputabile anche all’uso di olio motore inadatto o esausto. E’ abitudine tra alcuni autoriparatori scrivere i chilometri ai quali è stata sostituita la cinghia di distribuzione sul carter, sul filtro aria motore o comunque nei pressi della cinghia. Questo non è altro che un semplice promemoria con un pennarello che può scrivere chiunque. Preferite le auto che hanno un pedigree dimostrabile con il libretto dei tagliandi e le fatture dell’officina, ma non siate mai troppo ingenui anche di fronte a un malloppo di ricevute. Se sono state effettuate da poco riparazioni generalmente costose e molto ravvicinate tra loro è probabile che il motore abbia dei difetti irreparabili e il proprietario abbia voglia di disfarsene. Altrimenti perché mai vendere un’auto su cui sono già stati investiti tanto soldi?

QUANTI KM DEVE AVERE UN’AUTO? – La percorrenza indicata dal quadro strumenti può essere una cartina al tornasole per gli elementi che avete raccolto e raccoglierete osservando l’auto dentro e fuori, ma non è un fattore importantissimo. O almeno non lo è quanto poter dimostrare di aver fatto una manutenzione regolare, poiché i motori attuali sono molto più affidabili se gli si concede qualche piccola e sistematica attenzione. La buona notizia è che il contachilometri digitale non si manomette con la stessa facilità di quello meccanico, la brutta è che si può manomettere ugualmente ricorrendo agli specialisti del contachilometri. Le aziende specializzate nella sola riparazione dei contachilometri sanno anche come “modificarli”, ad esempio utilizzando strumenti che si collegano direttamente alla porta OBD per riscrivere manualmente le cifre oppure mandarlo avanti fino al reset e fermarsi alla percorrenza desiderata. Ovviamente un intervento a regola d’arte che non sia facilmente smascherabile richiede anche il reset di tutte le centraline dell’auto che memorizzano tracce di un chilometraggio elevato, come i cicli di rigenerazione che ha eseguito il filtro antiparticolato. Le auto più prestigiose con chiavi elettroniche memorizzano una traccia dei tagliandi, degli interventi e dei chilometri percorsi che la rete ufficiale della Casa è in grado di leggere e poter verificare se quanto spiffera la chiave di avviamento corrisponde a quanto dice il proprietario.

IL LIBRETTO DEI TAGLIANDI E I KM FALSI – Se avete intenzione di portarvi a casa un’auto di classe premium chiedete al proprietario di fare una diagnosi elettronica OBD presso la rete ufficiale, anche a vostre spese se ne vale davvero la pena. Potendo scegliere è sempre meglio orientare l’acquisto su un’auto più giovane e che ha percorso meno strada, ma un chilometraggio elevato, anche oltre la soglia psicologia dei 100 mila chilometri, non pregiudica il corretto funzionamento del motore. E’ chiaro che per manutenzione regolare s’intende estesa a tutti i sistemi soggetti ad usura che la Casa auto consiglia di controllare e sostituire con i piani di manutenzione programmata. Attenzione a chi vi mostra il libretto dei tagliandi come garanzia di autenticità delle condizioni del veicolo. Un’auto che ha fatto l’ultimo tagliando dimostrato a 75 mila chilometri può averne percorsi molti altri prima che il proprietario decidesse di venderla. Ma per recuperare qualche soldo rispetto alla quotazione di mercato che avrebbe l’auto coni chilometri reali, potrebbe averli scalati riportandoli ad una cifra di poco inferiore alla soglia del successivo tagliano, per esempio, quello programmato dalla Casa a 90 mila km. In tal caso controllate la periodicità degli interventi ma sappiate che con la compiacenza di un’officina anche un libretto dei tagliandi si può riscrivere di sana pianta senza difficoltà. Nelle pagine successive vediamo quali sono gli altri controlli da fare su cambio, freni e sospensioni prima di scendere in strada per un giro di prova.

Scarica la check list dei controlli da fare sull’auto prima dell’acquisto.

Approfondisci qui le altre pagine della guida all’acquisto auto usata:

1) Guida Acquisto Auto Usata | Consigli e Suggerimenti (Home)
2) Le auto a Km0 super scontate
3) Comprare dal concessionario
4) Comprare dal privato
5) I documenti che devono accompagnare l’auto
6) Le categorie di auto tra cui scegliere
7) I controlli sulla carrozzeria
8) Controllo di Fari Parabrezza e Lunotto
9) Controllo Cerchioni e Pneumatici
10) Controllo Alzacristalli e Portiere
11) Controllo Sedili e Cinture di sicurezza
12) Controllo Climatizzatore impianto elettrico e comandi
13) Controllare il Motore e i Km percorsi
14) Controllo Frizione Cambio e Sterzo
15) Controllo Freni e Sospensioni
16) La prova su strada
17) La legge sulla compravendita delle auto usate
18) La legge sulle emissioni inquinanti auto da Euro 1 ad Euro 6

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